Always-Per sempre

Mieloso senza ritegno, modulato sulle note di
Smoke Gets in Your Eyes
, è però uno dei lavori in cui la nostalgia di Spielberg per la vecchia Hollywood si fa più limpida, specie nei momenti in cui tralascia il racconto e le sue trappole e si mette a gironzolare sull’aereo, nell’hangar. Senza grandi effetti speciali, un remake di Joe il pilota e di mille altri fantasy avio-consolatori della seconda guerra mondiale (tra cui il capolavoro
Scala al paradiso
di Powell e Pressburger, di cui Spielberg comprò i diritti impedendone per anni la circolazione). Molto anni Novanta, con Dreyfuss che sembra emerso da certi film semitrasgressivi di due decenni prima e uno scialo di vecchi aerei wellmaniani che il regista adora da sempre (
L’impero del sole
,
La missione
). Di gran lunga preferibile allo Spielberg più serio tipo
Soldato Ryan
. Non incassò granché e fu in parte plagiato da Zucker in
Ghost
, che è una schifezza su tutti i fronti e ha la colpa supplementare di aver lanciato Demi Moore.
(emiliano morreale)

L’ultimo attacco

Da
Flight of the Intruder
di Steven Coonts. Durante la guerra del Vietnam, il pilota Jake Grafton, già frustrato per le inutilità delle missioni alle quali è assegnato, rimane sconvolto dalla morte del suo compagno. Con l’aiuto del veterano Cole e senza l’autorizzazione del comando, decide di compiere un raid su Hanoi. Retorico e militarista, nel più classico stile del regista di
Alba rossa
e
Addio al re.
Lo spettacolo, però, non manca.
(andrea tagliacozzo)