Corto circuito

Dopo essere stato colpito da un fulmine, un robot, prodotto da una fabbrica di armi, acquista una sensibilità quasi umana e si allontana dallo stabilimento. Una ragazza, imbattutasi casualmente nel robot, lo aiuta a sfuggire ai suoi proprietari. Una divertente favoletta realizzata con intelligenza, grande professionismo e un pizzico di furbizia dal regista de La febbre del sabato sera . Di due anni più tardi è il sequel Corto circuito 2 diretto da Kenneth Johnson. (andrea tagliacozzo)

Due volte nella vita

Arrivato alla fatidica soglia dei cinquant’anni, Harry, già sposato con Kate, s’innamora di un’altra donna, Audrey, più giovane di lui di qualche anno. Nella famiglia dell’uomo scoppia la tragedia: la figlia maggiore, in particolare, non ha nessuna intenzione di perdonarlo. La prevedibilità della trama è riscattata dalla maiuscola prestazione degli interpreti. La canzone dei titoli è di Paul McCartney, mentre la colonna sonora è composta dal chitarrista jazz Pat Metheny. (andrea tagliacozzo)

Il cuore di Dixie

Negli anni Cinquanta, Maggie e Delia frequentano l’Università dell’Alabama: la prima è fidanzata a Boots, figlio di un ricco proprietario terriero; la seconda, molto avvenente, è la ragazza più corteggiata della scuola. Per Maggie il casuale incontro con Hoyt, fotografo dalle idee progressiste e liberali, è come una folgorazione. Il film affronta tematiche importanti, come quelle del razzismo, ma in un modo del tutto superficiale e prevedibile.
(andrea tagliacozzo)

Cara mamma, mi sposo

A trentacinque anni, Danny Muldoon, corpulento poliziotto di Chicago, vive ancora con la madre Rose, una bisbetica signora irlandese. Quando il giovanotto decide di sposare l’italoamericana Theresa, estetista in una impresa di pompe funebri, la madre fa di tutto per dissuaderlo dai suoi propositi. I momenti migliori di questa deliziosa commedia sono le fantasie del protagonista che vedono la madre, interpretata da una formidabile Maureen O’Hara, in constante pericolo. Bravo anche John Candy. Apparizione a sorpresa per Macauly Culkin, lo scatenato ragazzino di Mamma ho perso l’aereo . (andrea tagliacozzo)

Il matrimonio di Betsy

Betsy, figlia di Eddie e Lola Hopper, decide di sposare il giovane Jake Lovell. Sebbene non stia navigando in buone acque finanziare, Eddie accetta di accollarsi le spese della cerimonia nuziale. Mentre fervono i preparativi del matrimonio, anche l’altra figlia degli Hopper, Connie, s’innamora: lui è un mafioso, ma per amore della ragazza passerà dalla parte della legge. Una sorta di versione aggiornata de Il padre della sposa (un anno prima del remake ufficiale con Steve Martin), diretta con sottile umorismo e intelligenza da Alan Alda, ottimo anche come interprete. Eccellente anche il resto del cast, a partire dalla compianta Madeline Kahn in una delle sue prove migliori. (andrea tagliacozzo)

Wargames – Giochi di guerra

Una sorta di A prova di errore per la generazione “Pac-Man”: un film “pop” su un genietto del computer che si inserisce nel sistema di preallarme del governo e per poco non fa scoppiare la terza guerra mondiale. Divertente fino a un certo punto ma sempre più artefatto via via che procede, per poi concludersi come un conciliante vecchio B-movie. Per inciso, è semplice capire perché ha avuto così tanto successo tra i ragazzi: quasi tutti gli adulti del film sono stupidi. Tre nomination agli Oscar (fotografia, sonoro e sceneggiatura).