Totò e Carolina

Una giovane di paese, arrestata durante una retata a Villa Borghese dall’agente Caccavallo, sviene al commissariato per aver ingerito una forte dose di sonnifero. Dopo un breve ricovero in ospedale, la ragazza è obbligata dalle autorità a ritornare al suo paese. A condurla a destinazione ci deve pensare proprio l’agente Caccavallo. Un Totò quasi intimista, divertente ma allo stesso tempo anche malinconico. La brava Anna Maria Ferrero riesce a tenere degnamente testa al principe della risata.
(andrea tagliacozzo)

Kean, genio e sregolatezza

Vittorio Gassman, al suo esordio dietro la macchina da presa, s’ispira all’opera di Alexandre Dumas per raccontare la vita di Edmund Kean, popolarissimo e istrionico attore inglese degli inizi dell’Ottocento. Amante del bere, pieno di debiti e dongiovanni impenitente, Kean contende al principe di Galles l’amore per la moglie dell’ambasciatore di Danimarca. Un soggetto ideale per le istrioniche doti di Gassman, che se la cava discretamente anche nella regia (coadiuvato da Francesco Rosi e Giulio Questi).
(andrea tagliacozzo)

I vinti

Un film a episodi sulla tematica del disagio giovanile nel dopoguerra in Europa: un gruppo di studenti compie un’aggressione ingiustificata, un ragazzo di buona famiglia si trasforma in bombarolo, un adolescente assassina una persona senza un movente e la fa franca. Colpito dalla censura, venne abbondantemente tagliato e, in Francia, addirittura proibito. Definito la risposta del vecchio mondo a Gioventù bruciata.

Le sorprese dell’amore

Due coppie sono male assortite: Ferdinando, timido insegnante, è fidanzato con l’allegra ed esuberante Didì, mentre l’amico Battista, inguaribile dongiovanni, ha come compagna la gentile e romantica Marianna. Ma Didì ha la giusta soluzione al problema e propone a Marianna uno scambio di partner. Commedia leggera, abbastanza vivace, ma distante anni luce da
La finestra sul Luna Park,
ovvero il migliore dei film fino ad allora realizzati da Comencini.
(andrea tagliacozzo)

Un giorno da leoni

Nella confusione che si è venuta a creare all’indomani dell’otto settembre 1943, tre giovani, riusciti miracolosamente a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, si uniscono a un gruppo di militari decisi a compiere una pericolosa azione di sabotaggio. Primo film importante di Nanni Loy – in precedenza già autore di lavori più «leggeri» come
Parola di ladro
,
Il marito
e
L’audace colpo dei soliti ignoti
. Alle prese con un progetto piuttosto complesso, il regista si dimostra un narratore puntuale ed efficace. L’anno dopo, Loy realizzerà
Le quattro giornate di Napoli
, ambientato più o meno nello stesso periodo storico. Sceneggiatura firmata dallo stesso Loy e da Alfredo Giannetti.
(andrea tagliacozzo)

Siamo tutti inquilini

Una ragazza eredita un appartamento da una signora presso la quale prestava servizio, ma non avendo a disposizione molti mezzi, raramente riesce a pagare le spese condominiali. L’amministratore vorrebbe approfittare della situazione per sottrarre la proprietà alla giovane, ma il portiere, uomo di buon cuore, prende le sue difese. Simpatica commediola, ben sostenuta dall’eccellente cast. Buona, in particolare, l’interpretazione della Ferrero, una della attrici italiane più interessanti degli anni Cinquanta.
(andrea tagliacozzo)