Padri e figli

Due giovani liceali – lui figlio di uno stimato medico, lei di un sarto rimasto vedovo – marinano la scuola per stare insieme. I genitori, preoccupati, corrono ai ripari e impediscono ai giovani di vedersi. Una commedia senza troppe pretese sociologiche, ma ben scritta (dal regista con Age, Scarpelli e Leo Benvenuti), piacevole e divertente, in cui Monicelli riesce ad ottenere il meglio dall’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)

Giovani mariti

Da un soggetto di Pasquale Festa Campanile, sceneggiato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini. Cinque amici trascorrono insieme la lunga notte che precede le nozze di uno di loro. Festeggiano l’addio al celibato scorrazzando per la città addormentata. Non sanno che in quelle ore si decideranno anche i loro destini coniugali. Buona regia di Bolognini, la prima di un certo peso della sua carriera, abile nel descrivere l’atmosfera della vita della provincia italiana, in questo caso Lucca.
(andrea tagliacozzo)

A doppia mandata

C’è chi considera A doppia mandata , terzo titolo della sterminata filmografia di Claude Chabrol, una sorta di opera prima. Di sicuro è il primo film a colori dell’autore, il quale al solito – servendosi pretestuosamente di un romanzo di Stanley Ellin, «The Key to Nicholas Street» – mette in scena la porzione di umanità che più gli sta a cuore e su cui amerà sempre infierire: il nucleo familiare borghese dilacerato, con le sue ipocrisie e la sua inquieta convivenza. In una facoltosa famiglia di Aix-en-Provence, tutti – dalla moglie ai figli – sono a conoscenza della relazione extraconiugale di Henri con la vicina Léda. E quando quest’ultima sarà trovata strangolata non resterà che l’imbarazzo della scelta nella ricerca del possibile responsabile. Tutti, a modo loro, sono colpevoli, come sempre nei film di Chabrol. Non si tratta di un capolavoro (anche perché non ci sono capolavori nella filmografia di Chabrol), ma di uno dei suoi film più asciutti, freddi e hitchcockiani. (anton giulio mancino)

L’uomo e il diavolo

Dramma storico ben recitato e prodotto con cura, tratto dal romanzo di Stendhal, su un uomo di umili origini (Philipe) e sulla sua ossessione di emergere nella società della Francia del 1830. La Darrieux e la Lualdi sono le donne della sua vita. Rifatto per la tv francese nel 1997. Conosciuto anche con il titolo Il rosso e il nero.