Telefon

La storia, tratta da un romanzo spionistico di Walter Wager, viene tradotta da Siegel in un film che non lascia un attimo di respiro ma che ha un sottofondo cupo e malinconico, come i versi di Robert Frost che fungono da macabro leit-motiv. Un Siegel laconico, estremo, che è già passato per l’abisso de
La notte brava del soldato Jonathan
e il caos di
Charley Varrick
e si dirige verso il silenzio marmoreo e notturno di
Fuga da Alcatraz
. Personaggi-automi inseguiti da un protagonista impassibile e monocorde come Charles Bronson, in un’atmosfera gelida cui neanche la suspense riesce a donare vita. Un intreccio che inchioda, ipnotizza, ma che soprattutto emana quello stordimento paranoico che solo i film di quegli anni sanno evocare.
(emiliano morreale)

Il giorno dello sciacallo

Intrigante adattamento del best-seller di Frederick Forsyth su un piano per assassinare De Gaulle e sugli accurati preparativi per l’omicidio. Bella la regia, che ha girato in mezza Europa e approfittato di un cast di prima classe. Remake nel 1997: The Jackal.

L’ultimo avventuriero

Nel Courteguay, i rivoluzionari El Rojo, El Condor e Jaime Xenos salgono al potere. Il primo si trasforma in un dittatore più feroce del predecessore, mentre l’ultimo, accusato di aver avuto contatti con El Condor, diventato nel frattempo oppositore del nuovo regime, viene assassinato. Il film, tratto dal best-seller di Harold Robbins
The Adventurers
, è praticamente un disastro (oltretutto, nell’edizione originale lungo quasi tre ore). Non male (ma ininfluente) il cast.
(andrea tagliacozzo)