Tutti gli uomini del presidente

Avvincente ricostruzione delle indagini che portarono due giornalisti del
Washington Post
, Bob Woodward e Carl Bernstein, alla scoperta del caso Watergate e alle conseguenti dimissioni del Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Grande regia di Pakula, capace di spettacolarizzare la vicenda senza mai scadere nel banale. Ottimi anche i due protagonisti. Oscar 1976 a Jason Robards (miglior attore non protagonista) e a William Goldman (miglior sceneggiatura non originale). Altre due statuette andarono alla scenografia e al suono.
(andrea tagliacozzo)

Presunto innocente

Il vice procuratore capo Rusty Sabich riceve l’incarico di svolgere delle indagini sull’omicidio di una sua giovane collega. Ma, a causa di una precedente relazione con la vittima, diventa improvvisamente il principale sospettato. In tribunale, l’uomo viene difeso dall’abile avvocato Alejandro «Sandy» Stern. Tratto dal best-seller di Scott Turow, un giallo ben costruito ma non sempre avvincente, anche a causa dei ritmi lenti e della prova un po’ incolore di Harrison Ford.
(andrea tagliacozzo)

Un ostaggio di riguardo

Dalla commedia di Lyle Kessler, adattata per lo schermo dallo stesso autore. Il giovane Treat, che vive a Philadelphia assieme al fratello minore Philip nella più indigente miseria, porta a casa un ubriaco dall’aria facoltosa. Il ragazzo sembra intenzionato a chiedere un forte riscatto per il rilascio dell’uomo, ma ignora che questi in realtà è un gangster braccato dalla mala. Gli attori sono bravissimi (specie il veterano Albert Finney), ma la derivazione teatrale alla lunga finisce per pesare sul film. E Pakula, purtroppo, ormai non è più il cineasta innovativo degli anni Settanta (quello, per intenderci, di
Perché un assassinio
e
Tutti gli uomini del presidente
).
(andrea tagliacozzo)

Il volto dei potenti

Complicato dramma ambientato nel mondo dell’alta finanza. Alla morte del marito, l’ex attrice Lee Winters diventa presidente del consiglio di amministrazione di una potente industria petrolchimica americana. Consigliata da un abile banchiere, la donna si mette in affari con un gruppo di finanziatori arabi. Assai confuso nella trama, a tratti perfino ridicolo, il film sembra diretto con aria distratta da Pakula, regista in passato abituato a ben altri livelli (
Tutti gli uomini del Presidente
).
(andrea tagliacozzo)