Il grido

Lenta ma avvincente analisi della disintegrazione mentale del protagonista (Cochran) dovuta alla mancanza di comunicazione con le persone che ama; Cochran è piuttosto bravo. Noto anche come The Outcry, il film affronta i temi dell’individualismo antonioniano in una chiave insolita per i tempi. Rifiutando volutamente ogni acme drammatico prima del tragico finale, Antonioni utilizza indugi, ritardi narrativi e il ritmo insinuante di lunghi piani sequenza per penetrare la crisi di un uomo contaminato dal male oscuro dell’angoscia e che trova il suo contrappunto inquinato dai simboli del progresso e da una serie di incontri femminili che gli ricordano i medesimi aspetti di una stessa sconfitta. Gran Premio della critica al festival di Locarno.

Betrayed – Tradita

Cathy Weaver, detective dell’FBI, arriva nel Midwest per indagare sull’omicidio di un giornalista di religione ebraica che si batteva contro il razzismo. Assunta una falsa identità, la donna s’introduce nell’ambiente degli agricoltori. Diventa l’amante di uno di questi, Gary Simmons, per poi scoprire che l’uomo è a capo di una setta di razzisti. La Winger è brava, ma da sola non basta. Purtroppo, il regista Costa-Gravas non possiede lo stile vigoroso e incisivo dei tempi migliori. (andrea tagliacozzo)