L’eterna illusione

Il figlio di un banchiere vuole sposare una ragazza del popolo, la cui famiglia è un tantino stravagante. I genitori del giovane, però, non ne vogliono assolutamente sapere. Dal lavoro teatrale di George S. Kaufman e Moss Hart, una frizzante commedia, vincitrice di due Oscar nel ’38 (uno per il film, l’altro per la regia). Il tocco di Frank Capra (e del suo sceneggiatore di fiducia Robert Riskin) è praticamente inconfondibile, sia nella direzione degli attori (eccellenti sia i protagonisti che gli interpreti di contorno), sia nelle tematiche di fondo della pellicola. (andrea tagliacozzo)

Mulholland Drive

«Parte prima: lei si trovò circondata dal mistero assoluto. Parte seconda: una triste illusione. Parte terza: amore». Questa la sintesi di David Lynch a proposito del suo ultimo film. Delirante, come lo è
Mulholland Drive
. A due anni da
Una storia vera
Lynch ritorna sul grande schermo e lo fa nella maniera che lo ha reso famoso in tutto il mondo, facendo cinema e raccontando storie che si mischiano vorticosamente con l’onirico. Vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes come Migliore regia,
Mulholland Drive
è un cous-cous di storie, personaggi, frammenti, deliri, sogni, immagini, flash, angosce, surreale, sesso, violenze, perversioni, manie… La regia, come al solito, è eccezionale, i colori della fotografia sono i soliti che lo contraddistinguono e il montaggio ha trovate innovative. Difficile decifrarlo la prima volta, impossibile seguire il percorso logico di un regista che, forse, sta esagerando con il suo personalissimo metalinguaggio.
(andrea amato)

Un giorno a New York

Tre marinai hanno 24 ore per assorbire visioni e suoni di New York City. Questo esuberante musical della Mgm, girato in modo innovativo “on location” in giro per tutta la città, non è niente di che in termini di trama e cestina alcune delle migliori canzoni dello spettacolo di Betty Comden, Adolph Green e Leonard Bernstein su cui si basa… ma è comunque grandioso intrattenimento. Momento migliore: New York New York. Oscar per la miglior colonna sonora a Roger Edens e Lennie Hayton. Un debutto alla regia di grandissimo effetto per Kelly e Donen.

Sesso debole

Rifacimento in chiave musicale di «Donne», una commedia diretta nel 1939 da George Cukor. Kay, artista di varietà di grande successo, abbandona la carriera per sposarsi con un produttore teatrale. L’invidia spinge un’amica della ragazza, Sylvia, a mettere in giro la voce che il marito di Kay si è innamorato di un’altra donna. I risultati del film di Miller sono in parte apprezzabili, anche se l’originale, interpretato da fior di attrici come Joan Crawford e Rosalind Russell, era un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)