Intrigo a Berlino

Appena dopo il termine della seconda guerra mondiale, in una Berlino devastata dai bombardamenti e ripresa in un rigoroso bianco e nero, un reporter americano, Jake Geismar (George Clooney) viene incaricato di seguire la conferenza di Potsdam. Nella capitale tedesca Jake cerca di riannodare i fili dell’amore interrotto con la bella Lena (Cate Blanchett) ma il ritrovamento di un soldato americano morto nel settore controllato dai sovietici obbliga il giornalista ad addentrarsi in una intricata vicenda. A essere sospettato dell’omicidio è infatti l’ex marito di Lena. Il film, presentato al festival di Berlino 2007, è stato anche candidato agli Oscar per la colonn

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

I favolosi baker

A Seattle, i fratelli Frank e Jack Baker, pianisti jazz, si esibiscono in diversi locali della città con alterna fortuna. Per risollevare le sorti del duo, decidono di ingaggiare un’avvenente cantante, Susie Diamond. Le cose cominciano a girare per il verso giusto, anche se una storia d’amore nata tra Jack e Susie fa sorgere dei malumori tra i due fratelli. Ottimamente interpretata dai due Bridges, fratelli anche nella vita, e dalla sensualissima Pfeiffer, una commedia dolceamara intrigante e ben girata, ma non sempre all’altezza delle sue ambizioni. Prodotto, tra gli altri, da Sydney Pollack.
(andrea tagliacozzo)

Norma Rae

In un piccolo centro dell’Alabama, Norma Rae lavora, come molti suoi compaesani, in una fabbrica tessile. Quando da New York arriva un sindacalista per tutelare i diritti degli operai, biecamente sfruttati dai padroni, la donna è l’unica a schierarsi al suo fianco. Film di enorme vigore che riesce a coniugare lo spettacolo con l’impegno civile, nel più tipico stile del regista Martin Ritt. Sally Field, straordinaria, vinse il premio Oscar. L’attrice bisserà la statuetta nel 1984 con
Le stagioni del cuore
.
(andrea tagliacozzo)

Il padrone di casa

Vibrante commedia dai risvolti drammatici, con Bridges nella parte di un ricco senza meta che compra un palazzo a Brooklyn col progetto di ristrutturarlo per sé, ma cambia idea quando incontra chi ci vive. Un tocco comico delizioso, combinato con squarci illuminanti sull’esperienza dei neri. Prima regia di Ashby. La versione televisiva dura 104 minuti.