Per piacere… non salvarmi più la vita

Ex compagni nella scuola di polizia, il tenente Speer e il detective privato Murphy, pur stimandosi, non perdono mai l’occasione buona per punzecchiarsi. Quando il socio di Murphy viene assassinato da alcuni gangster, i due tornano a collaborare assieme. Commediola piuttosto fiacca e prevedibile, tenuta parzialmente in piedi dalla simpatia dei due divi. In una parte di contorno, la cantante Irene Cara, già interprete di Saranno famosi. (andrea tagliacozzo)

I miei problemi con le donne

Remake americano (con numerose differenze) de
L’uomo che amava le donne
di François Truffaut. Un affermato scultore con la sfrenata passione per le donne, decide di ricorrere a una psicanalista per guarire dalla terribile ansia, provocata dalle sue innumerevole relazioni, che lo ha condotto ad una temporanea impotenza. Finisce per innamorarsi anche dell’analista. Inevitabilmente inferiore all’originale, dal quale in pratica riprende solo lo spunto, il film di Blake Edwards può comunque contare su un buon numero di gag ben orchestrate e su un Burt Reynolds in buona forma. Qualche punto di contatto con
La fine… della fine
, diretto dallo stesso Reynolds nel ’78. Edwards, dal canto suo, ne farà quasi un remake nel 1989 con
Skin Deep
.
(andrea tagliacozzo)

La grande corsa

Due acerrimi nemici, il giovane e aitante Leslie e il diabolico professor Fate, partecipano a una corsa automobilistica da New York a Parigi indetta da un quotidiano americano. A bordo dell’auto del giovanotto si aggrega l’intraprendente giornalista Maggie Dubois. Una commedia prolissa, ma estremamente divertente in cui Blake Edwards recupera gli stereotipi e le gag del cinema muto (con tanto di torte in faccia), ispirandosi nel tono surreale e catastrofico anche alle assurde trovate dei cartoni animati (i disastrosi esperimenti volanti di Jack Lemmon). Ad aumentare la godibilità dell’insieme ci pensano gli interpreti: un Tony Curtis affascinante, al massimo della forma; una Natalie Wood bellissima e autoironica; nonché uno scatenato Jack Lemmon, irresistibile nei suoi duetti con Peter Falk. Il segmento ambientato nello staterello europeo con il sosia di Jack Lemmon è ovviamente una parodia de
Il prigioniero di Zanda
.
(andrea tagliacozzo)

Operazione crepes suzette

A Londra, nel corso della prima guerra mondiale, una cantante funge da spia per conto dei tedeschi. Incaricata di carpire segreti militari a un giovane maggiore americano, la donna finisce per innamorarsi dell’ufficiale. Brillante cocktail di avventura, motivi sentimentali e umorismo che all’epoca della sua uscita non ebbe la fortuna che avrebbe ampiamente meritato. Si tratta del primo film realizzato da Julie Andrews assieme al marito Blake Edwards.
(andrea tagliacozzo)

In licenza a Parigi

Paul, giovane caporale americano, vince una licenza premio a Parigi in compagnia di una procace attrice argentina. Per evitare episodi incresciosi, lo Stato maggiore decide di mettergli alle costole il tenente donna Vickie Loren, impedendo così al povero soldato di rimanere solo con la diva. Commedia briosa, sostenuta da un Tony Curtis in stato di grazia e da una deliziosa Janet Leigh nei panni del militare in gonnella.
(andrea tagliacozzo)

Victor Victoria

A Parigi, negli anni Trenta, Victoria, squattrinata cantante, finge di essere un uomo, il principe polacco Victor, per essere scritturata come attrazione in un rinomato locale notturno. Grazie all’ambiguità del personaggio il successo è immediato. Di lei (o lui) s’innamora un gangster americano. Ispirata a un film quasi omonimo realizzato in Germania nel 1933 da Reinhold Schünzel, una delle migliori commedie di Blake Edwards, praticamente perfetta in ogni reparto, a partire da un cast d’attori assolutamente straordinario (con Robert Preston e Lesley Ann Warren in grande evidenza). Numerose le gag d’antologia, la maggior parte delle quali affidate ad Alex Karras (il braccio destro del gangster interpretato da James Garner). Numerose nomination all’Oscar, una statuetta vinta per la colonna sonora.
(andrea tagliacozzo)

Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany

mame cinema COLAZIONE DA TIFFANY - IL CELEBRE CULT STASERA IN TV scena
Audrey Hepburn in una scena del film

Diretto da Blake Edwards, Colazione da Tiffany (1961) è ambientato a New York. Protagonista delle vicende è Holly Golightly (Audrey Hepburn), che passeggia di fronte alle vetrine del prestigioso brand Tiffany mangiando un croissant. Poco tempo dopo, la ragazza conosce un suo nuovo vicino di casa, Paul Varjak (George Peppard). Tra i due nascerà uno strano rapporto, attraverso eventi decisamente non convenzionali. Holly, infatti, è una giovane donna anticonformista che vive “alla giornata”, con un modo di fare smaliziato e scanzonato. Ma, tra relazioni poco raccomandabili e atteggiamenti imprudenti, riuscirà a non mettersi nei guai? E che ruolo avrà Paul nella sua vita?

Curiosità

  • Lo scrittore Truman Capote vendette i diritti della sua opera alla Paramount Pictures mettendo bene in chiaro che la protagonista avrebbe dovuto essere interpretata da Marilyn Monroe. Di conseguenza, quando la Paramount scelse la Hepburn, lo scrittore si arrabbiò. L’interpretazione dell’attrice, tuttavia, ebbe un grande successo.
  • Un altro elemento che non piacque all’autore fu la modifica del romanzo, che venne adattato alle convenzioni cinematografiche dell’epoca. Per esempio, l’ambientazione delle vicende viene spostata dagli anni ’40 agli anni ’60 e viene omesso il personaggio di Joe Bell. Il personaggio di Liz, invece, fu totalmente inventato.
  • Inoltre, nel libro vengono fatte allusioni in merito alla bisessualità di Holly, un altro dettaglio omesso nel film. E il rapporto della ragazza con gli uomo, sempre nel romanzo, è stato definito dallo scrittore come quello di una sorta di “geisha americana”. Holly, infatti, accompagna uomini facoltosi in svariate occasioni, ricevendone in cambio doni e favori.
  • Anche il finale è radicalmente diverso nel romanzo.
  • Per consentire le riprese, la gioielleria Tiffany aprì per la prima volta di domenica (2 ottobre 1960).
  • Audrey Hepburn odiava i biscotti al burro danesi che il suo personaggio mangia a colazione, ma il regista rifiutò di sostituire l’alimento.
  • La colonna sonora della pellicola, composta e selezionata da Henry Mancini, vinse il premio Oscar del 1962.

Micki e Maude

Un giornalista televisivo, felicemente sposato con una donna in carriera, non vuole rassegnarsi al fatto che la moglie, per mancanza di tempo, abbia rinunciato ad avere figli. Innamoratosi di una giovane violoncellista, l’uomo apprende con felice stupore che la ragazza aspetta un bambino. Qualche giorno dopo, lo sesso annuncio gli viene fatto dalla consorte. Uno dei migliori – ma anche più sottovalutati – film di Blake Edwards: tenero, delicato, ma anche terribilmente divertente. Merito, tra l’altro, del tour de force comico-sentimentale di Dudley Moore, cinque anni prima protagonista per Edwards del suo
10
.
(andrea tagliacozzo)

Uno sparo nel buio

Peter Sellers torna a indossare i panni dell’imbranatissimo ispettore Clouseau, indossati in quello stesso anno ne
La pantera rosa
. A Parigi, viene ucciso l’autista di un uomo molto ricco. La responsabile del delitto sembra essere la giovane cameriera Maria Gambrelli. Ma l’ispettore Clouseau, rapito dalla bellezza della ragazza, si fa in quattro per dimostrarne l’innocenza. Il miglior film della serie e, in assoluto, il capolavoro di Edwards e Sellers (con
Hollywood Party
). Quasi tutte le gag – proposte a valanga, con un ritmo variabile, non sempre velocissimo come vuole la tradizione dello
slowburn
, ovvero della trovata comica cucinata a fuoco lento – sono irresistibili.
(andrea tagliacozzo)

S.O.B.

Reduce dal fallimento di un film da molti milioni di dollari, il regista Philip Farmer tenta il suicidio. Poi ha un’illuminazione: trasformerà la sua opera, originariamente concepita come una favola per bambini, in una pellicola a luci rosse. I loschi maneggi di un produttore gli impediscono di realizzare il progetto. Un satira al vetriolo del mondo del cinema, orchestrata con impareggiabile ferocia da Blake Edwards. Esilarante dall’inizio alla fine (straordinaria la sequenza del furto della salma di Farmer), il film ovviamente non gode di buona fama in patria, dove fu (prevedibilmente) un insuccesso. Julie Andrews, moglie del regista, si prende in giro con incredibile ironia. Ultima apparizione sullo schermo del bravo William Holden.
(andrea tagliacozzo)

Le avventure di Mister Cory

Un ragazzo, nato nei bassifondi di Chicago, è deciso a tentare con ogni mezzo la scalata sociale, prima corteggiando due ricche sorelle, poi diventando un professionista del gioco d’azzardo. Un insolita e decisamente riuscita incursione nel genere drammatico del re della commedia Blake Edwards, assecondato da un eccellente Tony Curtis nei panni del protagonista. Nel ’62, il regista ripeterà un analogo esperimento nello splendido
I giorni del vino e delle rose.
(andrea tagliacozzo)

Sunset – Intrigo a Hollywood

Nel 1929, un importante produttore di Hollywood propone a Tom Mix d’interpretare il ruolo del mitico sceriffo Wyatt Earp e ingaggia quest’ultimo, ormai in pensione, come consulente. Per aiutare una vecchia amica dell’ex sceriffo, Tom e Wyatt si ritrovano a indagare su uno strano caso omicidio. Il soggetto è interessante, la coppia Willis-Garner è sufficientemente affiatata, ma il film è privo dell’usuale energia di Blake Edwards, spenta nella cornice nostagica del film, anche se qua e là affiorano alcuni guizzi degni del maestro della commedia. Bruce Willis aveva già lavorato con il regista in
Appuntamento al buio,
girato l’anno prima.
(andrea tagliacozzo)

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George, compositore di successo, sentimentalmente legato a una famosa cantante, entra in crisi il giorno del suo quarantaduesimo compleanno. Non riuscendo a trovare conforto nei consigli di un amico, il musicista si prende una bella sbronza. In un albergo messicano, dove è finito tra i fumi dell’alcool, George incontra la bellissima Jennifer. La crisi della mezza età vista con sguardo ironico e pungente da Blake Edwards (che tornerà sull’argomento sette anni più tardi con
Così è la vita
). Alcuni spunti comici (come quello del dopo-dentista) sono quasi da antologia.
(andrea tagliacozzo)

Operazione sottoveste

Durante la seconda Guerra Mondiale, il sommergibile «Sea Tiger», viene danneggiato da un bombordamento. A rimetterlo in sesto, però, ci pensa il suo comandante, con il determinante aiuto di uno scaltro ufficiale di bordo che rimedia a destra e a sinistra i pezzi di ricambio. Una commedia sofisticata dai ritmi praticamente perfetti (la sceneggiatura ottenne la nomination all’Oscar) in cui Cary Grant e Tony Curtis – due attori per certi versi speculari ma separati da circa un paio di generazioni – si cimentano in una personale gara di bravura e simpatia. L’anno precedente, Edwards aveva Curtis l’attore nell’altrettanto brillante
In licenza a Parigi
. Nel cast, compare anche la figlia di Curtis, Jamie Lee, che diventerà famosa molto più tardi.
(andrea tagliacozzo)

Hollywood Party

Un maldestro attore indostano viene licenziato su due piedi dopo aver combinato un mucchio di guai sul set. Il produttore, che sta organizzando un grande party nella sua favolosa villa, include per errore il nome dell’indostano nella lista degli invitati. L’attore finirà per mettergli a soqquadro l’abitazione. Capolavoro del cinema comico, abilmente costruito da Blake Edwards sulle corde di un ispirato Peter Sellers. Piuttosto che sulla velocità, il regista punta sullo
slowburn
, le gag cucinate a ritmo lento che pian piano portano alla catastrofe e alla distruzione dell’intero set. Nota di merito per Steven Franken che quasi ruba la scena al protagonista nel ruolo del cameriere ubriaco. Splendide le musiche di Henry Mancini.
(andrea tagliacozzo)

Così è la vita

Un architetto di successo, ipocondriaco di vecchia data, vede il traguardo dei sessant’anni come un’autentica catastrofe. Giustamente preoccupata è invece la moglie, una cantante, che teme di avere un tumore alla gola. Una commedia realizzata in famiglia (la Andrews è la moglie di Blake Edwards, mentre nel cast appaiono Chris Lemmon, figlio di Jack, e la moglie dell’attore, Felicia Farr), affidata quasi tutta all’improvvisazione degli attori e girato dal regista nella sua casa di Malibù. Lontano dalla perfezione, probabilmente, ma ricco di grandi momenti, allo stesso tempo divertenti e malinconici.
(andrea tagliacozzo)

La Pantera Rosa

In una stazione sciistica, l’ispettore Clouseau è sulle tracce di un misterioso ladro internazionale del quale ignora l’identità. Questi non è altro che il maturo playboy Sir Charles, che si serve di tutto il suo fascino per mettere le mani sul favoloso gioiello della bella principessa Dala. Una divertente commedia sofisticata nel più tipico stile di Blake Edwards. Peter Sellers, anche se relegato quasi in secondo piano, ruba la scena al resto del cast. L’attore tornerà nei panni dell’ispettore Closeau in altre sei occasioni, a partire da quello stesso anno in
Uno sparo nel buio
.
(andrea tagliacozzo)

Skin Deep – Il piacere è tutto mio

Ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Non è affatto vero che gli anni Ottanta non siano stati fecondi per Blake Edwards, acclamato autore de
La pantera rosa
e
Hollywood Party
: basta infatti considerare che vi hanno visto la luce un paio di capolavori come
Victor Victoria
e
S.O.B.
All’attivo c’è però anche un’opera all’apparenza minore, scatenata e malinconica a un tempo, come
Skin Deep-Il piacere è tutto mio
: un’esplorazione della solitudine maschile sulla falsariga del truffautiano
L’uomo che amava le donne
, di cui Edwards ha anche diretto un modesto remake con Burt Reynolds.
Skin Deep
è il ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Il film non vuole essere, pur riuscendoci magnificamente, solo uno sfrenato veicolo comico del protagonista John Ritter. È anche – e naturalmente – un mesto e impietoso bilancio di un’esistenza sciupata alla ricerca infantile di un piacere autoreferenziale e narcisistico. Da antologia la sequenza in cui i due rivali in amore si fronteggiano nella stanza buia, ciascuno con un preservativo fosforescente e colorato calzato sul membro eretto.
(anton giulio mancino)

La pantera rosa sfida l’ispettore Clouseau

Impazzito a causa dalle disastrose imprese dell’ispettore Clouseau, Dreyfuss, ispettore capo della polizia francese, finisce in manicomio. Riuscito a fuggire, l’uomo rapisce l’inventore di un raggio capace di disintegrare un oggetto di qualsiasi dimensione e, con la minaccia di colpire svariati obiettivi, esige da tutte le nazioni del mondo l’eliminazione di Closeau. Quinta puntata della fortunata serie iniziata nel ’64 dallo stesso Blake Edwards. Il tasso di novità è praticamente pari allo zero, anche se il film risulta comunque esilarante, grazie a un Peter Sellers in forma strepitosa e al gran numero di gag orchestrate dal regista.
(andrea tagliacozzo)