Bridget Jones’s Baby

Bridget Jones’s Baby

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Renée Zellweger, Patrick Dempsey e Colin Firth al corso preparto

Uscito nelle sale cinematografiche nel 2016, Bridget Jones’s Baby è il terzo capitolo della saga di Bridget Jones. Il personaggio della zitella più irriverente e sensibile del mondo nasce dal romanzo Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding. Il successo dell’omonima trasposizione cinematografica del 2001 spinse il regista Sharon Maguire a proseguire la serie, con un secondo film intitolato Che pasticcio Bridget Jones!.

Il terzo capitolo, di conseguenza, è ambientato dieci anni dopo gli eventi del secondo film. Bridget (Renée Zellweger) è ormai una donna sulla quarantina, ma è ancora single. Infatti, la sua relazione con il suo grande amore Marc Darcy (Colin Firth) è finita da tempo. Tuttavia, un ritorno di fiamma e l’incontro con l’affascinante Jack Qwant (Patrick Dempsey) mettono Bridget in una complicata situazione. Quale dei due uomini, quindi, sarà il padre del bambino di cui lei è incinta? E come finirà il suo rapporto con Marc, se è lui il padre o se non lo è?

Perché guardarlo

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Una divertente scena del film

Eccezionalmente, nel cast c’è anche Emma Thompson, nei panni di un’ironica e pungente ginecologa. Il suo personaggio, dunque, non fa che arricchire il contesto del film, basato su una comicità esasperata, sarcastica e irriverente. Nonostante gli anni passati, infatti, Bridget Jones ci fa ancora divertire attraverso le proprie assurde vicende. Cresciuta, maturata, persino invecchiata: eppure, Bridget è sempre la stessa ragazza goffa e imprevedibile. E Patrick Dempsey, famoso per il suo ruolo nella serie tv di successo Grey’s Anatomy, si rivela capace di far sorridere, oltre che di far commuovere. E che dire di Colin Firth, che interpreta l’austero ma romantico avvocato innamorato di Bridget? Come sempre, l’interpretazione dell’attore britannico è impeccabile.

Che pasticcio Bridget Jones!

Seconda puntata delle avventure sentimentali di Bridget Jones. Fidanzata più o meno felicemente con l’avvocato Mark Darcy ma gelosissima di una sua affascinante collaboratrice, riprende a frequentare per motivi professionali l’intrigante Daniel Cleaver, che l’aveva sedotta nell’episodio precedente. Dopo essersi cacciata in pasticci di ogni genere, tornerà tra le braccia del suo Mark. Riuscirà a sposarlo?

Squadra che vince non si cambia. La regola aurea degli allenatori di calcio è stata applicata quasi alla lettera anche per il sequel de

Il diario di Bridget Jones,
tratto dal secondo romanzo di Helen Fielding dedicato all’eroina di tutte le single desiderose di mutare il loro status. È cambiata solo la regista: Beeban Kidron ha sostituito Sharon Maguire. Chissà, forse è stata questa non secondaria variazione a rendere assai poco interessante la seconda puntata di una commedia il cui primo episodio, pur senza essere un capolavoro, poteva tranquillamente essere classificato alla voce «riuscito film d’evasione». Prevedibile, ripetitivo e sostanzialmente inutile, questo sequel si salva dal totale naufragio soltanto grazie alle buone interpretazioni di Renée Zellweger, quasi irriconoscibile grazie a una dieta ipercalorica che le ha permesso di ingrassare per riempire di nuovo i panni del suo personaggio più noto, e di uno Hugh Grant come sempre a suo agio nel ruolo del simpatico mascalzone. Colin Firth, dal canto suo, continua a recitare con diligenza la parte del bravo ragazzo impettito e noiosetto. Assolutamente da evitare per chi non ha gradito il primo episodio, gli altri acquistino il biglietto a proprio rischio e pericolo.
(maurizio zoja)