Thelma and Louise

Thelma, una casalinga frustrata, decide di prendersi qualche giorno di libertà scorrazzando per le autostrade americane assieme all’amica Louise. Durante una sosta in un night-club, Thelma rischia di essere violentata. Louise uccide l’assalitore e le due si ritrovano improvvisamente ricercate dalla legge. Road-movie tutto al femminile, indubbiamente ben congegnato e realizzato, anche se l’elogio filofemminista sembra studiato a tavolino, non senza un pizzico di furbizia e calcolo commerciale. Comunque brave la Davis e la Sarandon. Il migliore, però, è Harvey Keitel nel ruolo del poliziotto comprensivo.
(andrea tagliacozzo)

Sette anni in Tibet

La lunga ma avvincente storia dell’alpinista e avventuriero austriaco Heinrich Harrer, il cui tentativo di scalare una strabiliante vetta dell’Himalaya nel 1939 viene interrotto dalla seconda guerra mondiale, e le cui successive avventure lo portano in Tibet e nella città santa di Lhasa, normalmente chiusa agli stranieri. Lì incontra e fa amicizia con il quattordicenne Dalai Lama. Pitt è eccellente nel ruolo di Harrer, un personaggio dal carattere difficile, egoista e arrogante, finché non impara l’umiltà in Tibet. Le riprese sono magnifiche. Panavision.

Burn after reading – A prova di spia

Un agente della Cia, dopo essere stato licenziato, decide di scrivere un libro di memorie, raccontando della propria vita e del suo lavoro. Per una serie di circostanze, i suoi appunti vengono per sbaglio copiati su un disco per computer, che finisce casualmente in possesso di Chad e Linda, impiegati di una palestra. Convinti di avere tra le mani dei veri segreti di stato, i due decidono di rivendere il disco al miglior offerente, innescando così una serie di eventi imprevedibili e di irresistibile comicità.

Megamind

Il super-malvagio, geniale e diabolico Megamind sta tentando di conquistare la Terra da più di 20 anni ma, ogni volta, è ostacolato dal suo acerrimo nemico, il supereroe Metro Man. Il tutto cambia il giorno in cui Megamind uccide accidentalmente Metro Man mentre è alle prese con uno dei suoi diabolici piani.

Trovandosi d’improvviso senza un nemico da sconfiggere, il cattivo genio decide che l’unica maniera per non annoiarsi è creare un nuovo super rivale. Quest’ultimo è migliore, più grande e più forte rispetto a Metro Man. E quando comincia ad intraprendere la propria guerra per distruggere il mondo, Megamind dovrà prendere una decisione: Potrà sconfiggere la propria creazione diabolica? Potrà l’uomo più intelligente del mondo fare la scelta giusta per una volta? Potrà il cattivo genio invertire i ruoli e diventare l’eroe della sua stessa storia?

Snatch-Lo strappo

Franky «Quattrodita» e i suoi uomini eseguono una rapina da manuale ad Anversa. Il cospicuo bottino è una partita di diamanti, tra cui una pietra di inestimabile valore destinata al boss Avi. Prima di raggiungere quest’ultimo a New York, Franky si ferma a Londra per smerciare parte dei preziosi, ma il soggiorno si rivela più pericoloso del previsto. Con il precedente
Lock & Stock-Pazzi scatenati
– un ironico crime movie sulla scia di Tarantino – l’inglese Guy Ritchie era riuscito a suscitare entusiasmi in patria e negli Stati Uniti. Entusiasmi probabilmente non giustificati, anche a giudicare da questa sua seconda fatica: una discutibile rimasticatura del primo film, realizzata con i soldi degli americani e la benedizione della sua celebre consorte, la cantante Madonna. Non sembra nemmeno privo di talento il giovanotto, ma è tanto terribilmente presuntuoso che finisce per prendersi troppo sul serio, nonostante il tono della pellicola consigli il contrario. Come se un onesto calciatore di serie A – mettiamo un Pancaro o un Tacchinardi – si credesse improvvisamente d’essere diventato Maradona. Un dribbling ogni tanto l’azzecca pure, ma poi finisce per marcarsi da solo o segnare nella propria porta.

È il caso di Guy Ritchie, che si crede Tarantino – perché scrive dialoghi arguti e mette in scena macchiette divertenti – ma, al contrario del collega d’Oltreoceano, è incapace di dare una struttura decente al suo raccontino. E non serve aggiungere di tanto in tanto inserti da videoclip per vincere la noia. Per non parlare degli stereotipi razzisti – ebrei, zingari, russi, neri e chi più ne ha più ne metta – all’insegna del politically incorrect: ma le intenzioni sono ironiche, per carità, e più che offensivo o fastidioso il nostro amico finisce solo per risultare stupido. Quasi quanto il suo film.
(andrea tagliacozzo)

Ocean’s Thirteen

Danny Ocean e compagni devono togliere dai guai l’amico di vecchi data Reuben Tishkoff (Elliot Gould), entrato in affari con il losco uomo d’affari Willy Banks (Al Pacino). Ocean ha così intenzione di rovinare la festa di inaugurazione del nuovo casinò di Banks, screditandolo agli occhi della stampa e vendicando il torto subito dall’amico.

Johnny Suede

Pitt è perfettamente entrato nella parte di Johnny Suede, che sfoggia una stupenda banana alla Pompadour e sogna la celebrità come cantante pop alla Ricky Nelson. Un filmino intelligente, decisamente malinconico: si esprime al meglio nel mettere in contrasto il mondo di sogno di Johnny e la realtà che lo circonda.

Troy

Troy

mame cinema TROY - STASERA IN TV IL FILM EPICO achille
Brad Pitt nel ruolo di Achille

Diretto da Wolfgang Petersen, Troy (2004) è ambientato nel 1200 a.C., nell’antica Grecia. Agamennone (Brian Cox) ha conquistato tutte le città-stato del paese, ma gli manca ancora un’ultima avversaria da sconfiggere: la splendida e potente città di Troia, circondata da alte mura che si dice siano invalicabili. Tuttavia, suo fratello Menelao (Brendan Gleeson) ha stretto un’alleanza con i Troiani, ospitando i principi Ettore e Paride (Eric Bana e Orlando Bloom) nella propria dimora a Sparta.

Ma, proprio in quest’occasione, Paride e la moglie di Menelao, la regina Elena di Sparta (Diane Kruger) intrecciano una relazione segreta e, al momento in cui il principe deve far ritorno a Troia, Elena lo segue. Ciò rompe l’alleanza tra Sparta e Troia e Menelao, furibondo, va da Agamennone, il quale sfrutta la situazione per dichiarare guerra a Troia. E a questa guerra dovranno partecipare tutti i Greci, compreso Achille (Brad Pitt), che sogna la gloria eterna.

Questo conflitto, però, non immortalerà solo i nomi dei guerrieri che la combattono nella storia. Comporterà anche lutti, tradimenti, inganni e devastazione. E non tutti sopravviveranno.

Curiosità

mame cinema TROY - STASERA IN TV IL FILM EPICO troia
I principi Ettore e Paride con Elena, di ritorno a Troia
  • Il film presenta diverse inesattezze rispetto all’Iliade, l’opera epica di Omero a cui si ispira liberamente la trama. Per esempio, nell’opera Patroclo non è il cugino di Achille, bensì il suo compagno d’armi e, secondo gli usi dell’antica Grecia, il suo amante. Inoltre, le schiave catturate da Agamennone sono due: Briseide e Criseide, e l’avido re le pretende entrambe. E Achille ama solo Patroclo, non Briseide, perché secondo la società ellenica dell’epoca il vero amore poteva esistere solo tra uomini, cioè gli unici esseri ritenuti intelligenti.
  • Anche il duello tra Paride e Menelao è nell’opera profondamente diverso: per salvare Paride, infatti, interviene la dea Afrodite, colei che gli aveva promesso l’amore di Elena, la donna più bella del mondo. Lo trasporta su una nuvola al sicuro all’interno del palazzo reale di Troia.
  • Viene omessa nel film pure la presenza degli dei, costante nell’opera. Nell’Olimpo, per l’appunto, si sono create vere e proprie fazioni riguardo alla guerra di Troia: Afrodite e Apollo, per esempio, proteggono i Troiani, mentre Era e Atena proteggono i Greci.
  • Nel cast c’è anche Peter O’Toole nel ruolo del re di Troia Priamo.
  • Le scene in esterni sono state girate a Malta e in Messico. I set interni invece, sono stati girati nel Regno Unito, negli Shepperton Studios. II budget del film fu di 175.000.000 $.
  • Inoltre, il film è stato presentato fuori concorso al 57º Festival di Cannes.
  • La pellicola ha avuto un ottimo incasso internazionale: 497.409.852 $. Negli Stati Uniti ha incassato 133.378.256 $ e in Italia 14.878.762 €. È nella top 150 dei film con maggior incasso.
  • I commenti della critica sono stati, tuttavia, per lo più negativi, a causa delle profonde incongruenze tra il film e l’opera da cui è tratto.

Babel

Quattro storie concatenate, con al centro il rapporto tra genitori e figli, ma anche temi ancor più universali come la comunicazione nel terzo millennio, le ansie e le paure indotte dalla società frenetica e globalizzata, questo è Babel, premiato a Cannes 2006 per la regia di Alejandro González Iñárritu (Amores Perros21 grammi). Una coppia americana in crisi, in viaggio in Marocco (interpretata da Brad Pitt e Cate Blanchett) deve fronteggiare un grave imprevisto; i loro due figli piccoli, rimasti a casa con la tata messicana, vivono con lei un’avventura che parte bene ma presto di complica; una ragazza giapponese sordomuta, rimasta da poco orfana per il suicidio della madre, cerca di colmare il vuoto che l’opprime adescando giovani sconosciuti.

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

Storia della vita privata e delle imprese pubbliche del fuorilegge più celebre d’America, Jesse James. Mentre sta progettando un’altra grande rapina, il bandito dichiara guerra ai nemici che lo braccano per impossessarsi della taglia – e della gloria – destinata a chi riuscirà a catturarlo. Ma la più grande minaccia alla sua vita arriva proprio da colui nel quale Jesse riponeva più fiducia.

Il curioso caso di Benjamin Button

Questa è la storia di un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario: un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo. Da New Orleans alla fine della Prima Guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, in un percorso insolito come può essere la vita di ognuno, il film è lo straordinario racconto di un uomo non così comune e delle persone e dei luoghi che scopre lungo il percorso, gli amori che trova e che perde, le gioie della vita e la tristezza della morte e quello che resta oltre il tempo.

The Mexican – Amore senza la sicura

Il giovane Jerry Welbach, diventato accidentalmente il tirapiedi di una cricca di criminali, riceve l’ordine categorico di recarsi in Messico per recuperare un’antica e preziosa pistola chiamata «The Mexican». La sua ragazza Samantha, costretta a rivedere i suoi programmi, va su tutte le furie e, mentre Jerry parte per il Messico, si mette in viaggio per Las Vegas, da sola. Ma anche l’impresa di Jerry si rivela più difficile del previsto: sulla sua strada lo attendono molti loschi individui e addirittura una maledizione. Il film di Gore Verbinski – regista dell’esilarante ma esile Un topolino sotto sfratto – è piuttosto interessante, anche se riuscito solo in parte. Il tono è quasi sempre ironico, da commedia on the road, con un sottofondo malinconico che pervade poco a poco i segmenti interpretati dalla Roberts e dall’ottimo James Gandolfini. Eppure la sceneggiatura – al contempo semplice (nelle premesse) e arzigogolata (nella risoluzione delle stesse e nell’intersecarsi dei set e dei vari personaggi) – non convince del tutto: a partire dalla natura gay del personaggio di Gandolfini, troppo all’insegna del politicamente corretto, che finisce per sfociare nel dolciastro e, paradossalmente, nei soliti luoghi comuni. La scelta di Brad Pitt – macho in Fight Club e nel recente Snatch – nei panni di un perfetto imbranato all’inizio disorienta, ma poi si rivela vincente e il divo riesce perfino a farsi perdonare i suoi ultimi passi falsi (ovvero i film summenzionati). Sui soliti livelli standard la Roberts, a suo agio nel passare repentinamente dalla commedia al dramma, anche se a rubare la scena ai due protagonisti – nonostante i difetti dello script – è inevitabilmente James Gandolfini, in una simpatica anche se non proprio originale variazione sul tema del killer. In definitiva, un ben confezionato e piacevole raccontino, cadenzato da un’ottima colonna sonora in puro stile chicano. (andrea tagliacozzo)

Vi presento Joe Black

La morte viene a reclamare un industriale miliardario (Hopkins), e decide di prendere fattezze umane (Pitt), che compare come un misterioso straniero dai modi fanciulleschi e con una passione per il burro d’arachidi. Questa originale riscrittura di La morte in vacanza aggiunge sottotrame che fanno andare avanti il film per giorni, verso una conclusione assurda e insoddisfacente. Hopkins è meraviglioso, ma il personaggio della Morte semplicemente non ha alcun senso. Una produzione scenografica sontuosa.

Ocean’s Eleven

Un ladro-gentiluomo, Danniel Ocean (George Clooney), esce di galera dopo quattro anni e, senza pensarci un attimo, cerca di mettere in atto un altro colpo, il colpo del secolo: svaligiare tre casinò di Las Vegas. Per il suo piano ha bisogno di molti uomini, undici in tutto. Il suo socio è Rusty Ryan (Brad Pitt), un baro che insegna a giocare a poker a celebrità della televisione. Quando ormai è tutto pronto si scopre che il padrone dei tre casinò (Andy Garcia) è il nuovo compagno della sua ex moglie (Julia Roberts). Ocean non solo vuole rubare 160 milioni di dollari, ma anche riconquistare la sua dolce metà. Un cast impressionante per un film leggero, spassoso, che segue un canovaccio trito e ritrito, ma molto ben confezionato. Soderbergh si dimostra ancora una volta un mostro da box office, questa volta però la grande impresa non è stata dirigere il film, ma assemblare così tante prime donne di Hollywood che, così ci dicono, hanno lavorato in perfetta armonia e sottocosto. Una piacevole commedia con divertenti escamotage narrativi. Il resto lo fanno le star. Dedicato alle fan di Clooney, Pitt e Damon, un po’ meno a quelli della Roberts, che compare poco (ma bene).
(andrea amato)

Fuga dal mondo dei sogni

Lungometraggio senza senso (per metà in animazione e per metà “live action”) di Bakshi, già abituato a questo genere di film, ma in questo caso senza raggiungere lo stesso successo dei precedenti. L’ex detenuto e cartoonist Byrne si accorge che le sue creazioni sono reali e vivono in un universo parallelo chiamato Mondofurbo: dopo un rapporto sessuale con lo “scarabocchio” sexy Holly (Basinger), lei si trasformerà in essere umano e scapperà nel mondo reale, con il detective Pitt alle calcagna. Troppo serio per essere divertente, troppo sciocco per essere preso sul serio: i personaggi principali sono poco verosimili e stomachevoli. Sembra la versione di Roger Corman di Chi ha incastrato Roger Rabbit

Vento di passioni

Saga famigliare di tre fratelli cresciuti nel Montana e del loro padre, un ufficiale che ha lasciato l’esercito a causa dei massacri degli indiani. Storia appesantita da rivalità, sguardi carichi di sentimenti e di contrasti appassionati. Gli attori non sono al massimo delle loro capacità, tranne Thomas nel ruolo del fratello minore. Tratto da un racconto di Jim Harrison. Oscar alla fotografia di John Toll.

Intervista col vampiro

Intervista col vampiro

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV trio
Kirsten Dunst, Brad Pitt e Tom Cruise in una scena del film

Tratto dall’omonimo romanzo di Anne Rice, Intervista col vampiro è un film del 1994 diretto da Neil Jordan. Il protagonista, Louis de Pointe du Lac (Brad Pitt) è un vampiro che ha deciso di raccontare la propria vita a un giornalista, Daniel Malloy (Christian Slater). Per farlo, la creatura torna indietro fino al 1791, anno di inizio della sua nuova vita. Tra ricordi di viaggi e di eventi dolorosi, il vampiro spiega cosa significa vivere del sangue umano ed essere immortale. Un racconto, quindi, che attraversa ben tre secoli, a ridosso dell’arrivo del nuovo millennio.

Attenzione: il film, a causa dei suoi contenuti, è vietato ai minori di 14 anni.

Accoglienza

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV brad e antonio
Brad Pitt e Antonio Banderas in una scena del film

La pellicola fu un clamoroso successo al botteghino, affermandosi dunque come uno dei migliori film del proprio genere. Gli incassi superarono grandemente il budget di 60 milioni di dollari, arrivando a ottenere oltre 230 milioni di dollari.

Il film fu candidato a numerosi premi Oscar e Golden Globe, ma vinse solamente due riconoscimenti MTV Awards (per l’interpretazione di Brad Pitt e Kirsten Dunst) e il Premio Blockbuster a Tom Cruise come migliore attore in un thriller/horror.

Curiosità

  • Inizialmente, il giornalista doveva essere interpretato da River Phoenix, il quale purtroppo morì quattro settimane prima dell’inizio delle riprese.
  • L’attore che rimpiazzò Phoenix, Christian Slater, volle donare tutto il suo stipendio alle organizzazioni di beneficenza predilette dal collega defunto.
  • Nei titoli di coda c’è una dedica a River Phoenix.
  • Nel film, inoltre, debuttò l’attrice italiana Domiziana Giordano nel ruolo di Madeleine, oltre alla giovane Kirsten Dunst.
  • Brad Pitt e Tom Cruise vinsero il premio “peggiore coppia“, conferito dai Razzie Awards del 1995.