Commedia sexy

I due figli di Anna e Filippo vanno in gita a Pompei. Rimasti soli, si dedicano al loro passatempo preferito: fingere di adescare donne per orge solo sognate e sparare giudizi «erotici» sui passanti. Intanto Ugo, il migliore amico di Filippo, è nei guai con la giovane amante Giulia, mentre Marcella, moglie di Ugo, confida ad Anna i suoi timori. Ma dopo una serata galeotta in un locale messicano, Filippo e Anna – ignari – rimorchiano Giulia. Sconcerta l’incapacità congenita dei nostri commedianti all’italiana di mettere in scena sesso, seduzioni e desideri. Inquieta il nero moralismo che si annida canagliesco nella facile risata complice. Irrita la presunzione demi-monde di un certo ambiente cinematografaro romano, tipico di chi pensa di avere anche qualcosa da dire. Offendono la nullità e la tracotanza dei soliti super-raccomandati e nepotisti a oltranza (foraggiati, per inciso, da un finanziamento statale di circa tre miliardi!). Attraverso una banalissima scansione da commedia degli equivoci, ritmata da un inutile jazzetto woodyalleniano in trasferta al Sistina, viene sciorinato senza pietà tutto il repertorio dei più biechi luoghi comuni sentimental-sessuali italioti.
Persino Benvenuti, l’unico del lotto ad avere uno straccio di idea di messinscena, asseconda questa sconsolante pochade. E non basta certo Micaela Ramazzotti a farci dimenticare il cellulare che carica i trans all’alba (l’intervento moralizzatore delle forze dell’ordine che mettono in riga i debosciati?). Da dimenticare al più presto! (giona a. nazzaro)

Compagni di scuola

Dopo quindici anni, la trentacinquenne Federica riunisce nella sua villa i suoi ex compagni di scuola. Qualcuno ha fatto strada, qualcun altro no. La maggior parte, comunque, è terribilmente insoddisfatta di quello che la vita gli ha riservato. C’è anche chi, però, non ha perso il gusto per gli scherzi goliardici. Il più maturo dei film di Carlo Verdone, alle prese con una storia corale piuttosto difficile da gestire, ma risolta con una buona dose di sana cattiveria. L’attore-regista è comunque aiutato da un cast di tutto rispetto e una buona sceneggiatura scritta dallo stesso Verdone con Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Rimarrà, purtroppo, un tentativo isolato di uscire fuori dagli schemi, vanificato da un prosieguo di carriera a tratti imbarazzante. (andrea tagliacozzo)