Pazzi in Alabama

Racconto picaresco ambientato nel sud degli Stati Uniti attorno alla metà degli anni Sessanta: la Griffith, maltrattata dal marito, lo decapita e abbandona i suoi sette figli per andare a Hollywood a cercare fortuna e successo, portandosi dietro la testa del maritino in una cappelliera. Nel frattempo la sua nipotina si troverà a dover fronteggiare il razzismo. Questo film non riesce a tenere insieme le due storie parallele ma cattura la nostra curiosità. Lodevole debutto alla regia di Banderas, con la moglie perfetta per la sua parte. Super 35.

Legami!

Ricky, appena dimesso dal manicomio, sequestra Marina, una giovane attrice della quale è un fervente ammiratore. Lega al letto la ragazza, rendendola inerme, e le confessa il suo amore sperando che questa si convinca a sposarlo e a dargli dei figli. Reduce dal successo del brillante Donne sull’orlo di una crisi di nervi , Pedro Almodóvar cambia coraggiosamente registro virando sul melodramma passionale con esiti notevoli, ma all’epoca poco apprezzati dalla critica. La Abril tornerà a lavorare con Almodóvar nel successivo film del regista spagnolo, Tacchi a spillo . (andrea tagliacozzo)

Spy Kids

Gregorio e Ingrid sono fra le spie più abili del mondo. Inviati da due diverse nazioni con il preciso compito di eliminarsi l’un l’altra, i due si innamorano e decidono di sposarsi. Nove anni dopo, genitori più o meno felici dei piccoli Carmen e Juni, gli ex agenti segreti vengono rapiti insieme ai loro vecchi colleghi da Fegan Floop, protagonista di uno show televisivo al soldo di Mr. Lisp, un malvagio miliardario che vuole governare il mondo. Ci sono solo due persone che possono salvare i prigionieri: Carmen e Juni, gli
Spy Kids
. Scritto e diretto da Robert Rodriguez, già regista di
El Mariachi
(1993) e

The Faculty
(1998), questo film è una divertente parodia delle spy story in cui agenti senza macchia e senza paura salvano le sorti del mondo grazie al loro coraggio e a gadget ipertecnologici. In questo caso gli 007 sono due bambini un po’ pasticcioni che, ignari della vera professione dei genitori, scoprono pian piano la verità facendosi strada all’interno del magico castello di Floop. Antonio Banderas (Gregorio) conferma di avere buoni numeri anche come attore comico, nuovamente diretto da Rodriguez, con cui aveva già lavorato nei panni del padre di due piccole pesti in uno degli episodi di
Four Rooms
(1995), mentre Carla Gugino (Ingrid) è allo stesso tempo dolce e sexy, l’ideale per interpretare una mamma-spia. Davvero simpatici Alexa Vega e Daryl Sabara, i due bambini il cui comportamento, fra dispetti e slanci d’affetto, è simile a quello di tutti i fratellini del mondo che, facile prevederlo, si divertiranno un mondo ad assistere alle gesta dei loro coetanei. Dulcis in fundo, a prevedibile lieto fine ormai completato, c’è anche George Clooney in un divertente cameo.
(maurizio zoja)

C’era una volta in Messico

Sands è un agente non proprio segreto (sulla sua t-shirt c’è scritto «agente della Cia»…), ma sicuramente corrotto. Deve sventare un attentato al presidente messicano ordito dal cattivissimo narcotrafficante Barrillo e da alcuni generali dell’esercito messicano. Per salvare il presidente, si rivolge al mitico chitarrista El Mariachi, che vive in isolamento tra ricordi, rimpianti e sete di vendetta…

Terzo episodio della saga di El Mariachi (iniziata nel 1993 con
El Mariachi
e proseguita nel 1995 con
Desperado)
confezionato da Robert Rodriguez (nel frattempo ha girato anche la saga di
Spy Kids)
che ne ha curato anche sceneggiatura, montaggio, scenografia, fotografia e persino la colonna sonora. Un doppio, ironico, divertito omaggio a due maestri del regista messicano: Sergio Leone (basta il titolo…) e Quentin Tarantino (basta contare i cadaveri…). Eppure, questo film che ha messo in pista una parata di stelle (Antonio Banderas, Johnny Depp, Willem Dafoe, Mickey Rourke, Eva Mendes, Enrique Iglesias, Salma Hayek, Marco Leonardi…) è divertente. Con i suoi personaggi irreali, forzati, incredibili. Con le situazioni paradossali, al limite di ogni forzatura. Con un numero di morti ammazzati, tagliati, ridotti a brandelli da grande pulp in salsa messicana. Divertente un nevrotico Johnny Depp, con terzo braccio finto e una sfilza di spacconate (ammazza il cuoco perché cucina troppo bene…). E grande il chitarrista con le armi nella custodia della chitarra, Banderas, qui ancora afflitto per la morte (violenta) della compagna Carolina e del figlio neonato. Un film – girato in digitale – sicuramente spettacolare (inseguimenti, fughe, esplosioni…), rumoroso ed esagerato. Gli amanti del genere non possono perderlo. Gli altri si fanno due risate e si rifanno gli occhi con cotanto cast…
(d.c.i.)

La maschera di Zorro

Uno Zorro anziano passa il mantello di pubblico tutore a un uomo più giovane, riluttante in principio ma poi contento della segreta identità di cappa e spada. Squisito, avvincente, con grandi duelli e azione a cavallo, ma con troppo di tutto, quasi che gli autori vogliano sfiancare il pubblico. Banderas è uno Zorro perfetto, Hopkins sorprendentemente affascinante, la Zeta-Jones un’eroina bella e sensuale. Due nomination agli Oscar. Con un sequel: The Legend of Zorro. Panavision.

Frida

Nel 1925 Frida Khalo, a 18 anni, rimane vittima di un incidente stradale e le ferite che riporterà le cambieranno drasticamente la vita. Questo film, prodotto dalla stessa Salma Hayek, messicana come la pittrice scomparsa nel 1954, è la storia della vita di una donna forte, compagna del grande pittore messicano Diego Rivera e amante di Leon Trotsky. Dei suoi eccessi femministi, della sua bisessualità, della sua sofferenza fisica e della sua arte. Un personaggio scoperto dal grande pubblico solo negli ultimi anni, ma che ha influenzato la prima metà del secolo. Soprattutto in America Latina. Il film è tratto liberamente dall’omonimo libro di Hayden Herrera, pubblicato in Italia da La Tartaruga Edizioni. Un film biografico, con qualche visione surreale della regista Julie Taymor, che ha voluto interpretare a suo modo il pensiero della Kahlo: immagini oniriche, pittura che si confonde con la realtà, drammi vissuti in ambienti senza concezioni spazio-temporali. Un tocco registico azzardato, ma coraggioso e originale. Buono il cast, al completo, e ottimo il lavoro delle scenografie e dei costumi. Da vedere, se non altro per conoscere meglio Frida Kahlo e per apprezzare una convincente Salma Hayek.
(andrea amato)

La casa degli spiriti

Epica saga sudamericana che segue la turbolenta vita di una famiglia in vista dagli anni Venti fino ai primi anni Settanta. Con premesse forti (e chiaramente scritta da qualcuno per cui l’inglese non è la prima lingua), questa storia dai mille intrecci cerca di includere il misticismo del best-seller di Isabel Allende, con risultati deludenti. La Streep è del tutto fuori ruolo, e Irons è forzato nei panni di un ispanico. La figlia di 10 anni della Streep interpreta il suo personaggio da bambina. Uscito in Europa in una versione di 145 minuti. 

A letto con Madonna

Ritratto a tutto tondo della diva pop più trasgressiva del momento. Tra un concerto e l’altro in giro per il mondo, Madonna confessa indirettamente alla macchina da presa i suoi sogni, i suoi desideri e le sue aspirazioni. Appare, tra gli altri, un imbarazzatissimo Warren Beatty, all’epoca compagno nella vita della cantante. Interessante per i fan, un po’ noioso per tutti gli altri. Oggi sembra paradossalmente datato. (andrea tagliacozzo)

Spy Kids 2 – L’isola dei sogni perduti

Dopo aver salvato i loro genitori, i piccoli Cortez, agenti segreti dell’OSS Junior, devono salvare il mondo da un manipolo di pazzi. Carmen e Junie devono andare su un‘isola fantasma, dove uno scienziato pazzo ha clonato bestie terrificanti e costruito un marchingenio che annienterà la tecnologia mondiale, paralizzando la vita sulla Terra. I due bambini, oltre a vedersela con i mostri, devono anche lottare con altre due baby spie cattive e con un dirigente dell’OSS senza scrupoli. In loro soccorso arriveranno non solo i genitori ma anche i nonni. Scritto, diretto, montato e musicato da Robert Rodriguez, che ha anche voluto occuparsi della fotografia, delle scenografie e degli effetti speciali. Il risultato non è dei migliori, soprattutto in fase di sceneggiatura. Mentre il primo episodio era scorrevole e piacevole,
Spy Kids 2 – L’isola dei sogni perduti
risulta un po’ faticoso dal punto di vista del ritmo e più attento agli effetti speciali che alla trama. Anche il risultato al box office Usa, dopo il grande successo del primo film, non è stato dei migliori. Spassoso comunque vedere un Antonio Banderas autoironico, che si prende in giro nella parte di un James Bond goffo ma tenero.
(andrea amato)

La legge del desiderio

Un regista gay ha una relazione con un ragazzo. Contemporaneamente conosce e s’innamora di un altro giovane, un attore, possessivo e geloso. Questi, venuto a sapere del rivale, lo uccide. Un folgorante e originale melodramma intriso di humour nero; uno dei film che hanno contribuito alla nascita del «mito Almodóvar», esploso definitivamente nell’88 con Donne sull’orlo di una crisi di nervi . (andrea tagliacozzo)

Original Sin

Un ricco mercante di caffè sudamericano (Antonio Banderas), che non crede nell’amore, decide di sposarsi con una donna inglese conosciuta per lettera. Gli si presenta una bellissima donna (Angelina Jolie) con qualche lato oscuro. Poco dopo il matrimonio scoprirà che costei è una malvivente in cerca di soldi, ma l’amore è sempre più forte. Grottesco. Non c’è altro aggettivo per descrivere un film del genere. Una sceneggiatura sciatta, curata male, stanca nella narrazione, banale in quelli che dovrebbero essere i colpi di scena. La coppia di star non riesce minimamente a risollevare le sorti del film che, minuto dopo minuto, diventa sempre più insopportabile. Qualche centimetro di nudità della Jolie non vale certo il prezzo del biglietto. (andrea amato)

Femme Fatale

Festival di Cannes 2001, un gruppo di malviventi sta mettendo in atto un colpo da dieci milioni di dollari. Si tratta di un abito, indossato da una modella, composto da diamanti preziosissimi. Una bionda mozzafiato, travestita da fotografo, attira la modella in bagno per un incontro lesbo incandescente. Nel frattempo i complici sostituiscono il vestito e creano scompiglio nel Palais du Festival. Qualcosa va storto, la biondona scappa e un complice viene catturato. Scena successiva: la bionda cerca di trovare documenti falsi e di scappare dalla Francia. Uno strano scambio di persona l’aiuta a espatriare. Dopo sette anni, sotto mentite spoglie, la biondona torna a Parigi e un paparazzo le scatta una foto che mette a repentaglio la sua vita. Il fotografo, però, è affascinato da questa donna, la segue e scopre che per lui sarà una femme fatale. Altro non si può dire della trama di questo film, per non svelare la rete articolata tessuta da Brian De Palma, che si diverte a giocare con i colpi di scena, l’attenzione dello spettatore e il sottile limite tra sogno e realtà. Molte le citazioni di De Palma, anche di se stesso, anzi soprattutto. Un film che riuscirebbe a vivere di vita propria, senza sceneggiatura, secondo il tipico stile del regista. Incredibile la fotografia, il montaggio, il missaggio e la visionarietà della macchina da presa. Una Rebecca Romijn-Stamos sensualissima e due scene sexy da far sobbalzare lo spettatore. Per il resto un po’ troppa prevedibilità e la sensazione di essere continuamente presi in giro da De Palma. (andrea amato)

Four Rooms

Che cast… e che spreco! Terribile e imbarazzante film a episodi composto da quattro corti, il cui unico motivo di interesse è capire quale sia il peggiore. Ambientato in un hotel di Los Angeles nella notte di Capodanno e tenuto insieme dalla partecipazione di Ted il portiere (Roth). Bruce Willis appare non accreditato nell’ultimo episodio, quello di Tarantino.

Philadelphia

Un avvocato emergente (Hanks) sta combattendo l’Aids; quando viene licenziato dal suo ricco studio legale di Main Line Philadelphia (per ragioni complottate), decide di fare causa. L’unico che accetterà il suo caso è un avvocato rincorri-ambulanze (Washington) a cui non piacciono i gay. Questo benintenzionato sguardo mainstream sull’Aids e sull’omofobia americana ha successo come trattatello ma non come dramma. Hanks è grandioso in questa interpretazione vincitrice dell’Oscar, ma non sappiamo nulla del suo personaggio, o del suo compagno (Banderas); la sua famiglia stile Norman Rockwell è (ahimè) troppo bella per essere vera. È proprio il reverendo Robert Castle (protagonista del documentario Cousin Bobby dello stesso Demme) nel ruolo del padre di Hanks. Oscar anche a Bruce Springsteen per la miglior canzone.

Donne sull’orlo di una crisi di nervi

Una doppiatrice cinematografica, abbandonata da un collega con cui convive, ospita un’amica ricercata dalla polizia. Contemporaneamente, riceve la visita della moglie dell’ex amante, seriamente intenzionata a uccidere il marito. Candidata all’Oscar 1988 come miglior film straniero, una scatenata commedia che si fa apprezzare sia per il brio della realizzazione che per l’estroso gusto visivo. Grande (e meritato) successo di critica e di pubblico. (andrea tagliacozzo)

Intervista col vampiro

Intervista col vampiro

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV trio
Kirsten Dunst, Brad Pitt e Tom Cruise in una scena del film

Tratto dall’omonimo romanzo di Anne Rice, Intervista col vampiro è un film del 1994 diretto da Neil Jordan. Il protagonista, Louis de Pointe du Lac (Brad Pitt) è un vampiro che ha deciso di raccontare la propria vita a un giornalista, Daniel Malloy (Christian Slater). Per farlo, la creatura torna indietro fino al 1791, anno di inizio della sua nuova vita. Tra ricordi di viaggi e di eventi dolorosi, il vampiro spiega cosa significa vivere del sangue umano ed essere immortale. Un racconto, quindi, che attraversa ben tre secoli, a ridosso dell’arrivo del nuovo millennio.

Attenzione: il film, a causa dei suoi contenuti, è vietato ai minori di 14 anni.

Accoglienza

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV brad e antonio
Brad Pitt e Antonio Banderas in una scena del film

La pellicola fu un clamoroso successo al botteghino, affermandosi dunque come uno dei migliori film del proprio genere. Gli incassi superarono grandemente il budget di 60 milioni di dollari, arrivando a ottenere oltre 230 milioni di dollari.

Il film fu candidato a numerosi premi Oscar e Golden Globe, ma vinse solamente due riconoscimenti MTV Awards (per l’interpretazione di Brad Pitt e Kirsten Dunst) e il Premio Blockbuster a Tom Cruise come migliore attore in un thriller/horror.

Curiosità

  • Inizialmente, il giornalista doveva essere interpretato da River Phoenix, il quale purtroppo morì quattro settimane prima dell’inizio delle riprese.
  • L’attore che rimpiazzò Phoenix, Christian Slater, volle donare tutto il suo stipendio alle organizzazioni di beneficenza predilette dal collega defunto.
  • Nei titoli di coda c’è una dedica a River Phoenix.
  • Nel film, inoltre, debuttò l’attrice italiana Domiziana Giordano nel ruolo di Madeleine, oltre alla giovane Kirsten Dunst.
  • Brad Pitt e Tom Cruise vinsero il premio “peggiore coppia“, conferito dai Razzie Awards del 1995.