Lo sbarco di Anzio

Tratto dal libro Anzio di Wynford Vaughan-Thomas. Nel 1944, un corrispondente di guerra americano si aggrega alle forze alleate in procinto di sbarcare sul litorale laziale. Ma l’eccesiva facilità dell’operazione insospettisce il giornalista. Una discreta produzione nostrana (di Dino De Laurentiis, con fotografia di Giuseppe Rotunno e musiche di Riz Ortolani), con un buon cast americano (anche se Robert Mitchum, Arthur Kennedy e Robert Ryan sono un po’ stagionati, mentre Peter Falk, almeno all’epoca, non poteva dirsi un divo). Spettacolare, ma una spanna al di sotto dei veri kolossal hollywoodiani. Come per
Barbablù
, realizzato quattro anni più tardi, il film è stato supervisionato da Edward Dmytryk.
(andrea tagliacozzo)

Boomerang – L’arma che uccide

Terzo film del regista Elia Kazan che, nello stesso anno, vinse l’Oscar per la miglior regia con
Barriera invisibile.
In piena campagna elettorale, la polizia, alle prese con l’omicidio insoluto di un vecchio prete e avendo l’urgenza di assicurare alla giustizia l’assassino, accusa ingiustamente un poveruomo. Ma un incorruttibile procuratore distrettuale nutre non pochi dubbi sulle prove ai danni dell’accusato. Un ottimo thriller diretto con stile quasi paradocumentaristico.
(andrea tagliacozzo)

Scandalo al sole

Dal popolare romanzo di Sloan Wilson, un film altrettanto celebre. Il milionario Ken Jorgenson prende alloggio, con la moglie e la figlia Molly, in un albergo di Pine Island. Tra la ragazza e Johnny, il figlio del proprietario della locanda, sboccia un tenero amore. Il medesimo sentimento era nato vent’anni prima tra il ricco genitore e la madre di Johnny. Un film irrimediabilmente datato, non troppo distante da una odierna soap opera, anche se la confezione del prodotto è indubbiamente impeccabile. Belle le musiche di Max Steiner.
(andrea tagliacozzo)

I peccatori di Peyton

Dal celebre romanzo di Grace Metalious, un ritratto al vetriolo di una cittadina di provincia americana. A Peyton Place, nel New England, un uomo arriva con la speranza di diventare il preside della locale scuola. Grazie all’interessamento della moglie di uno stimato avvocato, l’uomo riesce nel suo intento. Grande successo dell’epoca, oggi il film, sebbene indubbiamente ben fatto, appare piuttosto datato. Scontata la realizzazione di un sequel, girato quattro anni più tardi e intitolato
Ritorno a Peyton Place
.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo di Laramie

Il fratello del capitano Lockhart, soldato di cavalleria, muore in un massacro perpetrato dagli Apache. L’ufficiale, deciso a scoprire colui che ha armato i pellerossa, si reca a Laramie sotto le mentite spoglie di mercante di bestiame. Apprende così che nel traffico d’armi è coinvolto il giovane figlio di un ricco possidente della zona. Bel western confezionato dal collaudato duo James Stewart-Anthony Mann. La collaborazione tra i due in passato aveva dato alla luce titoli come
Winchester ’73
e
Lo sperone nudo
.
(andrea tagliacozzo)

Là dove scende il fiume

Un rapinatore abbandona la via del crimine per diventare la guida di una carovana di pionieri. Durante il tragitto, al convoglio si aggrega anche un altro fuorilegge che l’uomo ha salvato dall’impiccagione. Scritto da Borden Chase (dal romanzo
Bend of the Snake
di William Gulick), un western d’alto livello nato dalla proficua collaborazione tra il regista Anthony Mann e il divo James Stewart. Il sodalizio tra i due, iniziato nel ’50 con il bellissimo
Winchester 73
, proseguirà l’anno seguente con il loro lavoro migliore,
Lo sperone nudo
.
(andrea tagliacozzo)

La storia del generale Custer

Cadetto inquieto, Custer diventa generale per errore ma poi si rivela ottimo ufficiale: non scamperà però al massacro di Little Big Horn. Così limpidamente classico che oggi forse non sembra nemmeno bellissimo, legato com’è al fascino spaccone di Errol Flynn e ai dinieghi di Olivia de Havilland. Di Walsh ci sono molto più vicini l’avventura convulsa di Tamburi lontani , il noir di Notte senza fine o il meraviglioso romanticismo de Gli amanti della città sepolta . E poi, dopo Il piccolo grande uomo , come si fa a guardare il massacro di Little Big Horn dalla parte dei bianchi? Eppure il film ha una sua grazia, più aristocratico mélo che puro western, accompagnato dalle note di un Max Steiner reduce da Via col vento e in gran forma. Se incappate nella versione colorizzata non è un dramma: basta azzerare il colore del televisore. (emiliano morreale)

Una pallottola per Roy

Dal romanzo «High Sierra» di William R. Burnett. Un rapinatore, che sta scontando una lunga detenzione, viene graziato e riacquista inaspettatamente la libertà. Riunitosi con la vecchia banda, l’uomo organizza un colpo ai danni di un albergo di lusso; il bottino gli servirà per far curare la ragazza di cui è innamorato. Con questo straordinario gangster-movie, veloce ed entusiasmante, Humphrey Bogart, fino ad allora apprezzato solo in ruoli di secondo piano, ottenne la definitiva consacrazione. Del film vennero girati due remake: Gli amanti della città sepolta del 1949, versione western diretta dallo stesso Walsh, e Tutto finì all’alba del 1955. (andrea tagliacozzo)