Coraggio… fatti ammazzare

Quarto episodio della serie inaugurata nel 1971 da Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Don Siegel e incentrata sul trucido, impassibile e anarcoide ispettore di polizia di San Francisco Harry Callaghan (Callahan, nell’originale), Coraggio… fatti ammazzare , a dodici anni di distanza dal primo film, vede Clint Eastwood anche dietro la macchina da presa. Questa volta Callaghan si schiera espressamente dalla parte di una giovane assassina (Sondra Locke, all’epoca compagna dell’attore-regista) che sta eliminando, uno a uno, tutti i balordi che anni prima l’avevano violentata insieme alla sorella. La condivisione della giustizia privata, per Callaghan, si manifesta ora per via indiretta e acquista una connotazione femminista. Un film particolarmente attento ai recessi della psiche e dunque più complesso, poco lineare, ma anche assai ironico (straordinari i duetti tra l’ispettore e il piccolo cane mastino con cui si accompagna), nel quale si avverte chiaramente l’inconfondibile mano registica di Eastwood. (anton giulio mancino)

Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan

Clint Eastwood torna per la seconda volta a vestire i panni del tenente Harry Callaghan. Un sindacalista, assolto per insufficienza di prove in un processo che lo vedeva accusato dell’omicidio di un rivale, viene a sua volta ucciso da alcuni misteriosi killer. Il tenente Callaghan sospetta che gli assassini si nascondano tra le fila della polizia. Scritto da John Milius e Michael Cimino, il film è decisamente inferiore al precedente, che era diretto dall’ottimo Don Siegel, ma pur sempre godibile. Interessante notare l’approfondimento che Eastwood riesce a dare al proprio personaggio (che la critica bollò – a torto – come fascista): Callaghan sarà pure individualista, ma rifiuta di unirsi alla banda di giustizieri e preferisce agire, nel bene e nel male, seguendo le regole imposte dalla società.
(andrea tagliacozzo)