Lo stato dell’unione

Più attuale che mai, questa commedia drammatica di origine letteraria (adattata dalla pièce di Howard Lindsay e Russel Crouse) vede Tracy nei panni di un industriale che lotta per mantenere la sua integrità mentre viene inghiottito dai meccanismi della politica nella corsa alla presidenza. La Hepburn è sua moglie e la sua coscienza, la Lansbury una milionaria assetata di potere che sostiene la campagna, Van Johnson il sardonico manager della campagna. Grande intrattenimento.

Addio alle armi

Adattamento sontuosamente romantico del romanzo di Hemingway sulla sfortunata storia d’amore fra un soldato americano e un’infermiera inglese durante la prima guerra mondiale: datato ma di buona fattura. La raffinata fotografia di Charles Lang vinse un Oscar. Rifatto nel 1957. Esiste anche in una versione colorizzata al computer.

Bersaglio eccellente

È il 1861. Abramo Lincoln sta andando in treno a Baltimora dove dovrà pronunciare un importante discorso. Un poliziotto di New York intuisce che è in atto un complotto per uccidere il Presidente, ma i superiori non vogliono dargli ascolto. Un eccellente thriller, originale sia per il soggetto che per l’ambientazione. La spigliata regia di Anthony Mann riesce a ottenere una notevole suspense. Una curiosità: il protagonista, interpretato da Dick Powell, si chiama John Kennedy!
(andrea tagliacozzo)

La donna di Parigi

Una ragazza francese (Purviance) è decisa a sposare il suo amato (Miller) ma un malinteso la fa trasferire a Parigi, dove diventa la donna del ricco Menjou. Unico tentativo di Chaplin nel dramma (e in cui non è protagonista), piuttosto sofisticato per i tempi, e ancora interessante, perfino emozionante, oggi. Nel 1923 fu un fiasco commerciale; Chaplin lo rimontò, ma aspettò fino al 1977 per farlo uscire di nuovo, con una nuova colonna sonora da lui composta. Il regista ha un cammeo come facchino alla stazione, ma è praticamente irriconoscibile.

Passione – Il ragazzo d’oro

Un giovane, promettente musicista, rivela improvvisamente insospettate doti di pugilatore e viene convinto da un organizzatore a darsi al professionismo. Una serie d’incontri vittoriosi portano il giovane a conquistare in breve tempo fama e successo. Tratto da
Golden Boy
di Clifford Odets, il film segnò il debutto cinematografico di William Holden, capace di tenere testa alla solita ottima Barbara Stanwyck. Raffinata la regia di Rouben Mamoulian.
(andrea tagliacozzo)