Jerry Maguire

Un agente sportivo di gran successo, sicuro di sé, ha una crisi di coscienza, che gli costa il lavoro e tutti i clienti tranne uno, il più difficile del suo carnet (Gooding, in un’interpretazione carismatica che gli ha procurato l’Oscar). La sua unica alleata è una giovane donna (con un bambino) che gli è devota professionalmente e personalmente. Sceneggiatura intelligente, originale, su vari livelli (di Crowe) con personaggi che sono veramente interessanti e tridimensionali. La schiettezza di Cruise è perfetta per la parte e Zellweger è una vera scoperta. Varie figure sportive sono presenti come se stessi; Beau Bridges appare non accreditato. Unica lagnanza: si prolunga troppo. Alla fine alcune impronte hanno una pubblicità di calzature. Quattro nomination quell’anno (Film, Sceneggiatura Originale, Montaggio e a Tom Cruise).

Il miglio verde

Un vecchio ricorda l’avvenimento che cambiò la sua vita, nel 1935, quando era supervisore nel Braccio della Morte in una prigione dello stato del Louisiana e incontrò un gigante buono di colore (interpretato in modo toccante da Duncan) con un dono insolito. Questa ben fatta pellicola ha i suoi bei momenti, ma sono tirati senza motivo nell’arco di più di tre ore… e il concetto di fondo non è facile da prendere per vero. Le ripetute scene di esecuzioni sono dure da digerire. Tratto dal best-seller di Stephen King.