Psycho

Una donna, Marion, dopo aver incontrato l’amante, torna in ufficio dove le affidano 40 mila dollari da versare in banca. Decide di scappare in auto con i soldi e si ferma in un motel, il «Bates Motel». Mentre fa la doccia decide di restituire i soldi al capufficio, ma viene accoltellata dalla titolare del motel. Il figlio Norman non può che pulire il sangue. Indagano la sorella e l’amante di Marion che poi si affodano a un investigatore, che sarà ucciso: Il comportamento di Norman è stravagante. Si scoprirà che è lui l’assassino: aveva assunto la personalità della madre, che aveva ucciso anni prima…
Uno dei capolavori di Hitchcock. Non un giallo, non un thriller inteso nel modo più convenzionale (non ci sono i buoni e i cattivi, manca l’eroe), ma un ritratto della follia e del male. Oltre che un raccapricciante (per allora) quadretto della famiglia tipo (tutti i protagonisti hanno dissapori e problemi con i parenti). Per la prima volta Hitch parla esplicitamente di sesso al di fuori del matrimonio (l’amante non lascia la moglie per non pagare gli alimenti a Marion), un figlio (voyeur e imbalsamatore) che ha ucciso madre e patrigno, un nudo e tanta violenza che attanagliano e disorientano lo spettatore. Hitchcock è riuscito a farsi beffe della famiglia, del sesso e del mito dei soldi in una volta sola. E sconvolse anche le regole del cinema facendo morire la protagonista prima della metà del film. Fu tanto forte il messaggio del film che, all’uscita, ebbe solo pessime recensioni e uno scarsissimo successo di pubblico. Un successo che arrivò insperato con gli anni, quando la gente ha continuato ad acquistare o noleggiare la pellicola. Poi è diventato un cult. Quasi due ore di film che, ancora oggi, si rivedono con piacere e immutata ansia. Anzi, a una visione successiva, emergono particolari e frasi che fanno apprezzare ancora di più la fattura di Psyco . La scena della doccia che è entrata nella storia del cinema. Grande anche l’interpretazione di Anthony Perkins, il pazzo cinematografico per eccellenza. Ottima la colonna sonora di Bernard Hermann. Primo sequel, Psycho II del 1983 per la regia di Richard Franklin con Anthony Perkins che ha interpretato anche i numeri III e IV della serie, e un controverso remake nel 1998 di Gus Van Sant con Vince Vaughn e Anne Heche che non ha avuto grande successo. Cameo di Hitchcock nella parte di un uomo con un cappello da cow-boy per strada.

La diga sul pacifico

In Indocina, la signora Dufresne vive assieme ai figli Joseph e Suzanne in mezzo a una grande risaia, ricavata da un terreno paludoso che una diga fatiscente protegge dalle acque imponenti del Pacifico. Mentre il figlio sta per andarsene, desideroso, come la sorella, di costruirsi una vita altrove, la barriera artificiale cede improvvisamente. Grande successo dell’epoca, più suggestivo e spettacolare che riuscito, a dispetto del buon mestiere del regista e degli interpreti. (andrea tagliacozzo)

La legge del Signore

L’affascinante racconto (dal romanzo di Jessamyn West) delle vicende di una famiglia quacchera impegnata a mantenere la propria identità in mezzo alla confusione e alle sofferenze della guerra civile. Appassionate e riuscite le prove degli attori in questo bellissimo film. Musica di Dimitri Tiomkin. Anche se il suo nome non appare fra gli sceneggiatori, il film fu scritto anche da Michael Wilson, finito sulla lista nera; gli venne riconosciuto il credito postumo nel 1996. Sei nomination agli Oscar ma soprattutto la Palma d’Oro a Cannes per Wyler. Rifatto per la tv nel 1975 con Richard Kiley e Shirley Knight.

Le piace Brahms?

Un’arredatrice sulla soglia dei quarant’anni è fidanzata con un uomo che la tradisce a ogni favorevole occasione. Quando un giovane di venticinque anni le mostra un po’ d’interesse, la donna dapprima lo respinge, ma poi, quasi per ripicca nei confronti del fidanzato, accetta la relazione. Commedia «turistica», basata sul romanzo di Francoise Sagan. Gradevole, ma quasi interamente affidata alla bravura degli interpreti. Anthony Perkins vinse il premio come miglior attore al Festival di Cannes del 1961.
(andrea tagliacozzo)

Bella, affettuosa, illibata cercasi

Toccante commedia (da un testo di Thornton Wilder) su un vedovo di mezza età che decide di risposarsi… ma la fiammiferaia alla quale si rivolge ha altri piani. Solide interpretazioni, ottimi dettagli d’epoca. Più tardi ne è stato tratto il musical Hello, Dolly! 

Dolce veleno

Un eccentrico piromane (Perkins) si fa aiutare da una sexy liceale (Weld) per il piano che sta tramando, ma presto scopre che lei ha idee più strane delle sue! Brillante sceneggiatura di Lorenzo Semple jr. (dal romanzo She Let Him Continue di Stephen Geller), ravvivata dall’intensa performance della Weld.