Il medico dei pazzi

Don Felice si reca a Napoli a trovare il nipote che crede laureato in medicina e direttore di una clinica psichiatrica. Il giovane, in realtà, è solo uno scapestrato che, dopo aver già spillato allo zio un bel po’ di quattrini, fa passare la pensione dove abita per la sua clinica. Da una commedia di Eduardo Scarpetta (come
Un turco napoletano
e
Miseria e nobiltà
, entrambi diretti dallo stesso Mattoli), un veicolo ideale per l’incontenibile comicità di Totò. Rispetto ad altri lavori del comico napoletano, la trilogia tratta dai lavori teatrali di Scarpetta si distingue per la felice cura della regia e dell’ambientazione.
(andrea tagliacozzo)

L’imperatore di Capri

Seconda regia di Luigi Comencini, dopo
Proibito rubare
, realizzato l’anno precedente. Totò veste i panni di un cameriere d’albergo che, a Capri, viene scambiato per un principe indiano. Sfuggito a un’opprimente atmosfera familiare, il nostro eroe diventa il personaggio più ammirato dell’isola. Il film non è nient’altro che un tenue canovaccio che fornisce a un Totò in grande forma l’ennesima occasione per sbizzarrirsi con le sue gag e i suoi giochi di parole. Il regista otterrà il suo primo grande successo nel ’53 con
Pane, amore e fantasia
. Molti gli aneddoti legati a questo film: il film fu girato in piena stagione turistica, ad agosto. La produzione pensava di usare come comparse, gratuitamente, i turisti. Ma i generici pretesero di essere gli unici a comparire nei film girati a Capri. A pagamento. Totò, in scena, a un certo punto doveva fronteggiare un pitone vero del vero principe indiano. Ma a causa del gran caldo, anche causato dai riflettori, morirono uno dopo l’altro due serpenti. A quel punto ne fu usato uno di plastica.
(andrea tagliacozzo)

Totò terzo uomo

In una cittadina, due gemelli sono in lite per una questione d’interessi: il primo, sindaco del paese, non vuole pagare il secondo, proprietario del terreno dove dovrebbe sorgere un nuovo penitenziario. A complicare le cose arriva un terzo gemello, di cui nessuno sospettava l’esistenza. Grande tour de force di Totò, che passa da un ruolo all’altro dei tre fratelli, diversissimi tra loro in quanto a carattere, con estrema disinvoltura. Il tema del sosia (o del gemello) tornerà in altri tre film del comico napoletano:
Totò e Cleopatra, Totò a Parigi
e
Totò diabolicus
. Pare che proprio girando questo film Totò annotasse su un pacchetto di Turmac le parole della celeberrima
Malafemmena
.
(andrea tagliacozzo)

Racconti romani

Appena uscito dal carcere, Alvaro propone agli amici Otello, Mario e Spartaco una serie di piccole truffe che, per una ragione o per l’altra, non riescono ad andare in porto. Scoperti dalla polizia mentre spacciano soldi falsi, i quattro finiscono al commissariato. Il film è ispirato ad alcuni racconti di Alberto Moravia, adattati per lo schermo da Sergio Amidei, Francesco Rosi, Age e Scarpelli. Il risultato, comunque, non si discosta poi molto dalle solite commedie all’italiana, anche se ci sono alcuni personaggi decisamente riusciti e il cast è davvero eccellente.
(andrea tagliacozzo)

Il Buono, il Brutto, il Cattivo

Durante la guerra di Secessione americana, il Buono (Clint Eastwood), il Brutto (Eli Wallach) e il cattivo (Lee Van Cleef) si affrontano in una lotta senza quartiere per impossessarsi di un tesoro nascosto in un cimitero. Il migliore dei film della “trilogia del dollaro”, quasi eccessivo nella durata (quasi tre ore), ma ricco di spunti, sequenze memorabili (il triello finale nel camposanto) e perfino momenti di riflessione. Sullo sfondo, infatti, si cela anche una velata metafora della Seconda Guerra Mondiale con i campi di concentramento e tutti gli orrori che ne sono conseguiti. Straordinari i tre interpreti, specialmente Eli Wallach, istrionico e debordante. Celebre (e indimenticabile) la colonna sonora di Ennio Morricone.
(andrea tagliacozzo)

Tototarzan

Un uomo, vissuto selvaticamente fin da piccolo nei meandri della giungla e noto agli indigeni come «la scimmia bianca», eredita un ingente patrimonio. Tre avventurieri, desiderosi d’impadronirsi del denaro, si recano nella giungla e riescono a catturare il selvaggio. un suo parente si allea con i furfanti. Lo salverà l’amore di una donna… Trama labilissima compensata da un fuoco di fila di gag e da un Totò scatenatissimo. In una piccola parte appare anche una giovanissima Sophia Loren (accreditata come Sofia Lazzaro).
(andrea tagliacozzo)

Le quattro giornate di Napoli

Da un soggetto di Vasco Pratolini, la storia dell’insurrezione napoletana durante la fase resistenziale della seconda guerra mondiale. Quattro intense giornate di passione rivoluzionaria senza preparazione né comandanti. La rivolta nacque e si sviluppò nel giro di poche ore, coinvolgendo tutta la popolazione. La vicenda è raccontata con fedeltà cronachistica da un ottimo Nanni Loy.
(andrea tagliacozzo)