Per amore di Lily

Nel tentativo di ottenere un ruolo importante nel nuovo film scritto dalla moglie, un attore egocentrico e non più giovanissimo con un abile travestimento si spaccia per un giovane collega italiano. E, non contento, continua il diabolico scherzo corteggiando la propria consorte. Pallido tentativo di resuscitare la commedia sofisticata. Plummer e la Smith (premio Oscar nel ’78 per
California Suite
) s’impegnano al massimo, ma il risultato è poco più che mediocre. Lo spunto ricorda da vicino quello di
La mia geisha
(1962) di Jack Cardiff.
(andrea tagliacozzo)

L’ospite d’onore

Commedia piacevole ambientata nel 1954, che racconta le vicende del giovane autore di uno spettacolo di varietà per la televisione, cui viene dato l’incarico di accompagnare l’ospite d’onore di quella settimana, un idolo dello schermo, ma un accanito bevitore lontano dai riflettori, Alan Swann, interpretato alla perfezione da “O’Toole. Ci sono troppi cambi di direzione, ma il film offre anche momenti brillanti e interpretazioni affascinanti (come quella di Bologna nella parte di una star della tv). La donna con cui “O’Toole balla nel night-club è Gloria Stuart. Debutto alla regia per Benjamin. Dieci anni più tardi ne è stato fatto un musical per Broadway (sempre con Kazan).