Arthur e il popolo dei Minimei

Arthur è un bambino di dieci anni che fantastica di paesi lontani e popoli sconosciuti grazie ai racconti di un nonno scomparso misteriosamente ormai da qualche anno e a una nonna che lo vizia amorevolmente di fiabe. In un libro magico scopre l’esistenza di un mondo a lui vicino – proprio nel suo giardino, prossimo all’esproprio da parte di un immobiliarista senza scrupoli – abitato da elfi e principesse e da un malvagio assoluto: il terribile Maltazard. Solo lui, il piccolo e astuto Arthur, potrà sconfiggere il Male, conquistare la principessa, trovare il tesoro nascosto e riscattare la proprietà di famiglia, ma per farlo avrà bisogno di ingegneri talpa, capi tribù, guide generose e tanto, tanto coraggio.

Romance & Cigarettes

Stati Uniti, anni Trenta. Una famiglia dell’East Side newyorkese. Nick (James Gandolfini), il padre, è un operaio metallurgico che trascorre il suo tempo a fantasticare su una mezza prostituta (Kate Winslet) dai capelli rossi e dal gergo da scaricatore di porto, mentre la moglie (Susan Sarandon) lo aspetta disperatamente a casa con le tre figlie in pieno delirio canzonettaro che strillano nel giardino di fronte a casa. Quando la donna si accorge dei tradimenti del marito dà il via a una lotta spietata nei suoi confronti, sorretta dalla solidarietà delle figlie. L’uomo si rifugia nell’agognata avventura carnale, che però entro breve lo lascia insoddisfatto per la troppa brutalità e volgarità della partner. Stufatosi di un rapporto banale e puramente a sfondo sessuale, decide di tornare dalla dolce e triste moglie che lo accoglie in casa ma gli impone di dormire sul divano…

Conta su di me

Sammy e Terry sono due fratelli rimasti orfani da piccoli. Molto legati, non potrebbero essere più diversi: Sammy ha accettato le regole della piccola comunità in cui vive, mentre Terry preferisce vagare per il mondo senza una meta. Quando Terry torna a casa, fra lui e il figlioletto di Sammy si instaura un rapporto intenso e affettuoso. E cominceranno anche i problemi…
Conta su di me
, opera prima di Kenneth Lonergan (già autore dello script di
Terapia e pallottole
), nonostante sia stato prodotto da Martin Scorsese e Barbara De Fina non è che un filmetto leggero e gradevole. Giocato quasi esclusivamente sui dialoghi e sulla recitazione di un gruppo di attori simpatici e intonati (Laura Linney, Mark Ruffalo e Matthew Broderick), ha una regia acerba e pretese non enormi. Gioca sulle mezze misure e sul garbo, tessendo le lodi di un giovane che si prende cura di un nipote con il tatto e il necessario senso di irresponsabilità di un padre putativo. Nonostante qualche frecciata – invero piuttosto svogliata – indirizzata all’ipocrisia della borghesia e un finale intriso di amarezza e malinconia, né conciliatorio né edificante,
Conta su di me
non osa più di tanto: non esagera, non graffia e lascia intravedere la mano di un regista già pronto per entrare nel circuito delle grosse produzioni. In Italia però, di fronte ai Muccino e ai
Pane e tulipani
, un film rigorosamente medio come questo fa un figurone.
(anton giulio mancino)

Tadpole – Un giovane seduttore a New York

Siamo a New York, nel quartiere alto borghese dell’Upper East Side ed è la vigilia del giorno del Ringraziamento. Un quindicenne sta tornano a casa dal collegio in cui vive e confessa al suo migliore amico di essere innamorato. In breve tempo si scopre che il giovane studente, un autentico personaggio rinascimentale, sensibile e compassionevole, appassionato di Voltaire e dei classici, è innamorato della moglie di suo padre, ben più grande di lui. La sua inquietudine e il suo amore proibito lo porteranno a cacciarsi in situazioni imbarazzanti, ma si accorgerà ben presto che piace molto alle donne mature, a partire dalle amiche della matrigna. Una commedia contemporanea, arguta, fresca e irriverente, scoperta al Sundance Film Festival di Robert Redford, girata in soli quattordici giorni con una videocamera digitale e con un budget limitato. Molto ben scritto e ben interpretato, soprattutto dal giovane Aaron Stanford, al suo debutto cinematografico, perfettamente calato nel ruolo. Un’altra bella scoperta del Sundance, immediatamente catturata dalla Miramax, che negli Usa ne ha fatto un caso con un buon successo al box office. La Manhattan di sfondo è molto rilassata e perfetta complice di questi giochi proibiti. L’effetto della camera digitale, anche se all’inizio può fare storcere il naso, risulta essere la scelta vincente, come un occhio che spia che cosa succede in questi condomini alto borghesi. Probabilmente la commedia meglio riuscita dell’anno. (andrea amato)