La parola di un fuorilegge è legge

Un uomo morente affida a un suo dipendente negro l’incarico di portare una grossa somma alla moglie che vive nel Messico. Sul denaro ha però posato gli occhi un cacciatore di taglie. Un dignitoso western-spaghetti, coprodotto dagli americani, ma diretto da un italiano, Antonio Margheriti (meglio noto con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson), con alcune vecchie glorie hollywoodiane a far da contorno.
(andrea tagliacozzo)

Terrore nello spazio

Un “fantasy” d’atmosfera con una fotografia dal tono lugubre, incentratosu una navicella spaziale il cui equipaggio sta cercando alcuni commilitoni scomparsi su un pianeta nebbioso dove uno strano potere controlla la loro mente. Titoli americani: Planet of the Vampires e (in tv) The Demon Planet.

Salva la tua vita

La giovane Julie, sposatasi in seconde nozze con un valente pianista, sospetta che quest’ultimo abbia assassinato il precedente marito, apparentemente deceduto in seguito a un suicidio. La donna riferisce alla polizia i suoi timori, ormai divenuti certezza, ma non viene creduta. Buon thriller, con Doris Day in un ruolo per lei insolito (che, più o meno, ripeterà quattro anni dopo in
Merletto di mezzanotte
). Nel 1958, il regista Stone realizzerà un altro giallo di discreta fattura:
Lama alla gola
.
(andrea tagliacozzo)

Survival

Un gruppo di amici, durante una cena, inizia un cinico gioco di società: ognuno dei partecipanti deve giustificare la propria esistenza e votare l’eliminazione di uno degli avversari. Per qualcuno è l’occasione per sfogarsi e far emergere i propri risentimenti, da troppo tempo soffocati. La premessa del film è intrigante. I risultati, invece, decisamente non all’altezza. Anne Francis venne lanciata negli anni Cinquanta come l’erede di Lana Turner.
(andrea tagliacozzo)

Quaranta pistole

Tombstone è nella mani di Jessica Drummond, ricca proprietaria terriera, che si avvale di un esercito di quaranta uomini per compiere le sue prepotenze. Il governo, preoccupato per alcuni episodi di violenza verificatosi nella cittadina, decide di inviare sul posto l’agente Glenn Bonel per compiere alcune indagini. Un western d’autore, apparentemente ascrivibile nella tradizione del genere, in realtà realizzato con uno stile molto moderno da un grande artigiano (nonché innovatore) della cinepresa come Samuel Fuller.
(andrea tagliacozzo)

Aquile nell’infinito

Un celebre giocatore di baseball, ex pilota d’aviazione, è richiamato in servizio per un corso di aggiornamento. Con grande disappunto della moglie, l’uomo deciderà d’intraprendere la carriera militare. Pellicola non esaltante, tenuta dignitosamente in piedi dall’abilità degli attori e del regista. La coppia formata da James Stewart e June Allyson era già apparsa in due fortunate pellicole:
Il ritorno del campione
(1949, di Sam Wood) e
La storia di Glenn Miller
(diretta l’anno precedente dallo stesso Mann).
(andrea tagliacozzo)