Il grande uno rosso

Durante la seconda Guerra Mondiale, un sergente americano passa da un fronte all’altro (dalla Tunisia alla Sicilia, dalla Normandia al fronte orientale) assieme a quattro soldati, con i quali forma un leggendario reggimento di fanteria. Racconto parzialmente autobiografico del regista Samuel Fuller, che ha realmente combattuto durante l’ultima guerra seguendo un itinerario analogo a quello del protagonista. Un film di grande impatto visivo ed emotivo (indimenticabile la sequenza, sobria e tutta in sottrazione, della scoperta dei campi di sterminio), antimilitarista, ma senza inutili didascalismi. Le scene ambientate in Sicilia in realtà sono state girate in Israele.
(andrea tagliacozzo)

1964, allarme a New York: arrivano i Beatles

Prodotto da Steven Spielberg, il film è una brillante e accurata ricostruzione della bagarre che si scatenò intorno alla partecipazione dei Beatles all’Ed Sullivan Show. Nel 1964, i Fab Four approdano per la prima volta in America. Dalla provincia arrivano a New York alcuni teen-ager decisi a tutto pur di assistere all’esibizione televisiva dei quattro di Liverpool e di incontrare i loro idoli. Robert Zemeckis, al suo esordio dietro alla macchina da presa, riesce a dare al film un ritmo indiavolato, passando da una gag all’altra senza soluzione di continuità. Dal punto di vista tecnico, particolarmente riuscita le sequenza del concerto, in cui le immagini dei veri Beatles che s’intravedono dai monitor e dalle telecamere s’integrano alla perfezione con le controfigure che invece si agitano sul palco. (andrea tagliacozzo)