Jackie Brown

Un gangster nero cerca di mettere a segno un colpo col traffico d’armi, in società con un altro vecchio del giro e con la complicità di una hostess, Jackie Brown: ma lei fa il doppio gioco. Una guerra tra poveri, con in sottofondo la struggente storia d’amore crepuscolare tra l’attempato gangster Max Cherry (Robert Forster) e la matura Jackie (interpretata da Pam Grier, regina della blaxploitation anni Settanta). Costruito a flashback, ma sobri e assolutamente… anti-tarantiniani, un film saggio e maturo, firmato da un regista vero: rimangono pochi dubbi sulla statura di autore di Tarantino, che qui è sfigato e notturno, cinefilo assolutamente non esibizionista, direttore di attori sopraffino, magistrale creatore di atmosfere e di suspence. Da ricordare il ripescaggio di Forster e della Grier, il meraviglioso controruolo inventato per De Niro (ma esistono controruoli per De Niro?), le calibrate prestazioni di Bridget Fonda e Samuel L. Jackson.
(emiliano morreale)

Nome in codice: Nina

Un’orrenda, patinata Hollywoodizzazione di Nikita, in cui una criminale punk (Fonda) viene reclutata dal governo statunitense per compiere una sparatoria in un ristorante Chi Chi di Washington (senza alcuna copia del Washington Post in vista). Non troverete una sola genuina emozione fino a quando compare Mulroney; e anche dopo, non molte di più.

Il padrino – Parte III

L’ultimo episodio della saga dedicata alla famiglia mafiosa di Vito Corleone, di Francis Ford Coppola. Il padrino Mike (Al Pacino) in preda al rimorso lascia il comando al nipote (Andy Garcia) e cerca di ripulire gli affari e la coscienza con operazioni finanziarie d’accordo con il Vaticano. Molti i riferimenti ai complotti e agli intrighi degli anni Ottanta, dal finanziere Calvi a Papa Giovanni Paolo I. Forse eccessiva questa terza parte, un’autocelebrazione che svilisce i primi due capolavori. (andrea amato)

L’armata delle tenebre

Terzo episodio della serie
La casa
, stavolta più incline al fantastico che all’horror. Dopo aver incautamente risvegliato le forze del Male, Ash, tipico giovanottone americano, si ritrova nel medioevo. Per tornare alla sua epoca, il giovane deve recuperare il mitico Necronomicon, il libro dei morti. Ma una formula magica pronunciata in modo errato riporta in vita le anime defunte, pronte a dar battaglia ai vivi pur di recuperare il Necronomicon. Il migliore dei tre episodi, pieno zeppo di gag e spunti divertenti. Grande virtuosismi registici di Sam Raimi che cita con disinvoltura e impareggiabile ironia i classici della fantascienza (
Ultimatum alla Terra, Gli argonauti
) e i film di Hong Kong.
(andrea tagliacozzo)

Mr. Jealousy

Stoltz incontra la Sciorra e subito le cose sembrano andare a gonfie vele tra i due, ma la gelosia di lui nei confronti dell’ex ragazzo di lei fanno impazzire entrambi. Commedia sentimentale con molti dialoghi, ma divertente. Ricrea abilmente lo spirito di New York e offre alcune impedibili scene di terapia di gruppo. Stoltz ha anche collaborato alla produzione esecutiva.

Shag – Le ragazze vogliono solo divertirsi

La bella diplomata Cates sta per sposarsi, così le sue tre amiche decidono di portarla per un ultimo sfrenato weekend a Myrtle Beach. Un piacevole passatempo ambientato nel 1963 con un giovane cast insolitamente affascinante e di talento.

City Hall

Il vicesindaco di New York (Cusack) si dedica anima e corpo al sindaco (Pacino), un ottimo politico sinceramente interessato al bene dei suoi cittadini. Quando una sparatoria che coinvolge un poliziotto, uno spacciatore e un bambino innocente si trasforma in uno scandalo, Cusack capirà che la strada per la verità è un campo minato. Questa vivace storia sui retroscena della politica urbana è decisamente attraente, ma poi diventa un melodramma con un finale difficile da mandare giù. Si tratta del frutto del lavoro di un vero vicesindaco, Ken Lipper, e di non meno di tre maestri sceneggiatori (Bo Goldman, Paul Schrader e Nicholas Pileggi)!

Piccolo Buddha

Film epico di Bertolucci deludente e drammaticamente confuso, con ovvie analogie con L’ultimo imperatore. Racconta le storie parallele di un vecchio monaco tibetano (Roucheng) che crede che un ragazzino di Seattle sia la reincarnazione del rispettato mentore, e del giovane principe Siddhartha (Reeves), che visse 2500 anni fa. Bello da vedere, ma per il resto piuttosto noioso. Technovision (35mm), Arriflex (70mm).

Singles – L’amore è un gioco

La vita fra i singles di Seattle; per niente facile. Vivace commedia seria con alcune piacevoli caratterizzazioni (soprattutto da parte di Scott e della Sedgwick), ma mai così solida — o perspicace — come ci si poteva aspettare. Il film ha un sacco di musica, di ambientazione e di stile, ma anche una sceneggiatura piuttosto discontinua. Eric Stoltz (che è apparso in tutti i film del regista), Tom Skerritt e Peter Horton hanno dei divertenti cammeo.