Ma guarda un po’ ‘sti americani

Seguito di
National Lampoon’s Vacation,
grande successo commerciale negli Stati Uniti. La famiglia Griswald (padre, madre e due figli), partecipando a uno stupidissimo gioco a premi, vince un viaggio di quindici giorni in Europa. A zonzo per il Vecchio Continente, i quattro ne combineranno di tutti i colori. Inferiore al precedente, ma non del tutto privo di momenti divertenti, anche grazie alle verve di Chevy Chase.
(andrea tagliacozzo)

Un natale esplosivo!

La divertente saga — anche se al solito sgangherata e talvolta di cattivo gusto — delle disastrate vacanze dei Griswold, con Chase nei panni del capofamiglia irrecuperabilmente stupido. Nel suo calderone “slapstick”, la vicenda sfodera momenti credibilmente acuti con sorprendente abilità. Terzo capitolo della serie, scritto da John Hughes. Seguito da Las Vegas — Una vacanza al casinò e da uno spin-off finito direttamente in homevideo.

Hair

Il giovane Claude, arrivato a New York per arruolarsi nei marines in partenza per il Vietnam, incontra un gruppo di simpatici hippie che cercano di distoglierlo dal suo proposito. Una discreta versione cinematografica della nota commedia musicale di Galt MacDermot, che rese in parte giustizia alle splendide canzoni, anche se arrivò con un po’ troppo ritardo sul grande schermo.
(andrea tagliacozzo)

La ragazza di Nashville

La storia dalle stalle alle stelle della cantante country Loretta Lynn è una tra le migliori biografie musicali mai realizzate, nonostante nell’ultima parte scivoli un po’ su qualche dettaglio “down side”. La Spacek ha vinto il meritatissimo Oscar (ha cantato senza playback), ma Jones, la D’Angelo, Helm (il batterista di The Band) sono altrettanto bravi. Sceneggiatura di Tom Rickman.

Il grande imbroglio

Un assicuratore ha bisogno di denaro per poter mandare i suoi tre figli alla prestigiosa Yale University, così viene coinvolto da una donna (D’Angelo) nell’organizzazione dell’omicidio del marito (Falk). Si riuniscono gli interpreti di Una strana coppia di suoceri del 1979, ma questa volta il film ha incontrato un sacco di problemi produttivi, e non è quasi stato distribuito. Andrew Bergman ha scritto la sceneggiatura con lo pseudonimo di Warren Bogle.