Due volte nella vita

Arrivato alla fatidica soglia dei cinquant’anni, Harry, già sposato con Kate, s’innamora di un’altra donna, Audrey, più giovane di lui di qualche anno. Nella famiglia dell’uomo scoppia la tragedia: la figlia maggiore, in particolare, non ha nessuna intenzione di perdonarlo. La prevedibilità della trama è riscattata dalla maiuscola prestazione degli interpreti. La canzone dei titoli è di Paul McCartney, mentre la colonna sonora è composta dal chitarrista jazz Pat Metheny. (andrea tagliacozzo)

Io, Beau Geste e la legione straniera

Il comico Marty Feldman, all’esordio nella regia, realizza uno scherzoso rifacimento del
Beau Geste
di William Wellman (del ’39, con Gary Cooper). Due fratelli, uno bellissimo, l’altro di una bruttezza sconvolgente, sono i figli di un Lord inglese. Il bello ruba un brillante di famiglia e si arruola nella legione straniera. Sulla falsariga di Mel Brooks – con il quale Feldman aveva realizzato
Frankenstein Junior
– ma senza l’inconfondibile tocco del maestro (che anche lo stesso Brooks ha perso ormai da almeno vent’anni).
(andrea tagliacozzo)

Quel giardino di aranci fatti in casa

Da una commedia di Neil Simon, adattata per lo schermo dallo stesso autore. Libby, pimpante diciannovenne, vorrebbe sfondare nel mondo del cinema. A questo scopo, si reca ad Hollywood dove vive il padre, un tempo sceneggiatore per il cinema e per la televisione. Ma la ragazza, che ha vissuto sempre con la madre, non vede il genitore da moltissimi anni. Un Walter Matthau in buona forma non riesce a risollevare le sorti di un film che troppo spesso assomiglia a una sorta di situation comedy enormemente dilatata. Impeccabile, comunque, la confezione realizzata da Herbert Ross.
(andrea tagliacozzo)

Angeli con la pistola

Una anziana mendicante è preoccupata per l’imminente arrivo della figlia, studente in Europa, che la crede una signora del bel mondo. Dave, gangster dal cuore d’oro, decide di aiutare la vecchia rivestendola da capo a piedi per non farla sfigurare agli occhi della ragazza. Il film, l’ultimo nella carriera di Frank Capra, è il rifacimento di Signora per un giorno , realizzato nel 1933 dallo stesso regista. Lo smalto di Capra non è più quello di una volta, ma la pellicola si lascia guardare con piacere. Rifatto a Hong Kong nel 1989 da Jackie Chan con il titolo Miracles: The Canton Godfather (O Mr. Canton and Lady Rose). Tre nomination agli Oscar. (andrea tagliacozzo)

Ragazza Made In Paris

Divenuta la direttrice del negozio d’abbigliamento dove lavorava come commessa, una ragazza americana si reca a Parigi. Gli incontri con un famoso sarto francese e con un giornalista, fraterno amico del suo fidanzato, mettono in subbuglio la vita sentimentale della giovane. Film modesto e senza pretese ma tutto sommato piacevole, in gran parte incentrato sull’avvenenza e la bravura della protagonista, Ann-Margret (che in realtà si chiama Ann Margret Holsson ed è nata in Svezia nel 1941).
(andrea tagliacozzo)

Ti odio, ti lascio, ti…

Chicago. Gary e Brooke fanno coppia fissa da ormai due anni. Lui fa la guida turistica insieme ai fratelli nella compagnia
Three Brothers
mentre lei lavora nella galleria d’arte dell’eccentrica Marilyn Dean. Si sono conosciuti nel corso di una partita dei Cubs (la squadra di baseball locale) e oggi convivono nella loro casa. Sembrerebbe andare tutto bene ma, una sera, dopo una cena organizzata con i familiari, i due litigano furiosamente per futili motivi. È l’inizio della fine: silenzi, incomprensioni ed egoismi si susseguono portando i due al limite della sopportazione reciproca. Entrambi, però, non hanno alcuna intenzione di lasciare l’amato appartamento che hanno arredato con tanta cura, nonostante gli amici dell’uno e dell’altra si impegnino nel consigliarli al meglio. I risultati finali della convivenza forzata saranno disastrosi.

La recensione

Una «commedia romantica in modo non convenzionale», citando la definizione dei suoi protagonisti, in cui i dolci attimi dell’innamoramento e le atmosfere idilliache di un sentimento appena nato sono solo un

Prigioniero del passato

Dal primo romanzo di Rebecca West. Un reduce della prima guerra mondiale, ferito alla testa da una granata, torna a casa completamente privo della memoria. Tre donne lo attendono e cercano di guarirlo: la moglie Kitty, formale e poco affettuosa; la cugina Jenny, dolce zitella e Margareth, il primo amore. Eccellenti gli attori, mal serviti da una regia statica, accademica e poco originale. (andrea tagliacozzo)

Funerale a Los Angeles

Un killer francese arriva a Los Angeles con il compito di uccidere un vecchio e ricchissimo boss della malavita. Dopo aver assolto al suo compito con incredibile facilità, l’uomo scopre che i mandanti dell’assassinio sono il figlio e la giovane moglie del defunto. Buon poliziesco alla francese diretto da un esperto nel genere come Jacques Deray (autore di
Borsalino and Co.
e
Flic Story
).
(andrea tagliacozzo)

Cincinnati Kid

Avrebbe dovuto dirigerlo Sam Peckinpah, ma è – insieme a
La calda notte dell’ispettore Tibbs
e
Rollerball
– uno dei vertici della filmografia di Norman Jewison.
Cincinnati Kid
, scritto dal compianto Ring Lardner jr. (uno dei «dieci di Hollywood» invisi al maccartismo, autore anche del copione di
M.A.S.H.
), è un piccolo classico sul fruttuoso binomio tra cinema e tavolo verde. Il film, il cui impianto ricorda molto quello de
Lo spaccone
di Robert Rossen, svolge sul terreno impervio dei tavoli da poker l’eterna ossessione americana del gioco. Il ritratto ambientale è potente, la suspense di prim’ordine e le molte parentesi private efficaci. L’allegorico conflitto tra l’anziano gambler Edward G. Robinson e il giovane e arrogante Steve McQueen si conclude con il riconoscimento da parte di quest’ultimo del magistero della vecchia guardia. Celebre la battuta finale del vecchio giocatore, il quale ammonisce il più giovane ricordandogli che dovrà sempre accontentarsi di un secondo posto. Almeno finché il più esperto resterà in circolazione.
(anton giulio mancino)