The Imitation Game

The Imitation Game

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Una scena del film

Diretto da Morten TyldumThe Imitation Game (2014) è ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Il brillante matematico Alan Turing (Benedict Cumberbacht) decide di mettere le proprie abilità al servizio del governo della Gran Bretagna. L’obiettivo è far terminare il conflitto quanto prima, collaborando alla segretissima operazione di decriptazione dei codici segreti nazisti, codificati con la macchina denominata Enigma.

Ma, nonostante le sue eccezionali abilità, Turing è asociale e fa fatica a lavorare con il team impostogli. Solo con la giovane Joan Clarke (Keira Knightley) riesce a entrare un po’ in empatia. E costruisce una macchina che non solo decifrerà il codice segreto nazista Enigma, ma che sarà il primo computer della storia.

Oltre alla rappresentazione della figura di un genio, il film ritrae anche il lato più umano e vulnerabile di Alan Turing, mostrando le sofferenze da lui patite a causa della propria omosessualità. E questo porta gli spettatori a sentirsi coinvolti dalle emozioni, dai sogni e dalle aspirazioni del grande matematico britannico.

Curiosità

  • La pellicola è l’adattamento cinematografico della biografia del 1983 Alan Turing. Una biografia (Alan Turing: The Enigma), pubblicata dopo l’uscita del film anche col titolo Alan Turing. Storia di un enigma, scritta da Andrew Hodges.
  • Candidato a otto premi Oscar, il film si è aggiudicato quello per la Miglior sceneggiatura non originale.
  • I principali candidati per la regia sono stati Ron Howard David Yates. Poi è stato scelto Morten Tyldum.
  • Inizialmente per il ruolo da protagonista si era fatto il nome di Leonardo DiCaprio, ma infine andò a Benedict Cumberbatch, il quale è persino imparentato con Alan Turing nella vita reale. I due, infatti, sarebbero cugini di 17° grado. Inoltre, il padre dell’attore ha frequentato la stessa scuola di Turing, cioè la Sherborne School.
  • Il budget della pellicola è stato di circa 15 milioni di dollari e al 14 maggio 2015 il film ha incassato 227 774 226 $ nel mondo, di cui 91 125 683 negli Stati Uniti.
  • Keira Knightley è stata candidata all’Oscar come Migliore attrice non protagonista per la propria interpretazione nel film.
  • La pellicola ha vinto il titolo di Miglior film agli Empire Awards.

I segreti di Osage County

I segreti di Osage County

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Violet Weston con le due figlie Barbara e Ivy

Basato sulla pièce teatrale Agosto, foto di famiglia di Tracy Letts, I segreti di Osage County inizia con la voce di Beverly Weston, un uomo che vive insieme alla moglie Violet (Meryl Streep), affetta da un tumore alla bocca. Un giorno, Beverly scompare e una delle figlie della coppia, Ivy, l’unica che vive ancora coi genitori, raduna le sorelle e gli altri membri della famiglia per ritrovare il padre. La riunione di famiglia, tuttavia, si rivela disastrosa, portando alla luce segreti e scandali che sconvolgeranno tutti i presenti. Alla fine, ognuno dovrà fare i conti con i propri problemi, rendendosi conto di essere solo in questo arduo compito.

Accoglienza

L’interpretazione di Meryl Streep, come sempre, è stata straordinaria. L’attrice si cala in modo impeccabile nel ruolo di una donna cinica, rancorosa e disperata, che mostra al mondo un volto duro e disilluso per mascherare la propria paura della morte e della solitudine. E le figlie, interpretate da Julia Roberts, Juliette Lewis e Julianne Nicholson, vengono messe di fronte al fallimento delle proprie vite. Lodevole anche Benedict Cumberbacht, nel ruolo del cugino impacciato e goffo delle ragazze Weston.

Ma che cosa ne pensano i critici cinematografici? James Berardinelli, di ReelViews, sottolinea l’importanza del lavoro del cast: “il film è basato tutto sulla recitazione. Questo ha un senso perché la trama non offre molto che possa essere considerato nuovo o straordinario.”

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Benedict Cumberbacht e Julianne Nicholson in una scena del film

Richard Roeper, inoltre, dice che “il film è a volte perfidamente divertente, ma in ultima analisi, un aspro, forte, racconto di una delle famiglie più disfunzionali del moderno teatro americano.” Tom Huddleston, di Time Out, definisce il tutto “un melodramma sfacciato, sboccato, consapevolmente offensivo, intermittente e perspicace ed ha un buco dove dovrebbe starci un cuore.”

Qualche critica, invece, da USA Today e Newsday riguardo al gergo volgare utilizzato dai personaggi. Altri, invece, ritengono questa scelta linguistica coerente con il contesto in cui sono ambientate le vicende.