Tombstone

Wyatt Earp (Russell) cerca di lasciarsi alle spalle i suoi giorni violenti, trasferendosi a Tombstone coi due fratelli… ma la banda assassina nota come “i Cowboys” (tra i cui membri ci sono i Clanton) impone diversamente. Saga western non male, con una prova energica di Russell e una piacevolmente eccentrica di Kilmer nel ruolo del tubercolare Doc Holliday. La Delany, comunque, è completamente inadeguata come oggetto dell’amore di Wyatt, e la storia va avanti fino alla sparatoria dell’O.K. Corral, con una serie di ridondanti scontri a fuoco e rese dei conti. il vero cugino di quinto grado di Earp, Wyatt Earp, interpreta Billy Claiborne. Panavision.

Monolith, impatto mortale

Girovagando per le strade di Los Angeles, la coppia di poliziotti composta dall’esperto Tucker e dalla detective Terri Flynn assiste casualmente alla tremenda uccisione di un bambino da parte di una donna. Indagando sullo strano omicidio, i due investigatori scoprono che la donna è una scienziata russa protetta dal governo americano. Un film che mischia azione e fantascienza con risultati a dir poco risibili. L’anno precedente, Bill Paxton aveva interpretato un film d’azione di ben altra levatura:
I trasgressori di Walter Hill
.
(andrea tagliacozzo)

Il grande Joe

Divertente versione aggiornata del film del 1949 di Schoedsack: la Theron è allevata nella giungla a fianco di un gorilla gigante. Per proteggere Joe dai bracconieri, acconsente a portarlo nell’habitat animale di Los Angeles, ma nessuno capisce il ragazzone come lei. Per di più, un cattivo vuole prenderlo, con l’inevitabile perdita di controllo. Buon divertimento, fatto seriamente. Terry Moore (star del film del 1949) e Ray Harryhausen (che contribuì all’animazione dell’originale Joe) hanno un cammeo insieme, così come Dina Merrill, il cui marito produsse il film. Joe è stato creato da Rick Baker. Una nomination agli Oscar per gli effetti speciali.

Ritorno a Tamakwa

Benintenzionato film nostalgico su alcuni yuppie trentenni che, per un weekend, tornano tutti insieme all’amato campo estivo in cui hanno trascorso la loro giovinezza. Arkin è straordinario nei panni del direttore del campo, e il resto del cast non potrebbe essere più affascinante. Binder (anche sceneggiatore) ha basato il film sui suoi ricordi e lo ha girato al campo Tamakwa in Canada, in cui era stato ospite da giovane. Sam Raimi interpreta l’amico del cuore di Arkin. Panavision.

Il buio si avvicina

Il giovane Caleb viene attratto da una misteriosa coetanea, Mae, che si rivela essere una vampira. Dopo essere stato morso sul collo da questa, il giovanotto, irrimediabilmente contaminato, si unisce al gruppo della ragazza, formato da altre creature della notte. Il debole Caleb, però, dimostra ben poca attitudine alla vita del vampiro. Un horror decisamente originale, per atmosfere e situazioni: quasi un allucinato road movie, ambizioso, raffinato, d’autore. Scritto dalla stessa regista (futura autrice di

Point Break
e
Strange Days
) in collaborazione con Eric Red.
(andrea tagliacozzo)

I trasgressori

Vince e Don, due vigili del fuoco bianchi dell’Arkansas, entrano in possesso di una mappa che dovrebbe condurli a un tesoro nascosto in un fatiscente capannone industriale di East St. Louis. Si recano quindi sul posto e si mettono al lavoro, ma di lì a poco sopraggiungono alcuni spacciatori di colore fra i quali si consuma un feroce regolamento di conti: la scoperta dei due intrusi, scambiati per spie o sbirri, innesca un vero e proprio assedio, al termine del quale… Nel mazzo delle pellicole realizzate da Hill negli anni Novanta,
I trasgressori
è assai probabilmente la migliore: azione pura, tesa e concentrata, senza fronzoli o appesantimenti legati, per dirne una, all’appartenenza razziale dei protagonisti. Lo script di Gale e Zemeckis, risalente a qualche anno prima, consente al regista americano di ritrovare la secchezza e la geometria di
Driver
e de
I guerrieri della palude silenziosa
, lavorando sull’unità di luogo – nonché sulla sua funzionalità scenica – e sull’approfondimento dei caratteri in maniera quasi kurosawiana (con esiti indubbiamente assai più felici rispetto al posteriore
Ancora vivo
, direttamente ispirato a
La sfida del samurai
e ai suoi calchi leoniani). In origine il film avrebbe dovuto intitolarsi
Looters (I saccheggiatori)
, ma dopo gli eventi di Los Angeles e il caso-Rodney King la produzione ha pensato bene di lasciar perdere. Purtroppo questo non è stato l’unico cambiamento imposto a Hill dai cervelloni della Universal: infatti anche il notevole e «sincopato»
score
composto da John Zorn (successivamente pubblicato dal musicista newyorkese nel secondo volume della serie «Filmworks» col curioso titolo «Music from an Untitled Film by Walter Hill») è stato ritenuto troppo ardito e sconveniente, tant’è che lo si è rimpiazzato in quattro e quattr’otto con un paio di rap – tanto per giustificare la presenza nel cast dei due Ice, T & Cube – e soprattutto con tre o quattro accordi di
steel guitar
stile-
Paris, Texas
del solito Ry Cooder, chiamato all’ultimo momento per metterci una pezza alla bell’e meglio. Una curiosità: con tutta probabilità
I trasgressori
è il primo film nel quale i telefoni cellulari – che all’epoca erano ancora un gadget, e che squillano spesso inopinatamente e nei momenti meno opportuni – assumono una certa qual rilevanza narrativa.
(marco borroni)

Vertical Limit

Un ricco magnate coinvolge la guida più abile del momento e un’avvenente e promettente alpinista per scalare la vetta più difficile del mondo. L’ostinazione del ricco porta i tre alla rovina: scampati per miracolo a una valanga, bloccati in un crepaccio, devono attendere l’arrivo dei soccorsi. Dopo le pareti verticali di Cliffhanger , ecco i ghiacciai sterminati e gli insidiosi crepacci del K2, la montagna più ardua della Terra, capace di sommare difficoltà alpinistiche elevate ai disagi dell’altitudine degli «ottomila». Peccato che dell’impresa reale poco o nulla resti. A partire dal prologo, in puro stile Mission: Impossible 2 , per arrivare al campo-base della spedizione, attrezzato come per il party più alto del mondo, ogni presunta verosimiglianza viene abbandonata: fedele alla strategia di ogni blockbuster, Vertical Limit non adatta il suo racconto all’ambiente scelto ma sfrutta, con spirito colonizzatore, l’alta montagna per innestarvi le sue figure acrobatiche e le sue soluzioni surreali. Abdicando a ogni tentativo di suspense, l’arrampicata si riduce a una corsa a ostacoli, dove il tempo, l’altitudine (che produce embolie molto simili a virus, per la velocità con cui sopraggiungono e scompaiono), la montagna (con l’aggiunta di una zavorra alla nitroglicerina) fanno da sfondo. In primo piano restano le figure seducenti dei ballerini d’alta quota. I due recenti vincitori del K2, i valdostani Abele Blanc e Marco Camandona, mi hanno confidato: «Sopra gli ottomila non c’è ripresa che tenga: il miglior alpinista sembra un goffo e lento principiante. L’unica soluzione, per restituire il senso dell’impresa, sarebbe portare l’aria della sala cinematografica a una rarefazione simile a quella degli ottomila. Se non che l’80% dell’audience sverrebbe…». Come a dire: il segreto degli ottomila c’è, ma non si vede. Splendido e ultimo rifugio dell’universo della pratica nei confronti di quello virtuale della riproduzione. (carlo chatrian)

Vacanze di sangue

Sì, si tratta proprio di una orrenda commedia horror ambientata in un paradiso estivo frequentato da liceali in vacanza e dal serial killer che ne fa fuori il personale. Scritto e recitato dalla stessa troupe Broken Lizard. Non è un buon segno che il pubblico sia dalla parte del killer. Ne esiste anche una versione non censurata. Il titolo che compare sullo schermo è Broken Lizard’s Club Dread. Super 35.

Il buio si avvicina

In realtà, questa storia (sopra la media) di vampiri somiglia più a un film sui lupi mannari. Il cowboy Pasdar viene letteralmente morso dalla Wright e si unisce a un gruppo di sanguisughe di montagna che vagano per il West in un furgone. Un horror diretto con stile, che riunisce tre membri del cast di Aliens — Scontro finale: Henriksen, Paxton e la Goldstein.

Vendetta trasversale

Nei panni di uno sbirro di Chicago originario dei monti Appalachiani del Kentucky, Swayze affronta il boss con l’aiuto del fratellino montanaro Neeson. Una semplice vetrina per i protagonisti, con ambizioni alte e risultati modesti. Voi soggiornereste davvero in un hotel gestito da Pollard?

Titanic

Scampata al naufragio del Titanic, oltre settant’anni dopo Rose può essere d’aiuto per recuperare una preziosa collana rimasta sepolta negli abissi. Intervistata, la vecchia signora racconta l’incredibile viaggio: dalla partenza all’incontro – lei, donna dell’alta società – con l’affascinante proletario Jack Dawson… Un caso unico, un iceberg nel cinema del decennio, per il coraggio e la capacità di riportare Hollywood ai tempi del grande kolossal. Una follia produttiva, ma anche un progetto consapevole e d’autore in cui Cameron ci dà dentro fin dall’inizio, con una discesa negli abissi che è già un momento altamente visionario. Poi il fumettone si dipana maestoso e sornione, con un’aria finto-ingenua; ma quando il Titanic becca lo scoglio la vicenda riparte con un ritmo insostenibile, fino a uno scioglimento nel quale sogna addirittura di redimere il tempo. Un film anche sull’America-Terra Promessa («nuovi cieli e nuove terre…»), un trionfo della computer-graphic ma non un’operazione troppo arida o decerebrata. Sfido chiunque a guardare l’orologio nelle ultime due ore, e – inutile negarlo – nel finale strappalacrime ci si commuove davvero… Pluripremiato dall’Academy con ben 11 Oscar, tra cui Miglior Film, Regia, Fotografia, Musiche, Montaggio e Scenografia (emiliano morreale)

La donna esplosiva

Gli adolescenti Gary e Wyatt, non riuscendo ad ingranare con le coetanee, decidono di creare al computer la donna perfetta. Inaspettatamente, la prorompente ragazza si materializza davanti ai loro occhi. Divertente, fracassone e ricco di spunti, nonostante non sia uno dei lavori migliori di John Hughes. Fu puntualmente strapazzato dalla critica, comunque.
(andrea tagliacozzo)

True Lies

Schietto intrattenimento da parte del team Schwarzenegger/Cameron, con Arnold spia per un’agenzia governativa ipertecnologica supersegreta, che la moglie crede invece uno sfigato venditore di computer. Humour e azione in parti uguali: il film fa tutte le mosse giuste, fino a quando si impantana nella trama (e in uno smacco generale verso le donne) lungo il tragitto. Un finale avventato lo riporta sui binari, mentre la credibilità viene allegramente messa da parte. Cameron ha anche sceneggiato, ispirandosi al film francese La Totale. Una nomination per gli Effetti speciali. Super 35.