Le avventure di Oliver Twist

La migliore versione cinematografica del celebre libro di Charles Dickens, già portata due volte sullo schermo: nel ’22 da Frank Lloyd e nel ’33 da William Cowen. Oliver è un trovatello che vive alla giornata negli ambienti della malavita londinese. Impara a rubare in una «scuola di furto» e subisce le violenze della vita di strada fino a scoprire le sue nobili origini. Lean restituisce abilmente l’atmosfera del romanzo di Dickens, come del resto aveva già fatto con
Grandi speranze
l’anno precedente. Alcune soluzioni tecniche sono a dir poco strepitose (clamorosa, per l’epoca, la quasi soggettiva del pugno che colpisce Oliver in pieno volto).
(andrea tagliacozzo)

Quiller memorandum

Buono lo script di Harold Pinter su un agente segreto americano che indaga su un movimento neonazista nella Berlino degli anni Sessanta. Risalta rispetto alla maggior parte dei film di spionaggio dell’epoca. Basato sul romanzo The Berlin Memorandum di Elleston Trevor (sotto lo pseudonimo Adam Hall). 

Invito a cena con delitto

Un eccentrico miliardario ospita nel suo castello cinque celebri investigatori, sfidandoli a risolvere una intricata serie di assassini. Un film che con un pizzico di sforzo in più da parte degli autori (tra i quali lo sceneggiatore Neil Simon) avrebbe potuto essere quasi memorabile. Invece il ritmo è alquanto fiacco, le trovate così così e l’insieme risulta solo a tratti divertente. Gli interpreti, indubbiamente bravi, fanno il verso ad alcuni celebri detective della letteratura e del cinema (Philip Marlowe, Hercule Poirot, Miss Marple…). Ma su tutti spicca un irriconoscibile Peter Sellers, maestro nei trasformismi, nei panni di Sidney Wang (parodia di Charlie Chan).
(andrea tagliacozzo)

Il piccolo lord

Figlio di una americana e di un nobile inglese, il piccolo Cedric Errol, alla morte del padre, viene affidato alle cure del nonno. Il ragazzo lascia New York e si trasferisce in Inghilterra, nella grande dimora del vecchio, che intende educarlo secondo le antiche tradizioni dell’aristocrazia britannica. Versione piatta e paratelevisiva del romanzo di Frances Hodgson Burnett. Ottimo, comunque, Alec Guinness, mentre Ricky Schroder, già protagonista de
Il campione
, è quasi insopportabile.
(andrea tagliacozzo)