Holocaust 2000

Un industriale vuole costruire una centrale termonucleare in un paese del Terzo Mondo, ma trova la tenace opposizione di diverse persone che, una dopo l’altra, vengono eliminate in circostanze misteriose. L’uomo a poco a poco si convince che il suo progetto è voluto dal Maligno. Mediocre pellicola demoniaca sul filone de
Il presagio,
uscito l’anno precedente. Si salva a malapena il grande Kirk Douglas.
(andrea tagliacozzo)

Profumo di Donna

Dal romanzo di Giovanni Arpino
Il buio e il miele
(che nel ‘92 ha ispirato anche il fortunato ma meno riuscito
Scent of a Woman
con Al Pacino). Un ufficiale dell’esercito, diventato cieco in seguito ad una esplosione, parte da Torino per raggiungere Napoli, dove ha progettato di suicidarsi assieme a un commilitone che soffre della sua stessa menomazione. Nel viaggio, l’uomo è accompagnato da un giovane militare, Giovanni. Risi riesce abilmente a tenersi in bilico tra commedia e melodramma, aiutato nel compito da Vittorio Gassman, splendido protagonista, che vinse il premio come migliore attore a Cannes.
(andrea tagliacozzo)

Uno su due

Lorenzo Maggi è un giovane avvocato di successo. Alla vigilia della chiusura di un importante affare, viene ricoverato in ospedale per un sospetto tumore al cervello e sottoposto a una serie di esami. I giorni passati ad aspettare i risultati lo cambieranno nel profondo, anche grazie all’incontro con Giovanni, il suo compagno di camera. 

Mimì metallurgico ferito nell’onore

Primo grande successo internazionale di Lina Wertmuller (che Giancarlo Giannini aveva già in parte raggiunto nel 1970 con Dramma della gelosia di Ettore Scola). Il siciliano Carmelo Mardocheo, detto Mimì, perde il lavoro a causa delle sue idee politiche di sinistra. Tramite l’aiuto della mafia, riesce a trovare un posto in una fabbrica torinese. Giannini, straordinario interprete, vinse sia il nastro d’argento che il David di Donatello (quest’ultimo ex-aequo con Alberto Sordi, premiato per Detenuto in attesa di giudizio). Lo stile della Wertmuller, eccessivo e grottesco, oggi risulta quanto mai datato. (andrea tagliacozzo)

Soldati – 365 all’alba

È il film che ha rivelato il regista Marco Risi (figlio del grande Dino), prima ancora del più noto
Mery per sempre
, girato due anni più tardi. Durante il servizio militare, un tenente, frustrato nella carriera come nella vita privata, prende di mira una recluta, che ritiene, a torto, la causa di una sua mancata promozione. Ma il giovane non intende piegarsi all’ufficiale. Convenzionale l’approccio al tema e lo schematismo del rapporto conflittuale tra la recluta e l’ufficiale. Buona, comunque, l’interpretazione di Claudio Amendola. Ridicolo, invece, il finale. Le scene notturne della camerata, sia per la musica che per la fotografia, sembrano vagamente ispirate a
Full Metal Jacket
, il film che Stanley Kubrick realizzò in quello stesso anno.
(andrea tagliacozzo)

Cara sposa

Condannato a un periodo di detenzione per aver maltratto la moglie Adelina, Alfredo, una volta uscito dal carcere, apprende che questa ora convive con un tassinaro rude ma responsabile e intende chiedere il divorzio. Il film, pur non essendo particolarmente riuscito, è ravvivato dall’ottima interpretazione dei due protagonisti, Johnny Dorelli e Agostina Belli.
(andrea tagliacozzo)

Il lumacone

Il maturo Gianni, abbandonato dalla moglie, si riduce a vivere in uno scantinato con un giovane ladruncolo, Ginetto. L’uomo, deciso a portare il giovanotto sulla buona strada, vorrebbe comprare un vagone ferroviario per trasformarlo in un ristorante. Minato da una regia non felicissima, un film modesto anche se tutt’altro che disprezzabile. La sceneggiatura, infatti, porta la prestigiosa firma di Ruggero Maccari, da moltissimi anni prezioso collaboratore del regista Ettore Scola.
(andrea tagliacozzo)