Michael

Un paio di cinici reporter e un ciarlatano “esperto di angeli” scoprono che una vecchia signora suonata che sostiene di vivere con l’arcangelo Michele dice la verità. Michael, comunque, non si rivela un angelo normale. Film geniale e beffardo che non va mai nella direzione che vi aspettereste e ci mette il suo tempo ad arrivare dove vuole, ma il viaggio è affascinante e Travolta, nel ruolo del trasandato, assatanato Michael, è perfetto. Colonna sonora ideale di Randy Newman.

Un amore a 5 stelle

Marisa Ventura (Jennifer Lopez) è una ragazza madre, fa la cameriera in un grande albergo di Manhattan, il Beresford Hotel, vive nel Bronx e sogna una vita migliore. Sua madre, invece, le tarpa le ali continuamente, smontando ogni suo entusiasmo. Un giorno, per gioco, si imbatte in un astro nascente della politica, Christopher Marshall (Ralph Fiennes), che la crede una ricca cliente dell’albergo. Marisa inizia a sognare il suo principe azzurro, ma l’equivoco a poco a poco viene risolto e la sua vera identità salta fuori. La favola sembra infrangersi contro la dura realtà, ma un giorno…
Un amore a 5 stelle
è esattamente come uno se lo immagina. Una commedia romantica a New York, una
Cenerentola
del terzo millennio, un film visto e stravisto. Nessuna trovata originale, niente per differenziare questo film dai centinaia che l’anno preceduto nella storia del cinema. Un altro esempio della stanchezza creativa dell’industria cinematografica statunitense. Purtroppo non basta la sola presenza di Jennifer Lopez per risollevare le sorti di una pellicola scritta in maniera sciatta e di una prevedibilità disarmante. Anche la regia, il montaggio, le musiche e i costumi non riescono a dare un tocco in più, girando a un ritmo assolutamente normale e non proprio irresistibile. Dedicato a chi si commuove tutte le volte guardando
Pretty Woman.
Da evitare.
(andrea amato)

Un fantasma per amico

Jack Moony, rude agente di polizia, è vittima di un infarto. In ospedale, i medici gli sostituiscono il cuore malato con quello di un uomo appena deceduto in un incidente stradale. Il caso vuole che il defunto sia Napoleon Stone, un poco onesto afroamericano che il poliziotto ha sempre avuto come il fumo negli occhi. Rimessosi dall’intervento, Jack si ritrova costantemente tra i piedi il fantasma di Napoleon. Una divertente commediola, anche se con ben poco di originale. Gli affiatati Bob Hoskins e Denzel Washington riescono comunque a salvare la pellicola dalla mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

Stay

Sam (Ewan Mc Gregor) è uno psichiatra, fidanzato con un’artista (Naomi Watts) che ha salvato da un tentativo di suicidio. Henry (Ryan Gosling) è un suo nuovo paziente, un giovane artista disturbato che ha pianificato il suicidio di lì a tre giorni. Nel tentativo di salvarlo, Sam resta invischiato nel mondo di Henry, tra realtà e fantasie, fino a perdere anche le certezze su cui aveva sempre fondato la sua vita.

Hollywoodland

Il primo interprete cinematografico di Superman negli anni Cinquanta, George Reeves, viene trovato morto. Si pensa al suicidio ma il detective Louis Simo vuole vederci chiaro e approfondisce le indagini. Coppa Volpi per l’interpretazione di Ben Affleck alla 63a Edizione del Festival del Cinema di Venezia.

Il nemico alle porte

Un film sulla battaglia di Stalingrado era il grande progetto irrealizzato di Sergio Leone. Affrontare una simile impresa è toccato invece a un regista per tutte le stagioni come Jean-Jacques Annaud, che dopo Il nome della rosa e Giovanna d’Arco sembra essersi specializzato in kolossal pseudo-storici con cast internazionali. E il risultato è una sorta di thriller bellico dove c’è praticamente di tutto: lo spettacolo esaltante e macabro della guerra, lo scontro individuale vissuto attraverso i cannocchiali di due fucili di precisione, il sacrificio di un popolo, i personaggi storici, la critica ideologica e la vicenda d’amore e di gelosia tradotta nel classico triangolo che unisce e lega due uomini alla stessa donna. Il nemico alle porte è un film senz’anima o, piuttosto, con troppe anime. Nei primi quindici minuti contende a Salvate il soldato Ryan il primato dei morti ammazzati in battaglia, tutti in bella vista accatastati come in un mattatoio. Poi comincia a farsi strada l’ex contadino russo Vasili Zaitsev (Jude Law), che al fronte ha scoperto un’autentica vocazione da cecchino, diventando – attraverso le corrispondenze del commissario politico Danilov (Joseph Fiennes) – un eroe nazionale capace con la sua leggenda di tenere alto il morale all’esercito sovietico assediato. A questo punto, mentre le complicazioni sentimentali e politiche hanno già messo radici, inizia il terzo e appena più convincente capitolo della saga: il duello tra Vassili e l’aristocratico maggiore Konings (Ed Harris), cecchino d’eccezione proveniente direttamente da Berlino per eliminare l’eroe.
La vicenda, tratta dal romanzo omonimo di William Craig, dovrebbe essere vera, ma così come viene riproposta non potrebbe risultare più incredibile. Annaud non sa legare i momenti privati alle imponenti pagine storiche, ostenta scenari devastati con un’enfasi smorzata dalla visibile artificiosità della grafica digitale, diluisce l’intrigo con digressioni a non finire e poi pretende di ricattarci con tragedie di bambini uccisi o di eroine votate al sacrificio. E, come se non bastasse, condisce il tutto con un motivo musicale scopiazzato a Schindler’s List . Il risultato alla fine è modesto. (anton giulio mancino)

Live Virgin

Negli Usa è stato rititolato
American Virgin
, per fare il verso ad altri due film con la Suvari,
American Pie
e
American Beauty
. Ma è il tipo di film che laggiù al massimo esce in home video. Qui la stagione sbaracca, e trova spazio questo monstrum. Dove la Suvari, col suo testone e le sue grazie da lolita freak, è la figlia di un pornoregista (Robert Loggia, mediamente professionale) che decide di perdere la verginità in diretta. Mente dell’operazione è Hoskins, e qui scatta un altro elemento di imbarazzo: vedere il partner di Roger Rabbit finire con un uccello tatuato sulla fronte e prodursi in una serie di smorfie da guitto di terz’ordine mette una profonda malinconia. Il tipo di satire che non graffiano nulla, e che rimangono molto indietro (anche per audacia) alla realtà che prendono di mira. Più per masochisti che per trashofili: e la comparsa del simpatico ex pornodivo Ron Jeremy non vale il prezzo del biglietto.
(alberto pezzotta)

Il viaggio di Felicia

Il mite responsabile della mensa di una fabbrica inglese si dimostra premuroso nei confronti di una giovane irlandese incinta alla ricerca del fidanzato che l’ha abbandonata… ma le intenzioni dell’uomo sono tutt’altro che innocenti. Una delusione da Egoyan, da cui ci si aspetterebbe qualcosa di più della solita storia dello psicopatico (per quanto complessa possa essere). Sceneggiatura dello stesso Egoyan, da un romanzo di William Trevor. Panavision.

Danny The Dog

Danny (Jet Li) è un maestro di arti marziali, una vera e propria macchina da guerra capace di uccidere un uomo con un solo colpo. Allo stesso tempo è però meno che un uomo: allevato dal crudele gangster Bart (Bob Hoskins), fin dall’età di quattro anni non ha conosciuto altro linguaggio che quello della violenza e non è altro che un cane, il cane di Bart. Danny porta infatti un collare, non parla quasi mai ed è totalmente asservito al suo padre-padrone, che lo usa come arma contro i suoi nemici. La sorte porta però lo porta a sfuggire al suo carceriere e a incontrare Sam (Morgan Freeman), un cieco che si guadagna da vivere accordando pianoforti. L’affetto dell’uomo e della sua figlia adottiva, Victoria (Kerry Condon), aiuterà Danny a riappropriarsi della sua umanità. Ma Bart, naturalmente, vuole riappropriarsi del suo «cane»…

Danny The Dog
è l’opera seconda del giovane regista Louis Leterrier (dopo il misconosciuto
Le Transporteur
), già assistente del suo connazionale Luc Besson, che firma la sceneggiatura. Si tratta di un film godibile e divertente, che unisce i toni della commedia a quelli del più classico
action movie
, senza compromessi e con ottimi risultati.
La sceneggiatura di Besson è infatti piena di tocchi di classe e strapperà più di un sorriso agli spettatori stemperando con una robusta dose di ironia anche i momenti maggiormente carichi di tensione, perfino durante il
climax
dello scontro finale con i «cattivi».

Contemporaneamente, la presenza di Jet Li (uno dei più grandi esperti di arti marziali al mondo) assicura scene di combattimento altamente spettacolari. Il maestro e campione di
wushu
ha seguito le orme di Bruce Lee sin dai primi anni Ottanta, e nell’ultimo decennio la sua fama si è estesa anche all’Occidente. Ultimamente abbiamo potuto apprezzarlo nel ruolo di protagonista dello splendido (almeno dal punto di vista estetico)

Hero
di Zhang Yimou. Il ruolo di Danny, tanto di poche parole da sfiorare quasi l’autismo, sembra tagliato su misura per lui, che certo non possiede un grandissimo spessore dal punto di vista della recitazione.

Il film si avvale di un cast ottimamente assortito, in cui spiccano il balordo da operetta Bob Hoskins e Morgan Freeman, che interpreta un ruolo di «saggio anziano nero» piuttosto simile, in fondo, a quello grazie al quale ha conquistato l’Oscar per

Million Dollar Baby;
la differenza sta nel fatto che nel film di Clint Eastwood era cieco solo a metà… Menzione d’onore, infine, per la colonna sonora dei Massive Attack, inglesi di Bristol protagonisti dell’ondata
trip hop
che ha caratterizzato la musica elettronica nella seconda metà degli anni Novanta, alla loro prima esperienza in ambito cinematografico.
(michele serra)

Sirene

Una madre single di due figli, sexy e provocante, è fonte di costante imbarazzo per la figlia adolescente, che sta tentando di fare i conti con le proprie pulsioni sessuali, già qualche diffocoltà. Vivace miscela di commedia e dramma, ambientato nel New England dei primi anni Sessanta. Divertente ed emozionante, con un’ottima performance della Ryder. Tratto da un romanzo di Patty Dann.

A Christmas Carol

Anche quest’anno Scrooge non ha intenzione di godersi il Natale. Durante il ritorno verso casa però, incontrerà il fantasma del suo vecchio socio in affari, Joseph Marley, che cercherà di aiutarlo a riparare gli errori del passato. Rivisitazione del famoso romanzo di Charles Dickens in una moderna animazione 3D.

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Il detective privato Eddie Valiant scopre che Jessica, moglie del coniglio dei cartoni animati Roger Rabbit, tradisce il marito con Marvin Acne, proprietario di Cartoonia. Quando quest’ultimo viene assassinato, i sospetti della polizia si concentrano sul coniglio. Dal romanzo Who Censored Roger Rabbit? di Gary K. Wolf, una fantasiosa e divertente fusione tra cartoni animati e persone in carne e ossa. L’esperimento tecnico, comunque, era già stato fatto in passato, da Trittico d’amore con Gene Kelly a Pomi d’ottone e manici di scopa . Memorabile l’attacco del film, tutto animato, con Roger Rabbit alle prese con il terribile Baby Herman. Tre Oscar, tra cui quello per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

Super Mario Brothers

Davvero super! Questo esagerato bidone pieno di effetti speciali racconta la contorta storia dei ragazzi di Brooklyn del titolo (Hoskins e Leguizamo), fratelli idraulici che si battono contro il malvagio Koopa (Hopper), un dinosauro mezzo umano che vuole rapire Daisy (Mathis), una principessa che possiede un frammento di un meteorite magico. Un film fiacco molto meno bello del videogioco che lo ha ispirato.

Cotton Club

Il popolare locale newyorkese degli anni Venti, fa da sfondo a una storia di tipo gangsteristico. Dixie, giovane suonatore di cornetta, salva la vita a un boss della mala, che per sdebitarsi lo fa assumere al Cotton Club. In seguito, diventa accompagnatore dell’amante del capo, la bella Vera Cicero. Tra la ragazza e il musicista nasce qualcosa di più di una semplice simpatia. Nelle intenzioni il film avrebbe dovuto essere un prodotto commerciale di puro intrattenimento, ma le ambizioni del regista e la sua propensione al virtuosismo lo trasformano in qualcosa di completamente diverso, grazie a un uso originale e ardito del montaggio e della costruzione narrativa (strepitosa la sequenza della strage in montaggio alternato con il balletto di Gregory Hines e il finale tra finzione e realtà). Non è un caso, quindi, che all’epoca della sua uscita non abbia avuto né la giusta considerazione della critica né il successo che invece avrebbe meritato. Tra gli interpreti figura un giovane Nicolas Cage, nipote del regista. (andrea tagliacozzo)

Console onorario

Dall’omonimo romanzo di Graham Greene. In Argentina, il dottor Eduardo Plarr è alla ricerca del padre, scomparso misteriosamente poco tempo prima. Il medico ha una relazione instabile con una prostituta, Clara, della quale è innamorato anche Charlie Forthnum, console onorario britannico. Quest’ultimo viene rapito per errore da alcuni sovversivi. A dispetto del buon cast (in cui spiccano soprattutto Michael Caine e Bob Hoskins), un prevedibile fumettone.
(andrea tagliacozzo)

Lady Henderson presenta

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Laura Henderson, 69 anni, è appena rimasta vedova ma non ha nessuna intenzione di vivere nel ricordo dell’amato marito. Nella Londra degli anni Quaranta, colpita dai bombardamenti dell’aviazione tedesca ma ancora curiosa e vitale, c’è un teatro che aspetta solo di essere riaperto. Laura lo acquista e passa alla storia per aver mostrato in palcoscenico i primi nudi femminili.