Jane Eyre

Remake poco notevole del romanzo classico della Bronte presenta la Gainsbourg come una Jane davvero credibile. Sfortunatamente non c’è chimica tra i due protagonisti e un finale precipitoso è completamente fuori sincrono con il resto del film. La versione del 1944 rimane il tentativo migliore.

Il calamaro e la balena

Basato sull’esperienza autobiografica di Noah Baumbach, regista e sceneggiatore del film, candidato agli Oscar proprio per la migliore sceneggiatura originale. Bernard Berkman (Jeff Daniels) è un insegnante frustrato, che ha preferito puntare tutto sulla famiglia, rinunciando a inseguire un futuro da brillante scrittore. Quando la moglie Joan (Laura Linney) scopre per caso di possedere anche lei un notevole talento per la scrittura, tra i due coniugi scoppia la gelosia. A farne le spese saranno i figli, Walt e Frank.

Lezioni di piano

Evocativa, imprevedibile storia d’amore e di sesso raccontata dal punto di vista di una donna. Nel tardo XIX secolo una donna scozzese, sua figlia illegittima (Paquin), e il suo amato pianoforte giungono nella remota Nuova Zelanda per un matrimonio combinato con l’agricoltore Neill. Poi la testarda donna (Hunter) — che è rimasta muta dall’infanzia — stringe un accordo con il malinconico vicino di casa (Keitel) — un uomo convertito ai Maori — in cui c’entra il pianoforte e che porta a conseguenze rivelatrici per l’intera comunità. La sceneggiatrice e regista Campion ha confezionato una favola altamente originale, mostrando la tragedia e il trionfo che la passione erotica può portare nella vita quotidiana di una persona. Hunter e Paquin hanno entrambe vinto l’Oscar per le loro interpretazioni, la Campion per la sua sceneggiatura. Nomination in ben altre cinque categorie, tra cui Miglior Regia.

Scoprendo Forrester

Jamal è un vero genius americano: campioncino di basket (e per questo ricercato da una prestigiosa high school) e promettente letterato in erba. Ma se per il pallone basta il playground sotto casa, il suo talento più autentico e segreto ha bisogno di qualcuno che lo coltivi. L’incontro fatale avviene con una personificazione del mito letterario statunitense: l’appartato e misterioso William Forrester, un po’ Salinger e un po’ Pynchon, che si incarica di impartire le indispensabili lezioni di arte-vita-arte al ragazzo traendone contemporaneamente preziosa energia vitale. C’è proprio tutto: dalla spettacolarizzazione di una professione che, come tante altre, è 95 per cento traspirazione agli stereotipi romantici del letterato, fino alle più viete sciocchezze sulla scrittura. Cos’è allora che ci impedisce di liquidare a cuor leggero questo Scoprendo Forrester ? Non la statura del suo autore, da sempre stretto fra opere d’avanguardia e film alimentari (e che comunque anche in quest’ultimo campo ha fatto decisamente di meglio: Da morire, per esempio), ma piuttosto l’importanza della domanda fondamentale del film: come impedire la devastazione del talento? Si tratta di uno degli imperativi fondamentali per gli educatori che si vogliano sottrarre all’implacabile meccanismo omologatore della scuola. Il film ha il coraggio di porlo al centro della scena con la dovuta franchezza, anche se poi tradisce le aspettative svuotando il rapporto educativo della sua più autentica componente: la passione. Probabilmente limitato nelle sue scelte da imperativi di correttezza politica e dallo statuto machista del divo Connery (anche produttore), Van Sant espunge ogni ambiguità omoerotica dal rapporto fra Jamal e Forrester, finendo per fare afflosciare il film in un mare di parole. E pensare che certi sensualissimi piani del ragazzo facevano decisamente ben sperare… Un’occasione mancata. (luca mosso)

L’incredibile volo

Eccellente film per famiglie su una ragazza che va a vivere in Canada con il padre separato dopo la morte della mamma e trova la felicità solo quando adotta uno stormo di piccole oche. Padre e figlia allora si imbarcano nell’impresa di insegnare agli uccelli a migrare! Una storia credibile e coinvolgente (ispirata da avvenimenti reali), ravvivata dall’ottima prova della Paquin e di Daniels. Fotografia di Caleb Deschanel, che aveva già collaborato con il regista Ballard in Black Stallion.

La 25ª ora

Monty Brogan (Edward Norton) è uno spacciatore. Qualcuno, forse la sua ragazza, ha fatto la spia alla polizia, che ha trovato la droga nel divano di casa sua. Ora ha 24 ore per salutare tutti e andare per sette anni in prigione. La giornata più lunga e allo stesso tempo più corta della sua vita. Cosa fare? Chi salutare? Cosa dire? Il tempo è tiranno e ormai non c’è più certezza, se non quella di andare in carcere. Monty cerca di recuperare il rapporto con il padre e passa la maggior parte della giornata con i suoi due più cari amici: un broker di Wall Street e un professore di letteratura inglese. E poi con la sua città, con la sua Manhattan, ancora scossa dall’11 settembre, ma sempre affascinante e piena di charme. Una città multicolore, multilingue, piena di contraddizioni e odio, che sa però stringersi in un’unica anima nel momento dell’emergenza. Monty è tormentato dal fatto che possa essere stata la sua ragazza a tradirlo, ma forse… Spike Lee torna alla regia con un grande film, un pugno allo stomaco per emotività, poesia, romanticismo, disillusione e intimità. Tratto dal libro di David Benioff, che ha scritto anche l’adattamento cinematografico, la pellicole vive su due storie parallele: quella del protagonista Monty Brogan e quella dell’altra protagonista, Manhattan. Una più personale e intima, l’altra corale. Una che sta scivolando verso il basso senza alcun tipo di scampo e l’altra che lotta per risalire. Una pellicola sulla vita e sulle possibilità di riscattarsi quando ormai è troppo tardi. Un gran bel film, girato come solo Spike Lee sa fare: montaggio originale, musiche perfette, fotografia accattivante, cast impeccabile. E poi: «Potete cambiare la vostra intera vita in un solo giorno?».
(andrea amato)

Darkness

Disarticolata vicenda su una casa stregata, girata in Spagna e certamente penalizzata dal doppiaggio. La Paquin è una ragazzina la cui famiglia si trasferisce in una tetra abitazione e ne scopre l’angosciante passato. La Miramax, distributore americano, indugiò su questo pastrocchio per un paio d’anni, poi ne tagliò 14 minuti e lo fece intempestivamente uscire durante la stagione natalizia. La versione originale spagnola, di 102 minuti, non ha divieti ed è reperibile in video. Super 35.