Il sentiero della gloria

Biografia romanzata del campione del mondo dei pesi massimi James Corbett. Ammesso in un circolo aristocratico con l’aiuto della giovane figlia di un senatore, l’aitante Jim rivoluziona la tecnica del pugilato, ancora agli albori, elevandolo a sport di rango. Con il successo sul ring, il giovanotto riesce a conquistare anche il cuore della ragazza. Il regista Walsh conduce la storia con piglio insolitamente ironico e leggero, mentre l’atletico Errol Flynn è praticamente perfetto nel ruolo. (andrea tagliacozzo)

Il campione

Voight è troppo intelligente per convincere nei panni di un pugile suonato, mentre la Dunaway — in quelli di un’amorevole madre — pare che voglia giacere col proprio figlio in questo remake senza speranza del mélo del 1931. Il giovane Schroder piange (e ripiange…) in maniera convincente. Una nomination all’Oscar.

Million Dollar Baby

Frankie, un attempato e maschilista allenatore di boxe (Eastwoord) si trova ad allenare un’intreprendente ragazza, Maggie, (la Swank), nella quale, pian piano, comincerà a rivedere la figlia con cui non parla da anni. Grazie alla ragazza e al suo entusiasmo contagioso, avrà l’occasione di tornare nel mondo del pugilato e di vincere per la prima volta un titolo. Ma il destino ha in serbo altro perla campionessa in erba… Ispirato ai racconti di F.X. Toole, un film bello e struggente, soprattutto l’ultima mezzora, quando Eastwood affronta (non senza qualche traccia di manicheismo) anche il problema dell’eutanasia ed è in fondo il dramma di tre persone (il rude personaggio interpretato da Eastwood, Maggie e il vecchio Scrap -Morgan Freeman- la vera coscienza del film e legato da un sentimento di amore e odio a Frankie) senza mai però scivolare nel melodramma gratuito e nel sentimentalismo più bieco. Molto belle anche le sequenze ambientate sul ring, per uno dei film più belli degli ultimi anni, seppur ben congegnato a tavolino. Vincitore di ben quattro statuette (Film, Regia, Attore Non Protagonista -Morgan Freeman- e Attrice Protagonista a Hillary Swank); solo nomination per sceneggiatura, montaggio e allo stesso Eastwood come Attore protagonista.

Boxe

Dan McGuinn è stato un buon pugile, come lo fu a suo tempo il padre, Pop McGuinn. Anche i figli di Dan sono boxeur, ma mentre Eddie si allena fra i dilettanti mirando a una medaglia olimpica, Ray è diventato professionista e deve sopravvivere in un ambiente malsano e corrotto. Pellicola che si ispira ai classici film hollywoodiani sul pugilato degli anni Quaranta e Cinquanta. Poco originale, ma ben interpretato, in particolare da Gene Hackman nei panni di Dan McGuinn.
(andrea tagliacozzo)