Sangue misto

Verso la fine della secolare occupazione britannica dell’India, una ragazza, figlia di un ferroviere inglese e di un’indiana, vive con profonda angoscia interiore il contrasto delle sue diverse origini. Spinta dalla madre, la giovane si unisce a una setta religiosa tradizionalista. Tratto da un romanzo di John Masters, un film discretamente spettacolare diretto con la consueta eleganza da George Cukor, comunque più attento all’aspetto melodrammatico della vicenda piuttosto che alle imponenti scene di massa.
(andrea tagliacozzo)

I cavalieri della tavola rotonda

Sfarzosa e colorata versione delle leggende bretoni, con l’interprete e il regista (Taylor e Thorpe) di
Ivanhoe
, girato l’anno precedente. Re Artù con l’aiuto del fedele Lancillotto porta la pace in Bretagna. I due guerrieri vengono divisi dall’amore che Ginevra, la moglie del re, porta verso il giovane cavaliere. Godibile film d’avventura, anche se manca completamente la magia delle legende a cui s’ispira.
(andrea tagliacozzo)

La notte dell’iguana

Dall’omonimo dramma di Tennessee Williams, la torbida storia di un ex prete (Richard Burton), ora guida turistica in Messico, conteso tra due donne (Ava Gardner e Deborah Kerr) e una vogliosa adolescente (Sue Lyon, la Lolita di Stanley Kubrick). Un film estramemente interessante di John Huston che stravolge con delle annotazioni ironiche il cupo testo originale. La Gardner fornisce una delle interpretazioni migliori di tutta la sua carriera. Premio Oscar 1964 a Dorothy Jeakins per i costumi.
(andrea tagliacozzo)

Le nevi del Kilimangiaro

Durante un safari in Africa, lo scrittore Harry Street rimane gravemente ferito. Mentre la moglie lo assiste devotamente, l’uomo, agonizzante, rievoca i momenti salienti della sua travagliata esistenza. Il film, un po’ troppo enfatico, è realizzato con grande professionalità, ma tradendo lo spirito di
Verdi colline d’Africa,
il romanzo di Ernest Hemingway dal quale è tratto. Anche il finale è assai diverso da quello del libro. Buono ma sostanzialmente sprecato il cast.
(andrea tagliacozzo)

Cassandra Crossing

A Ginevra, due terroristi entrano in un laboratorio dove si sperimentano armi chimiche e contraggono un pericoloso virus. Uno dei due riesce a fuggire e a salire su un treno diretto in Svezia. Per evitare un’epidemia, le autorità dirottano il convoglio verso la Polonia. Spettacolare ma prevedibile prodotto del filone catastrofico che cerca di sopperire alle mancanze della sceneggiatura con le fugaci apparizioni di vecchie glorie del cinema mondiale. (andrea tagliacozzo)

Airport ’75

Secondo capitolo della serie
Airport
, il film riprende furbescamente i temi e le strategie produttive del precedente. A causa delle cattive condizioni del tempo, un jumbo-jet è costretto a fare rotta verso l’aeroporto più vicino. Durante la manovra di avvicinamento, l’apparecchio entra in collisione con un aereo da turismo ed è la tragedia. L’interesse del film risiede solo nello stuolo di celebri attori (la maggior parte dei quali un po’ stagionati) e alcune sequenze d’indubbia spettacolarità. Non bastano, comunque, a evitare la noia.
(andrea tagliacozzo)

Terremoto

Un terremoto di spaventosa entità trasforma Los Angeles in un cumulo di macerie. Nell’opera di soccorso sono generosamente impegnati, tra gli altri, il poliziotto Lou Slade e l’ingegnere edile Stuart Graff. Il film segue diligentemente lo schema narrativo e produttivo del filone catastrofico, in grande voga negli anni Settanta. Ma ovviamente tutto finisce per diventare scontato, prevedibile e subordinato alla spettacolarità delle sequenze del sisma. Anche gli attori, di rango superiore ma stagionati, recitano sottotono. Oscar per gli effetti speciali e per il miglior suono.
(andrea tagliacozzo)