Il pozzo e il pendolo

Secondo adattamento (dopo
I vivi e i morti
dell’anno precedente) che Roger Corman trasse agli inizi degli anni Sessanta dai racconti di Edgar Allan Poe (seguito, l’anno successivo, da
I racconti del terrore
). Un giovane va dal marito della defunta sorella, proprietario di un lugubre castello, per conoscere le ragioni della morte della donna. L’angosciato vedovo gli confessa il timore che la donna sia stata sepolta ancora in vita. Sceneggiato da Richard Matheson, un horror elegante e stilizzato, con un raffinato uso dei set e del colore. Notevole la prova di Vincent Price, anche se un po’ teatrale e sopra le righe.
(andrea tagliacozzo)

Otto e mezzo

Un regista in crisi, diviso tra la moglie e l’amante, va alle terme, ma anziché l’ispirazione arrivano angosce e incubi. Eppure il film deve partire. Prototipo del moderno «cinema sul cinema», che in consonanza con la francese «politica degli autori» mette al centro il regista (mentre fino ad allora le angosce del cinema erano state soprattutto quelle dei divi, tipo
È nata una stella
). Copiato e ricopiato mille volte, è invecchiato benissimo: un capolavoro di libertà di costruzione, un’abbagliante visione da incubo sottolineata dal bianco e nero di Gianni Di Venanzo. Gli spazi, i terrains vagues del sottofinale circense sono «fratelli nel dolore» delle spianate di Pasolini (quanti cantieri, nel cinema italiano di quegli anni!). Alla distanza, Fellini ha surclassato Antonioni: con i suoi clown e le sue Barbara Steele, era molto più vicino all’anima stessa del cinema, e lo stupendo personaggio della moglie Anouk Aimée contiene tutte le donne dell’incomunicabilità antonioniana, con in più l’autoironia.
(emiliano morreale)

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
.
(andrea tagliacozzo)

Il demone sotto la pelle

Parassiti bizzarri e sessualmente orientati imperversano sfrenati tra gli abitanti di un condominio di lusso, provocando dosi massicce di sanguinosa violenza. Primo film “maggiore” del regista di culto Cronenberg, inaugura il modello ripugnante di molti dei suoi film a venire. Intitolato in origine Parasite Murders, quindi The Shivers. Tagliato a 77 minuti per il passaggio televisivo.

Femmine in gabbia

Il primo lungometraggio di Demme è un film ironico — ma allo stesso tempo tipizzato — sulle donne in prigione, originale perlopiù per essere stato ambientato negli Stati Uniti piuttosto che in una qualsiasi “repubblica delle banane”. Ancor più sensazionale è la Steele nei panni di una direttrice di carcere confinata sulla sedia a rotelle. Con un notevole sequel: Renegade Girls.