Tredici variazioni sul tema

Un professore metodico e ordinato decide di cambiare vita grazie a una donna. Un giovane procuratore è stravolto da un incidente. Un manager invidioso e rancoroso decide deliberatamente di distruggere la vita di un gioviale collega. Una moglie deve affrontare l’adulterio del marito. Una giovane donna delle pulizie, sempre ottimista, cambia atteggiamento verso la vita. Cinque storie diverse, contemporanee, che s’intrecciano tra loro fino a formarne una unica. Un film su come le nostre azioni possano non solo cambiare la nostra vita, ma anche quella degli altri. Una narrazione temporale che viaggia dal presente, al passato, al futuro. Un film che invita a ponderare meglio le nostre decisioni e a immaginare le conseguenze di ogni nostra minima scelta o reazione, anche se apparentemente casuale. Come può essere un sorriso a uno sconosciuto. Bella prova di scrittura e di regia da parte di Jill Sprecher, aiutata nella sceneggiatura dalla sorella Karen. I cambi di ritmo, di tempo e di storia sono realizzati con molta leggerezza e l’uso della musica aiuta il percorso dello spettatore. Film corale in cui tutti sono protagonisti, tutti portano una storia.
(andrea amato)

Sette volte donna

Opera decisamente minore di Vittorio De Sica che firma sette episodi intitolati ad altrettante figure femminili (Paulette, Maria Teresa, Linda, Simona, Eve, Marie e Jeanne) interpretati dall’istrionica Shirley MacLaine. Quest’ultima si dà un gran da fare, ma non riesce a risollevare le sorti del film, minato all’origine dall’insipienza del soggetto e della sceneggiatura, scritti da Cesare Zavattini. (andrea tagliacozzo)

Sherlock Holmes: soluzione sette per cento

Il dottor Watson convince con uno stratagemma l’amico Sherlock Holmes, diventato tossicomane, a recarsi Vienna per sottoporsi alle cure di Sigmund Freud. Anche in Austria Holmes avrà occasione di dimostrare le sue mai perdute abilità investigative. Approccio ironico ma non parodistico al personaggio creato da Arthur Conan Doyle. Buona regia di Ross, completamente al servizio di un cast notevole (nel quale spicca Alan Arkin nel ruolo del dottor Freud) e una brillante sceneggiatura (scritta da Nicholas Meyer, futuro regista de
L’uomo venuto dall’impossibile
).
(andrea tagliacozzo)

Ritorno a Tamakwa

Benintenzionato film nostalgico su alcuni yuppie trentenni che, per un weekend, tornano tutti insieme all’amato campo estivo in cui hanno trascorso la loro giovinezza. Arkin è straordinario nei panni del direttore del campo, e il resto del cast non potrebbe essere più affascinante. Binder (anche sceneggiatore) ha basato il film sui suoi ricordi e lo ha girato al campo Tamakwa in Canada, in cui era stato ospite da giovane. Sam Raimi interpreta l’amico del cuore di Arkin. Panavision.

Cambio vita

Cresciuti insieme, Mitch (Ryan Reynolds) e Dave (Jason Bateman) sono stati amici inseparabili, ma con il passare degli anni si sono lentamente allontanati. Mentre Dave è un avvocato stra-oberato di lavoro, marito e padre di tre figli, Mitch è rimasto un bambinone single semi-occupato che non si è mai veramente assunto una responsabilità. Per Mitch, Dave ha tutto: una bellissima moglie, Jamie (LESLIE MANN di Molto incinta, 17 Again – Ritorno al liceo), dei figli che lo adorano e un lavoro ben pagato in un prestigioso studio legale. Per Dave, vivere la vita libera di Mitch, senza stress, obblighi o conseguenze sarebbe un sogno.

Dopo una notte ad alto tasso alcolico passata insieme, i mondi di Mitch e Dave si capovolgono e i due si svegliano uno nel corpo dell’altro. E il caos ha inizio!
Nonostante siano liberi dalle loro normali routine e abitudini, i ragazzi scoprono presto entrambi che la vita dell’altro non è assolutamente così rosea come sembrava. A complicare ulteriormente le cose ci sono l’avvocatessa sexy socia di Dave, Sabrina (Olivia Wilde), e il padre separato di Mitch (Alan Arkin ALAN). Con il tempo che non è dalla loro parte, Mitch e Dave lottano in situazioni di grande comicità per evitare di distruggere completamente uno la vita dell’altro prima di riuscire a trovare un modo per riprendersi ognuno la sua vecchia esistenza.

Il grande imbroglio

Un assicuratore ha bisogno di denaro per poter mandare i suoi tre figli alla prestigiosa Yale University, così viene coinvolto da una donna (D’Angelo) nell’organizzazione dell’omicidio del marito (Falk). Si riuniscono gli interpreti di Una strana coppia di suoceri del 1979, ma questa volta il film ha incontrato un sacco di problemi produttivi, e non è quasi stato distribuito. Andrew Bergman ha scritto la sceneggiatura con lo pseudonimo di Warren Bogle.

Little Miss Sunshine

Apparentemente lontani dalla normalità, gli Hoover sono in realtà per molti aspetti un’ordinaria famiglia americana. Il padre tenta di sbarcare il lunario con un programma per giungere al successo in nove mosse ma il suo sogno di divenire un intraprendente motivatore di massa fallisce. La madre tenta disperatamente di conciliare lavoro, figli e casa. Il figlio maggiore, seguace di Nietzsche, ha fatto voto di mutismo. La figlia piccola trascorre intere giornate esercitandosi nella danza e guardando videocassette di miss America, in attesa di partecipare a un concorso regionale. Il nonno sniffa eroina e il fratello della mamma, “lo studioso di Proust più importante di tutti gli Stati Uniti”, ha appena tentato il suicidio dopo essere stato piantato in asso da un suo alunno. Quando arriva la notizia dell’ammissione della piccola Olive al concorso regionale della California, gli Hoover decidono di andarci tutti insieme con il vecchio furgone Volkswagen e dall’esilarante viaggio on the road la famiglia tornerà unita e trasformata.

L’ultimo contratto

Un killer professionista mescola affari e piacere quando va a una rimpatriata coi compagni di liceo di dieci anni prima mentre è in servizio… ma la ragazza che ha lasciato e tutti i suoi amici vogliono sapere perché e come è scomparso. Cusack ha partecipato alla stesura dello script e ha co-prodotto questa tagliente commedia nera, colma di dialoghi alla moda e molto sicura di sé. Ma la violenza all’apice del film lascia un cattivo sapore e indebolisce la commedia.

Arrivano i russi, arrivano i russi

Un sommergibile russo si arena lungo la costa di una piccola isola americana. I marinai sovietici, scesi a terra in cerca di aiuto, si introducono nella casa di una famiglia del posto che, dopo una iniziale diffidenza, decide di dare loro una mano. Una intelligente commedia sulla distensione diretta con mano leggera da Nornan Jewison. Alan Arkin, al suo esordio sul grande schermo, si guadagnò una meritatissima nomination all’Oscar. Nell’87, Rick Rosenthal realizzerà uno scialbo rifacimento del film intitolato
Mamma ho acchiappato un russo
.
(andrea tagliacozzo)

I perfetti innamorati

Gwen Harrison (Zeta Jones) e Eddie Thomas (John Cusack) hanno fatto fortuna interpretando sul grande schermo quello che sono nella vita di tutti i giorni: una coppia felice, perfetta. Ma si sa, la perfezione, se esiste, nella realtà ha vita breve. Si separano e lasciano nei casini il produttore del loro ultimo film (Billy Crystal) ben conscio che lo iato tra la realtà e la fiction indurrà il pubblico a snobbare la pellicola. Non c’è che una soluzione: con l’aiuto della sorella-factotum di Gwen (Julia Roberts) inscenare una riconciliazione della coppia nel corso del week-end con la stampa, in programma per la presentazione del film. Quello che segue è una commedia degli equivoci in puro stile Hollywood che ha dalla sua un Billy Crystal in straordinaria forma che, da solo, regge quasi tutto il peso comico del film. Quattro star di questo calibro e una storia che non fa troppo pensare (e soprattutto finisce bene) è sicuramente quello di cui il botteghino USA ha bisogno in questo momento in cui gli action-movie se la passano maluccio. Ma, una volta usciti dal cinema, non bisogna aspettarsi di ricordarsi qualcosa del film per più di qualche ora. Gli attori fanno il loro dovere e perfino la Zeta Jones se la cava, forse perché interpretare il ruolo della star viziata che non sa recitare non le è costato un impegno da Actor’s Studio. Certo, che Cusack e la Roberts finiranno a letto insieme si capisce nei primi sette minuti, ma di questi tempi è meglio non fare troppo gli snob e apprezzare le risate sincere che questo prodotto hollywoodiano di alto livello, ben confezionato e discretamente diretto, può offrire. Sorprendenti le immagini di una Roberts resa obesa da trucchi ed effetti speciali. Geniale (?!) la trovata del distributore italiano che fa uscire il film proprio nel giorno di San Valentino.
(ezio genghini)

Occhi della notte

Due giovani coniugi vengono casualmente in possesso di una bambola nella quale è stata nascosta una partita di stupefacenti. Proprio quando tre malviventi, alla ricerca della droga, riescono ad individuare la coppia, la donna, una non vedente, viene lasciata sola in casa dal marito. Un ottimo thriller, interpretato magistralmente dalla Hepburn (candidata all’Oscar) e da un agghiacciante Alan Arkin nei panni di uno dei criminali. (andrea tagliacozzo)

4 giorni a settembre

Il racconto, carico di emozioni e basato sui fatti, di quanto è accaduto nel 1969 durante il rapimento dell’ambasciatore americano (Arkin) da parte di un variegato gruppo di giovani idealisti rivoluzionari brasiliani. A tutte le parti coinvolte viene data voce in questo dramma politico coinvolgente e rappresentato con precisione. Conosciuto anche con il titolo internazionale Four Days in September, nominato agli Oscar come miglior film straniero.