Doppio gioco

Un uomo, nella speranza di riconquistare l’ex moglie, entra a far parte di una banda di gangsters il cui boss è il nuovo marito della donna. Effettuato il primo colpo, s’impadronisce del malloppo e lo consegna alla moglie. Il rivale non gradisce. Piccolo classico del noir americano, ricco di tensione e magistralmente interpretato a Burt Lancaster e Dan Duryea. Il film segnò il debutto sullo schermo per Tony Curtis.
(andrea tagliacozzo)

Sepolto vivo

Da un racconto di Edgar Allan Poe. Un uomo è talmente terrorizzato dall’idea di essere sepolto vivo che si fa costruire una bara speciale, appositamente congegnata per permettergli di fuggire in caso di una eventuale sepoltura prematura. Realizzato a basso costo – come quasi tutti i film di Corman – un horror piuttosto efficace, secondo di una serie di cinque che il regista realizzò ispirandosi alle opere del celebre romanziere di Boston.
(andrea tagliacozzo)

Macbeth

Welles portò il Bardo alla Republic Pictures con questo adattamento suggestivo e ben realizzato, girato integralmente in bizzarri interni (che intenzionalmente ne enfatizzano la teatralità). La maggior parte dei cinema d’essai mostrano oggi la versione originale di Welles, di 105 minuti e con gli attori che parlano con autentico accento scozzese.

La strada del crimine

Alex Forrester, da tempo ricoverato in un manicomio criminale, si affida al comprensivo dottor Fleming per riuscire ad ottenere la libertà. Quando la sua domanda viene respinta dalla commissione del sanatorio, l’uomo, in preda a una crisi, assale il medico. Riuscito a fuggire, Alex si nasconde nella casa di Molly Thomas, approfittando dell’assenza del marito della donna. Il film, piuttosto debole sul versante della sceneggiatura e della regia, si affida soprattutto alle prove degli attori.
(andrea tagliacozzo)