Il Signore degli anelli – Le due torri

La Compagnia è divisa: i due hobbit Frodo e Sam sono in cammino verso Mordor. Incontrano Gollum, che si offre di guidarli verso il Monte Fato. Frodo ha con se l’anello, che inizia a sopraffare la sua volontà, ma per fortuna Sam gli è vicino e l’aiuta contro le tentazioni. Aragorn, l’elfo Legolas e il nano Gìmli incontrano Gandalf, sopravvissuto alla caduta nelle miniere. Insieme vanno a Rohan dal re Thèoden per convincerlo a scendere in guerra contro Saruman. Thèoden invece vuole portare il suo popolo in una fortezza, per aspettare l’attacco degli orchi. Gli altri due hobbit, Merry e Pipino, scappati dagli orchi che li avevano fatti prigionieri, incontrano Barbalbero e gli Ent che li aiuteranno a sferrare un attacco alla fortezza dove vive Saruman. Ci sarà una battaglia imponente tra diecimila orchi e gli elfi, gli uomini di Thèoden, Aragorn, Legolas e Gìmli, salvati alla fine dall’intervento di Gandalf che porterà rinforzi. Il cammino di Frodo e Sam continua così verso il Monte Fato, guidati da Gollum, che ha in mente di tradirli per impossessarsi dell’anello.
Secondo episodio della trilogia dedicata al libro di Tolkien. Stesso cast artistico e tecnico, altre tre ore di film, che seguono le tre de La compagnia dell’anello e precedono le tre finali de Il ritorno del re. Come il primo film, anche Le due torri ha un testo abbastanza fedele a Tolkien, ma, se possibile, le scene di violenza e azione sono ancora più numerose. Il ritmo rimane alto per tutto il tempo e l’imponenza delle scene lascia lo spettatore a bocca aperta. Già campione d’incassi negli Usa, ci si aspetta un ottimo risultato al box office anche in Italia. (andrea amato)

Pulse

Un altro remake a stelle e strisce di un horror originario del Sol levante. La pellicola si rifà infatti a quella omonima del 2001 di Kiyoshi Kurosawa che si aggiudicò il premio Fipresci a Cannes. Josh (Jonathan Tucker), uno studente universitario viene trovato morto in circostanze misteriose all’interno del campus. La morte pare viaggi sul filo, anzi su una frequenza wireless utilizzata dagli studenti. Ben presto, come un’epidemia, chiunque entri in contatto con la frequenza killer fa una brutta fine. Un’amica di Josh, Mattie (Kristen Bell) scopre che chiudere porte e finestre con del nastro adesivo di colore rosso ferma la minaccia letale. Ma non la elimina… Secondo lungometraggio di Jim Sonzero, il film annovera Wes Craven tra gli scene

My Son, My Son, What Have Ye Done

Ispirato da vicende reali, la storia di un mito antico e di una moderna follia. Brad Macallam, un aspirante attore che recita in una tragedia greca, commette nella realtà il crimine che deve mettere in scena sul palcoscenico: uccide la madre. Il film si apre nel momento in cui agenti di polizia giungono sulla scena di un delitto trovando una donna anziana in una pozza di sangue. Davanti alla casa sono radunati vicini curiosi e stupefatti. Il presunto colpevole si è barricato in un edificio dall’altra parte della strada e a quanto pare ha con sé degli ostaggi. Arrivano i due amici cui Brad ha telefonato nelle prime ore del mattino, ma ormai è troppo tardi. Mentre assieme ai vicini cercano di capire quanto è successo, raccontano la loro storia agli investigatori che si occupano del delitto.

Nightwatch

McGregor viene assunto part-time come guardiano notturno di uno spettrale obitorio, mentre un serial killer imperversa in città. La Arquette interpreta la sua ragazza, Brolin lo spavaldo amico del cuore e Nolte l’ispettore di polizia assegnato al caso. Questo remake di Nattevagten, successo danese del 1995 dello stesso regista-sceneggiatore Bornedal, è elegantemente raccapricciante, ma diventa pesante nell’ultimo terzo. E ricordate: non lasciate chiudere quella porta… Super 35.

Halloween – The Beginning

Halloween-The Beginning si concentra sui primi anni del giovane Michael Myers e sugli eventi che hanno portato a quella fatidica notte di Halloween in cui scatena la sua furia omicida nella tranquilla cittadina di Haddonfield, nell’Illinois. Dopo quella notte brutale, Michael inizia il suo periodo di carcerazione di 17 anni presso l’ospedale psichiatrico di massima sicurezza Smith’s Grove Sanitarium, luogo in cui è seguito da un noto studioso, il dott. Samuel Loomis, l’unico che può veramente comprendere la sua natura malefica. Diciassette anni dopo, Michael inizia a seguire una liceale, Laurie Strode, e le sue amiche, Annie e Lynda. Quando il dott. Quando Loomis, famoso grazie al suo libro su Michael, viene a sapere della sua fuga, si offre di aiutare lo sceriffo Brackett di Haddonfield per trovare Michael e porre fino al suo regno di terrore.

Halloween 2

Il film riparte esattamente da dove l’episodio precedente si era concluso. È di nuovo Halloween, e Michael Myers fa ritorno nella soporifera cittadina di Haddonfield, Illinois, per occuparsi di alcune questioni di famiglia rimaste irrisolte. Scatenando una scia di terrore, Myers non si fermerà davanti a niente per celare i segreti del suo oscuro passato. Ma la città ha un nuovo improbabile eroe, se i suoi abitanti riusciranno a sopravvivere abbastanza a lungo da fermare ciò che non può essere fermato.

La saggezza nel sangue

Uno dei migliori film di John Huston, cupo e ossessivo ai limiti della sgradevolezza, tratto dall’omonimo romanzo di Flannery O’Connor. Dopo essere stato in guerra, un giovane torna nella natia Georgia con la psiche irrimediabilmente deviata. Durante un lungo peregrinare per il Sud degli Stati Uniti, il ragazzo incontra un predicatore cieco che lo induce a fondare una «Chiesa di Cristo senza Cristo». Il regista appare nelle vesti del nonno del protagonista (nei titoli è accreditato come Jhon Huston).
(andrea tagliacozzo)

Grido di pietra

Il noto alpinista Roccia Innerkofler mette in dubbio l’abilità del campione tedesco di free-climber Martin Edelmeir. Questi, deciso a dimostrare il suo valore, segue Roccia in Patagonia, dove l’alpinista ha organizzato una spedizione che tenterà la difficile scalata del Cerro Torre. Il maltempo costringe i due a rimandare momentaneamente l’impresa. Una buona idea (di Reinhold Messner) sfruttata piuttosto male da un Herzog sottotono e poco ispirato.
(andrea tagliacozzo)

Trauma

Triti effettacci e artificiali spargimenti di sangue si sposano efficacemente in questo horror su una teenager traumatizzata (Argento) e un killer incappucciato che sega le teste alle sue vittime. Non un tipico trionfo di sangue alla Argento, ma i fan del regista non resteranno delusi. La versione homevideo, non censurata, dura 106 minuti. 

L’ignoto spazio profondo

Le immagini inedite dell’equipaggio dello Space Shuttle STS-43 in orbita attorno alla Terra provenienti dagli archivi della Nasa – alle quali mai alcun regista aveva potuto attingere – e le riprese subacquee effettuate da Henry Kaiser sotto la calotta gelata. A unirle in un’originale
docu-science fiction,
il racconto di un alieno, interpretato dall’ottimo Brad Dourif
(Qualcuno volò sul nido del cuculo, I cancelli del cielo, Mississippi Burning,
con lo stesso regista, nel 1991,
Grido di pietra),
che racconta un intricato viaggio ipotetico nello spazio. La razza umana, minacciata da un’epidemia scatenata dai batteri alieni giunti sulla Terra al seguito del famoso «Ufo di Roswell», decide di inviare una navetta spaziale alla ricerca di un pianeta da colonizzare. L’alieno, però, sa che è un’impresa disperata. Lo sa perché proviene dalla lontanissima galassia di Andromeda, che il suo popolo dovette abbandonare per il deteriorarsi delle condizioni di vita. Per approdare, dopo un lunghissimo girovagare, sulla Terra. Ciò accadeva centinaia di anni fa. Gli alieni si mischiarono senza problemi agli umani, cercando anzi di competere con loro nella costruzione di una società ricca e consumistica. Ma fallirono miseramente. Il viaggio degli astronauti intanto prosegue e, grazie alla teoria dei «tunnel spazio-temporali» (spiegata da veri matematici della Nasa), approdano su un pianeta dove il cielo è ghiacciato, mentre la superficie è composta da elio allo stato liquido. Dopo un’accurata ispezione, gli astronauti concludono che lì forse sarà possibile impiantare una stazione e dunque fornire un’alternativa al genere umano. Il pianeta si chiama Wild Blue Yonder, ed è lo stesso dal quale il popolo degli alieni era fuggito. Al loro ritorno sulla Terra, gli astronauti, che pensavano di essersi assentati solo per pochi anni, scoprono invece che sono trascorsi ben otto secoli, durante i quali il nostro pianeta si è ridotto a una landa desolata.

Diavolo di un Herzog! Non solo riesce a intrufolarsi negli archivi – fino a quel momento sigillati – della Nasa (che, da vero paraculo, ringrazia per la «poesia»), ma confeziona uno strano oggetto filmico, fatto di pochi elementi eterogenei, legati però da una fantasia inesauribile e da una cifra stilistica che, potrà piacere o non piacere affatto, certo non lascia indifferenti. A noi è piaciuta l’idea dell’alieno sfigato che vive ai margini della società, in una discarica, oppresso dal senso di colpa e dal rimorso per non essere stato in grado di avvisare per tempo il genere umano del disastro ecologico definitivo verso il quale si è imbecillemente avviato. L’abbiamo trovata persino comica, guarda te! E se le ipnotiche e interminabili sequenze sottomarine accompagnate dagli stridori dodecafonici del violoncellista Ernst Reijseger, tra alghe avvizzite e qualche sparuta medusa immersa nella semioscurità, possono mettere obiettivamente a dura prova anche la pazienza del cinefilo più incallito, di contro quelle degli astronauti che fluttuano senza peso nella pancia dello Shuttle, mentre i
tenores
di Orosei intonano le loro arcane melodie, rimandano direttamente
all’Odissea
di Kubrick E scusate se è poco. Il film ha ricevuto il premio Fipresci alla Mostra del cinema di Venezia 2006, suscitando – com’era facilmente prevedibile – pareri contrastanti.
(enzo fragassi)

Fatal Beauty

Nella San Fernando Valley, un’agente della squadra narcotici fa di tutto per riuscire a incastrare un ricco uomo d’affari, apparentemente rispettabile, che in realtà controlla il traffico di droga della zona. L’uomo, dal canto suo, non esita ad assoldare un killer per togliere di mezzo la poliziotta. Un mediocre film poliziesco diretto da un regista solitamente incline all’horror (suoi
Ammazzavampiri
e
La bambola assassina
). Alcuni dialoghi sono al limite dell’imbarazzante.
(andrea tagliacozzo)

Urban Legend

Alcuni compagni di college sono perseguitati da un misterioso assassino che li uccide uno per uno ispirandosi alle più famose leggende metropolitane. Una premessa utile e intelligente è eliminata per lasciar posto a una banale presentazione e a una conclusione davvero pessima. Si tratta dell’ennesimo clone di Scream, forse solo un poco più interessante. Con un sequel. Super 35.

L’Esorcista III

L’ispettore di polizia Scott deve far luce su una serie di raccapriccianti omicidi, senza dubbio opera di un serial killer che era stato giustiziato la stessa notte in cui si era compiuto l’esorcismo del primo film. Parte bene, ma diventa sempre più assurdo e confuso fino all’autodistruzione. Esempio lampante di rattoppamento in post-produzione.

Ragtime

Agli inizi del secolo, i destini di un’agiata famiglia bianca s’intrecciano con quelli di un pianista di colore. L’uomo, oltraggiato da un pompiere razzista, non riuscendo ad ottenere giustizia per vie legali, decide di organizzare una banda per risolvere la questione con la violenza. Dal romanzo di E.L. Doctorow, un film indubbiamente ben girato, visivamente ricco e spettacolare, ma non sempre all’altezza delle sue grandi ambizioni. Splendida la colonna sonora di Randy Newman. Il film segnò il momentaneo ritorno di Cagney al cinema dopo 20 anni di assenza dal set.
(andrea tagliacozzo)