Questa è la vita

Il film è composto da quattro episodi, tratti da altrettante novelle di Luigi Pirandello:
La giara, Il ventaglino, La patente
e
Marsina stretta
. Il migliore è il terzo, con uno strepitoso Totò nella parte di un potente jettatore che chiede alle autorità una patente, un certificato ufficiale che gli permetta di guadagnare denaro con le sue straordinarie, ma terribili qualità.
(andrea tagliacozzo)

Fra Manisco cerca guai

Mentre l’arrivo di Garibaldi sembra imminente, Fra Pacifico e Fra Leone, giunti in paesino del napoletano con l’intenzione di costruirvi una chiesa, si ritrovano a proteggere una coppia d’innamorati, un antiborbonico e la figlia di un camorrista, dalle ire del padre di lei. Innocua commediola che si regge unicamente sui duetti comici tra Aldo Fabrizi e Carlo Croccolo.
(andrea tagliacozzo)

Roma città aperta

Nei mesi dell’occupazione nazista, le vicende di un partigiano, di un prete e di una popolana sono destinate a epiloghi ugualmente tragici.

Programmaticamente ispirato al Cln nella scelta dei personaggi, il progetto di Rossellini si trasforma in un miracolo di cinema. Dovendo rinunciare a Cinecittà occupata dagli sfollati, girando su avanzi di pellicola, un regista tutto sommato di regime prende due divi del varietà e crea uno sguardo nuovo sull’uomo e sul mondo. Molto cinema italiano ed europeo nasce da lì (anche la commedia all’italiana secondo alcuni, nella scena della padellata in testa al vecchio).

Ancora oggi il film è di una potenza insuperata, proprio per il suo straordinario intreccio fra rigore e melodramma. E rimane devastante l’urlo della Magnani, uno dei momenti più alti della storia del cinema.
(emiliano morreale)

Mio figlio professore

La moglie di Orazio, un bidello, muore dando alla luce un bambino che diventa l’unico scopo della vita del pover’uomo. Orazio fa studiare il figlio e, grazie ai suoi piccoli intrighi, riesce a fargli avere l’incarico d’insegnante nella stessa scuola dove lavora da anni. Primo passo del regista Castellani verso la corrente neorealista (più evidente nel successivo
Sotto il sole di Roma
), anche se il film è concepito essenzialmente come un ottimo veicolo per le doti dell’eclettico Aldo Fabrizi. Tra commedia e dramma, l’attore romano offre una delle sue più belle interpretazioni, intensa e commovente.
(andrea tagliacozzo)

Totò Story

Un’antologia di alcuni episodi tratti dai più noti del comico napoletano:
Totò sceicco, La banda degli onesti, Totò, Peppino e la malafemmina, Totò, Peppino e i fuorilegge, Totòtruffa ‘62, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi
e
Signori si nasce
. Nella scena tratta da quest’ultimo, una delle più divertenti dell’intera raccolta, Totò cerca di scroccare del denaro al fratello (interpretato da Peppino De Filippo) con la scusa di costruire una tomba di famiglia.
(andrea tagliacozzo)

Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi

Carlo e Gabriella, giovani studenti, si conoscono durante una gara di nuoto e s’innamorano. Quando finalmente lui prende il diploma da geometra, decidono di sposarsi. Ma il primo incontro tra le rispettive famiglie non è tra più felici: i due padri hanno mentalità troppo diverse per andare d’accordo. Regia e sceneggiatura nella media, anche se a fare la differenza ci pensano Totò e Fabrizi che nei panni dei due genitori danno vita ad alcuni indimenticabili duetti.
(andrea tagliacozzo)

La famiglia Passaguai

Il cavalier Passaguai decide di trascorrere la domenica al mare, in quel di Fiumicino, insieme a tutta la famiglia. Alla compagnia si aggregano anche alcuni colleghi e d’ufficio e sull’affollatissima spiaggia gli equivoci, le avventure e le liti si moltiplicano. Terza regia di Aldo Fabrizi, irresistibile nelle vesti d’interprete, ma altrettanto efficace anche dietro la macchina da presa nell’orchestrare una lunga serie di divertentissime gag. Ottimo il cast, in cui spicca una giovanissima Giovanna Ralli.
(andrea tagliacozzo)

Prima comunione

La mattina di Pasqua, un ricco papà è preoccupato perché il vestito che la sua bambina dovrebbe indossare per la prima comunione non è ancora arrivato. Recatosi di persona a ritirare l’abito dalla sarta, l’uomo trova sulla strada del ritorno ogni genere d’intoppi. E mezza Roma viene coinvolta nella vicenda. Esilarante commedia condotta con ritmo sostenuto dal regista Alessandro Blasetti e da un travolgente Aldo Fabrizi. Ottima la sceneggiatura, ricca di spunti, scritta dallo stesso Blasetti con Cesare Zavattini e Suso Cecchi D’Amico. (andrea tagliacozzo)

L’ultima carrozzella

Un vetturino romano non vuol cedere all’avanzare dei tempi e sostituire la sua carrozzella con una bella automobile. Un giorno una celebre artista di varietà dimentica una valigietta sulla sua vettura e per il pover’uomo è l’inizio di una serie di guai. Commedia quasi neoralista – sceneggiata da Aldo Fabrizi con Federico Fellini – che offre ai due protagonisti l’occasione di scatenarsi in una vera e propria gara di bravura. Fabrizi e la Magnani si ritroveranno due anni dopo in
Roma città aperta
di Roberto Rossellini.
(andrea tagliacozzo)

Siamo tutti inquilini

Una ragazza eredita un appartamento da una signora presso la quale prestava servizio, ma non avendo a disposizione molti mezzi, raramente riesce a pagare le spese condominiali. L’amministratore vorrebbe approfittare della situazione per sottrarre la proprietà alla giovane, ma il portiere, uomo di buon cuore, prende le sue difese. Simpatica commediola, ben sostenuta dall’eccellente cast. Buona, in particolare, l’interpretazione della Ferrero, una della attrici italiane più interessanti degli anni Cinquanta.
(andrea tagliacozzo)

Prepotenti più di prima

Fiacco seguito de
I prepotenti
, girato l’anno precedente da Mario Amendola con lo stesso gruppo d’interpreti. Aldo Fabrizi e Nino Taranto sono un romano e un napoletano che, dopo il matrimonio della figlia del primo con il figlio del secondo, litigano aspramente per far stabilire i novelli sposi nelle rispettive città. Ma i giovani, esasperati, fuggono a Milano.
(andrea tagliacozzo)