I giganti uccidono

Un giovane ingegnere di grandi capacità ottiene un posto di rilievo nella direzione di un grande complesso industriale. Il presidente della società, un uomo duro e pragmatico, fa capire al giovane che è stato assunto per rilevare il posto di un anziano dirigente, da tempo ammalato e d’idee troppo umanitarie per i suoi gusti. Eccellente cast per un dramma ben congegnato scritto da Rod Serling che gli attori Sloane e Begley avevano già interpretato per la televisione americana.
(andrea tagliacozzo)

Power

Richard Gere interpreta il ruolo di Pete St. John, un «costruttore d’immagine pubblica» per uomini politici. Pete è il migliore, ma soprattutto è cinico e non si cura dell’onestà e dei fini dei suoi clienti. Un film politico parzialmente interessante, ma privo della lucidità e della incisività che Lumet aveva dimostrato nei suoi film degli anni Sessanta e Settanta. Sceneggiatura scritta dal giornalista David Himmelstein.
(andrea tagliacozzo)

La formula

Nelson. Thriller incredibilmente realistico con un poliziotto che indaga sulla morte di un amico e scopre che era collegato a un misterioso intrigo a proposito della formula di un carburante sintetico. Scott e Brando sono sempre un piacere da guardare, ma lo sceneggiatore e produttore Steve Shagan ha telefonato tutte le battute.

Amore senza fine

La storia di due adolescenti di Chicago (diciassette anni lui, quindici lei) che si amano, incontrandosi ogni notte. Quando il padre della ragazza li scopre, obbliga i due a non rivedersi, almeno fino al termine della scuola. Ma il giovane non si rassegna. Secondo film americano di Zeffirelli, tre anni dopo Il campione , è un drammone a tratti quasi insopportabile, risollevato solo in parte dalla straordinaria bellezza della protagonista (reduce dai successi di Pretty Baby e Laguna blu). Particina per Tom Cruise, al suo esordio. (andrea tagliacozzo)