A donne con gli amici

In una cittadina della California, quattro amiche, giunte alle soglie dell’età adulta, si barcamenano tra i primi amori seri e i rapporti, spesso turbolenti, con i propri genitori. Debutto dietro la macchina da presa di Adrian Lyne – futuro regista di 9 settimane e ½ e Attrazione fatale – con una commedia esile, ma ben recitata da un cast in gran parte formato di giovani promesse. (andrea tagliacozzo)

Incidente fatale

Un uomo e una donna, incontratisi casualmente grazie a un incidente d’auto, si accorgono di nutrire una profonda attrazione l’uno per l’altra. Le reciproche fantasie sessuali prendono gradualmente forma in giochi bizzarri e pericolosi. A tratti interessante, strano, ambizioso, ma fondamentalmente poco riuscito. Una piccola curiosità: il film uscì negli Stati Uniti nell’85 con il titolo
Fatal Attraction
, tre anni prima del fortunato
Attrazione fatale
di Adrian Lyne.
(andrea tagliacozzo)

Allucinazione perversa

Un reduce del Vietnam, vittima di mostruose allucinazioni, indaga tra i suoi ex commilitoni e scopre che durante la guerra il suo plotone è stato usato come cavia per sperimentare una nuova potentissima droga. Il migliore tra i film di Adrian Lyne, ma anche, paradossalmente, il più sfortunato al botteghino. Incomprensibilmente ignorato dalla critica (almeno negli Usa), nonostante l’originalità del soggetto e alcuni spunti visivi davvero interessanti. Macaulay Culkin, il piccolo interprete di
Mamma ho perso l’aereo
, fa una fugace apparizione nei panni del figlio del protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Flashdance

Un’operaia di Pittsburgh sogna di diventare ballerina. Si innamora ricambiata del padrone, ma quello che conta è il sogno. Quando supera un provino tutto cambia… Non un bel film (non lo era neanche allora), ma a suo modo un film-simbolo degli anni Ottanta, con tanto di citazione camp (dieci anni dopo) di Moretti in
Caro diario
. Adrian Lyne rappresenta il peggio dell’estetica pubblicitaria (
Nove settimane e mezzo
, il tremendo
Attrazione fatale
) e l’unica occasione in cui sia riuscito a cavare fuori qualcosa di non banale è
Allucinazione perversa
, curioso thriller onirico sui ricordi del Vietnam. Al posto di Jennifer Beals balla una controfigura (come – pare – anche per lo spogliarello di Kim Basinger nel film successivo), ma che importa?
Flashdance
è una specie di abilissimo
Rocky
al femminile, con un inizio finto-duro (indimenticabili gli occhioni della Beals quando si toglie la maschera da saldatore), una struttura «a Cenerentola» semplice ed efficace, il gran finale con la canzone ruffianissima di Giorgio Moroder.
(emiliano morreale)

Nove settimane e mezzo

Incontratisi casualmente in un locale, John, mediatore d’affari, ed Elisabeth, direttrice di una galleria d’arte, iniziano un rapporto fatto di strani giochi erotici e misteri non svelati. Praticamente snobbata negli Stati Uniti, la pellicola riscosse un grande successo in tutta Europa e segnò l’affermazione definitiva di Mickey Rourke e Kim Basinger. Si tratta, in definitiva, di un videoclip prolisso, patinato e neanche troppo interessante. Del film verrà realizzato nel 1997 un sequel addirittura peggiore.
(andrea tagliacozzo)

Attrazione fatale

Un procuratore di New York, felicemente sposato, ha una breve relazione con un’affascinante dirigente di una casa editrice. Quando vorrebbe troncare ogni cosa, però, la donna lo perseguita in un crescendo ossessivo, fino a minacciarne direttamente i familiari. Un thriller efficace, diretto discretamente, anche se poco originale: il grande Clint Eastwood aveva affrontato lo stesso tema sedici anni prima in
Brivido nella notte
. Sei nomination agli Oscar, ma nessuna statuetta. Finale cambiato per il mercato giapponese.
(andrea tagliacozzo)