Brigadoon

Dal musical di Lerner e Loewe, un Minnelli con una trama delle più fiabesche. Il villaggio di Brigadoon vive in perfetta letizia, ma può apparire agli umani solo una volta ogni cento anni, l’equivalente di un giorno per suoi i felici abitanti. Due cacciatori (Van Johnson e Gene Kelly) si perdono e vedono apparirsi davanti, in una splendida sequenza, il villaggio incantato. Ignari di tutto, si aggirano tra i paesani ostili, e Gene Kelly non può che innamorarsi di una sublime Cyd Charysse. È una storia impossibile, i due sono attesi nella città rumorosa, ma l’amore può compiere prodigi… Curioso che un poeta dell’artificio come Minnelli esalti qui un non-luogo agreste in contrapposizione alla caotica e vitale metropoli. Ma Brigadoon è tutta ricostruita in studio: più che una comunità russoviana è il luogo della poesia pura, della fantasia, insomma il puro distillato della Hollywood minnelliana.
(emiliano morreale)

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

Minaccia atomica

Uno scienziato inglese, uscito di senno, minaccia di fare esplodere un ordigno nucleare nel centro di Londra se il governo britannico non promette di sospendere la fabbricazioni di armi atomiche. Dopo aver cercato invano il nascondiglio del pazzo attentatore, le autorità decidono di far evacuare la città. Un ottimo thriller, intelligente e di eccezionale fattura, che, almeno in Italia, è passato praticamente inosservato. (andrea tagliacozzo)