Land Of The Lost

Il Dr. Rick Marshall (Will Ferrell) è uno scienziato specializzato in “archeologia quantistica”: l’apice della sua carriera arriva con la scoperta di un acceleratore di cationi in grado di aprire dei passaggi spazio temporali verso altre dimensioni. Schernito dalla comunità scientifica per i dubbi risultati delle sue ricerche, lo studioso è sostenuto da una giovane dottoranda di Cambridge, Holly Cantrell che lo convince a sperimentare la sua “macchina del tempo”. Nel corso di un esperimento di “routine” Rick e Holly si ritrovano catapultati in un mondo parallelo in cui dinosauri, alieni e primati lottano per la sopravvivenza.

Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi

Lo scrittore Lemony Snicket racconta la storia dei tre fratelli Baudelaire: Violet, la più grande, ha quattordici anni e possiede uno straordinario talento per le invenzioni; Klaus, il secondogenito, può dire a dodici anni di aver letto più libri di chiunque altro, accumulando una montagna di conoscenze; Sunny, infine, di un anno appena, si esprime tramite versi gutturali e ha la passione di mordere ogni cosa con i suoi aguzzi dentini da latte.

I tre conducono una vita tranquilla e molto agiata, fino al giorno in cui si trovano improvvisamente nella triste condizione di orfani, quando i genitori periscono nell’incendio della loro casa. Così, inizia la «serie di sfortunati eventi»: gli orfani Baudelaire iniziano un lungo peregrinare fra i parenti, nel tentativo di trovare un tutore affidabile.

Purtroppo, proprio colui che per primo si offre di ospitarli diverrà il loro peggior nemico. Infatti il conte Olaf, uno spiantato attorucolo maestro nell’arte del travestimento, è un personaggio tanto stravagante quanto diabolico, che non ha altre mire se non quella di ottenere la custodia dei ragazzi, per poi provocarne la morte in un «incidente» e dunque mettere le mani sull’enorme eredità dei Baudelaire. Per fortuna i ragazzi potranno contare sull’aiuto della zia Josephine e dello zio Monty, per togliersi dai guai e sfuggire alle insidie del perfido Olaf…

La pellicola è tratta dai primi tre libri della fortunatissima serie di
Lemony Snicket
, opera dell’autore newyorchese Daniel Handler e recentemente approdata nelle librerie italiane nell’edizione di Salani.

Il film è rispettoso delle atmosfere e dello spirito dei romanzi, di cui è magistralmente ricostruita l’ambientazione, in cui automobili e vestiti anni ’50 e tecnologia dall’aspetto retrò si uniscono ad architetture e ambientazioni da favola gotica. In effetti, visivamente, sembra di trovarsi di fronte a un incrocio tra una pellicola di Tim Burton (in particolare l’ultimo
Big Fish)
e una della serie
Harry Potter.

La sensazione di «già visto» tende forse a indisporre un po’ lo spettatore smaliziato ma questo
Una serie di sfortunati eventi
rimane un prodotto piacevole, divertente e piuttosto ben curato. Rispetto ai vari
Harry Potter
infatti,
Lemony Snicket
ha il grande vantaggio di non seguire troppo i binari del
politically correct
, e si può quindi permettere un alto tasso di godibilissimo
humour
nero. 

Ottima la scelta degli attori: a parte i tre ragazzini e l’istrionico Jim Carrey, che trova un personaggio che sembra cucito su misura per lui, con il suo infinito repertorio di smorfie cartoonesche, da segnalare anche una Meryl Streep molto divertente e azzeccata nei panni della paurosissima zia Josephine. Per i ragazzini che considerano le storie della Rowling roba da bambini, ma anche per tutti gli adulti che sanno ancora godere del piacere di una favola ben raccontata.
(michele serra)

Moonlight Mile – Voglia di ricominciare

Primi anni Settanta, gli Usa sono in piena guerra del Vietnam, intere generazioni di giovani mandati al fronte. Nel New England due genitori e un fidanzato (Jake Gyllenhaal) stanno per seppellire una ragazza uccisa per errore in un bar. Tutta la città è sconvolta, ma il fidanzato della vittima sembra sapere qualcosa che gli altri non sanno. A giorni si dovevano sposare e poi lavorare insieme nella ditta del padre (Dustin Hoffman), un’agenzia immobiliare e commerciale. La madre (Susan Sarandon), scrittrice, si chiude in se stessa, senza dare cenni di ripresa, mentre il padre si immerge immediatamente nel lavoro, coinvolto e coinvolgendo il nuovo socio, quello che doveva essere il genero e che ora appare come un figlio. Si rimane sospesi in una sorta di attesa, aspettando che il ragazzo vuoti il sacco e dica quello che ha dentro. Un dramma che ricorda molto
La stanza del figlio
di Nanni Moretti. L’elaborazione del lutto da parte dei genitori, che non si rassegnano alla perdita della figlia, con sensi di colpa per non essere stati un bravo padre e una brava madre. La figura del ragazzo come seconda chance, per cercare di recuperare gli errori fatti, ma proprio lui aprirà gli occhi ai due adulti. Un cast d’eccezione, ben assortito, con tre Oscar e quindici candidature a fare da richiamo, per un film scritto in maniera troppo retorica e prevedibile.
(andrea amato)