Il giorno prima

A Francoforte, quindici volontari di varie nazionalità accettano di passare venti giorni all’interno di un attrezzatissimo rifugio antiatomico. Ma qualche giorno dopo l’inizio dell’esperimento, un annuncio televisivo getta il gruppo nel panico: un missile atomico si sta inesorabilmente dirigendo verso Francoforte. Sulla falsariga di
The Day After,
un dramma psicologico a tema più interessante del modello, ancorché mediocre e afflitto da non poche banalità. Il soggetto del film è stato scritto dal giornalista Piero Angela.
(andrea tagliacozzo)

Sono pazzo di Iris Blond

Ritorno alla commedia malinconico sentimentale da parte del regista, dopo il successo di Viaggi di nozze. Un cantante in crisi sentimentale, Verdone, crede di essere innamorato di una matura cantante belga (Férreol) ma finisce per perdere la testa per una cameriera di un fast food (Gerini) con ambizioni musicali: i due inizieranno una carriera assieme ma il successo lascerà presto spazio ai problemi. Il contrasto fra il personaggio malinconico interpretato da Verdone e la strabordante presenza della Gerini, qui in veste di primattrice, non sempre garantisce equilibrio al film.

Il clan dei marsigliesi

Tratto da «Lo scomunicato (L’excommunié)», un romanzo ambientato nella malavita francese degli anni Trenta e Quaranta scritto dallo stesso regista. Il noto gangster Robert finisce in prigione per avere ucciso diversi rivali malavitosi durante un cruento scontro a fuoco. In carcere ritrova Xavier, un vecchio amico, con il quale progetta di evadere. Inferiore ai film precedenti di José Giovanni, piccolo maestro del noir alla francese.
(andrea tagliacozzo)

Francesco

Risibile e inetto dramma storico, con un Rourke fuori parte che bofonchia nel ruolo di Francesco d’Assisi (!), il figlio di un ricco mercante italiano che passa attraverso una rinascita spirituale. La narrazione è spesso confusa, la regia è sciatta e il risultato è una vera noia.