Gangster Story

Bonnie e Clyde, lui impotente e lei intraprendente e di liberi costumi, sono una coppia di gangster che mette a ferro e fuoco l’America degli anni Trenta, fino all’inevitabile epilogo tragico. Film epocale, con due divi belli, giovani e bravi (e la rivelazione Gene Hackman) e una storia d’amore rovente e tragica. Uno dei capolavori di Penn, uno dei classici di quella rivisitazione del passato – sospeso tra nostalgia e demistificazione – che diventerà uno dei cardini del cinema statunitense degli anni Settanta. Ritmatissimo, spezzettato, follemente libertario ma condotto fin dall’inizio sotto il segno dell’autodistruzione, un film che possiede la saggia e rispettosa memoria dei classici del gangster movie (
La donna del bandito di Ray, La sanguinaria di Lewis
) ma anche tutta la spinta ideale del ‘68. Un grande incrocio di tempi storici e mitici; un avvincente, nevroticissimo romanzo americano.
(emiliano morreale)

Anna dei miracoli

Una giovane insegnante è assunta da una famiglia per rieducare una bambina cieca e sordomuta. Il compito non si rivela affatto facile perché la disgrazia ha reso quest’ultima rissosa e prepotente. Film di grande impatto drammatico, teso ed emotivamente coinvolgente, tratto da un lavoro scritto da William Gibson e realizzato per il piccolo schermo da Arthur Penn nel 1957 (lo stesso Gibson, con la regia di Penn, riadatterà il testo per il teatro due anni più tardi). Le straordinarie interpreti del film, Anne Bancroft e Patty Duke, vinsero entrambe l’Oscar: la prima come protagonista, la seconda come non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Furia selvaggia

Primo film del regista Arthur Penn, basato su un originale televisivo interpretato dallo stesso Paul Newman nel ’55. Per vendicare la morte dell’anziano allevatore che l’aveva preso sotto la sua ala protettrice, William Bonney (ovvero «Billy The Kid») uccide i quattro uomini che l’ hanno assassinato e diventa un fuorilegge. Straordinaria la prova di Paul Newman, che dà un interpretazione moderna e intensa del personaggio di Billy The Kid, trasformando il leggendario bandito in una sorta di «Angelo caduto», quasi un James Dean del Far West. Vigorosa anche la regia di Penn, attenta soprattutto alle sfumature psicologiche del personaggio.
(andrea tagliacozzo)

Gli amici di Georgia

Tre studenti americani, negli anni Sessanta, sono innamorati della stessa ragazza. Uno di loro, diventato impresario di pompe funebri, riesce a sposarla. Ma lei aspetta un figlio da un altro dei tre, che parte per il Vietnam. Malinconico ritratto di una generazione – quella del ’68 e della contestazione – che ha visto crollare tutte le proprie speranze. Ottima la sceneggiatura di Steve Tesich (già premio Oscar per
All American Boys
) e la regia di Arthur Penn, che realizza uno dei suoi film più belli e sinceri della sua carriera. Notevole anche l’apporto dei giovani interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Target – Scuola omicidi

La moglie di un tranquillo commerciante americano viene misteriosamente rapita a Parigi. Marito e figlio si precipitano in Francia per cercare di ritrovarla. Tra un omicidio e un inseguimento, il ragazzo scopre che il padre ha un avventuroso passato da agente della CIA. Ingiustamente maltrattato dalla critica, il film, pur non essendo uno dei migliori lavori del regista, contiene non poche sequenze degne di nota. Più riuscito sul versante dell’azione, però, che sul profilo psicologico dei personaggi. Arthur Penn aveva già diretto Gene Hackman nel 1975 in
Bersaglio di notte
.
(andrea tagliacozzo)