Buonanotte… avvocato

Alberto, un giovane avvocato, approfitta dell’assenza della moglie per darsi alla bella vita. Mentre sta per andare a un appuntamento galante, una giovane ed elegante signora, inseguita dal marito geloso, s’introduce nel suo appartamento. Un film mediocre ampiamente salvato dall’esilarante interpretazione di Sordi, all’epoca al massimo della forma. Nel ’55, l’Albertone nazionale si sottopose a un vero e proprio tour de force girando sei film uno dietro all’altro (proprio come aveva fatto Totò l’anno precedente). Remake de
L’avventuriera del piano di sopra
, di Raffaello Matarazzo.
(andrea tagliacozzo)

Le cameriere

Diretto dal veterano Bragaglia con il piglio delle commedie anni Trenta, il film narra le disavventure di Gabriella, giovane cameriera, alla quale viene sottratta la preziosa
trousse
d’oro della padrona. Ingiustamente accusata del furto, la ragazza trova un insperato aiuto nelle altre cameriere del palazzo che si danno un gran da fare per scoprire il vero ladro. Il soggetto ricorda da vicino quello di un altro film italiano,
I pappagalli
, realizzato nel 1955 da Bruno Paolinelli.
(andrea tagliacozzo)

La lunga notte del ’43

A Ferrara, nel 1943, il partito fascista è lacerato da due diverse correnti: quella moderata del Bolognesi e quella più ortodossa e fanatica del federale Artuisti. Quest’ultimo fa assassinare il rivale e incolpa gli antifascisti, scatenando un’immediata rappresaglia da parte delle camicie nere. Felice esordio dietro alla macchina da presa del giornalista politico Florestano Vancini con un film di grande intensità, scritto da Ennio De Concini e Pier Paolo Pasolini. Ottimo Enrico Maria Salerno, premiato con il Nastro d’argento, mentre il film si aggiudicò il premio come Opera prima al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

Ettore Fieramosca

Pur amando il soldato di ventura Ettore Fieramosca, la castellana di Monreale sposa il più titolato Graiano d’Asti. Ma dopo il matrimonio quest’ultimo si rivela un traditore: fa uccidere gli uomini del castello e dà libero passo alle armate francesi. Non è una delle migliore pellicole in costume di Alessandro Blasetti, anche se sul piano puramente visivo non manca di una certa eleganza. Ottima, come al solito, la prova di Gino Cervi. (andrea tagliacozzo)

L’oro di Roma

Attendibile ricostruzione di un fatto realmente accaduto durante l’occupazione nazista in Italia. Il maggiore Kappler, comandante delle truppe tedesche a Roma, promette di non deportare gli ebrei se gli verranno consegnati cinquanta chili d’oro. Sebbene, con grandi difficoltà, la richiesta riesce ad essere soddisfatta, i nazisti, però, non mantengono la parola. Piuttosto convenzionale la regia di Lizzani.
(andrea tagliacozzo)

La signora senza camelie

Una commessa divenuta starlette di pellicole dozzinali sposa un produttore per fare il salto di qualità e darsi al cinema impegnato. Il film che gira è un fiasco: il marito finisce sul lastrico e ben presto si giunge al divorzio. La donna torna a recitare in un filmetto senza pretese per risollevare le proprie sorti, ma tutto va male. Un tagliente affresco sul mondo di Cinecittà, con titolo che parodia il celebre romanzo La signora delle camelie. Film di transizione.

Quien sabe?

Un interessante western all’italiana con risvolti politici. Nel Messico del 1917, durante la rivoluzione di Pancho Villa, un bounty killer americano riceve dal governo locale l’incarico di uccidere Elias, generale dei ribelli. Per poter avvicinare l’ufficiale, il sicario entra nella banda di El Chuncho, un ex rivoluzionario che fornisce armi agli insorti. Ottimo Gian Maria Volontè, già avvezzo al genere western grazie alla precedente collaborazione con Sergio Leone, con il quale aveva realizzato
Per un pugno di dollari
e
Per qualche dollaro in più
.
(andrea tagliacozzo)