Le ragazze del Coyote Ugly

Il bancone di un bar aperto tutta la notte può trasformarsi nella ribalta ideale per il coronamento del sogno americano, per chi sia disposto a esibirsi ogni notte a beneficio di una folla di scalmanati. Così la giovane Violet, cantautrice timida e al verde, trova – papà John Goodman permettendo – la maniera per superare l’imbarazzo iniziale, trasformarsi nella reginetta canora del bar newyorkese dove spettacolo, suggestioni erotiche e sbronze fanno tutt’uno, raggiungere la notorietà e innamorarsi come una collegiale. Siamo insomma dalle parti di
Flashdance
e «Papa Don’t Preach» di Madonna, con l’ingombrante aggiunta di una costruzione narrativa suadente e di un montaggio serrato e rutilante. È insomma imbarazzante dover ammettere che un film ipocrita e moralista come questo riesca a mantenere una progressione così calibrata, a rendere credibile la sua improbabile tenerezza e a far digerire allo spettatore la sua indigesta miscela di trasgressione, familismo, retorica spettacolare (the show must go on…) e apologia del successo.
(anton giulio mancino)

I ragazzi della mia vita

«Un giorno può farti cambiare la vita in meglio, un altro rovinartela. La nostra intera esistenza si riduce a quattro o cinque giorni importanti in grado di determinare tutto». Questa la frase cardine del film
I ragazzi della mia vita,
che racconta la vita della scrittrice Beverly Donofrio. Bev (Drew Barrymore) vive a Wallingford nel Connecticut, papà poliziotto e mamma casalinga. A 15 anni rimane incinta di un poco di buono innamoratissimo di lei. Decide di sposarsi e di sacrificare, momentaneamente, il suo sogno: andare al college a New York e diventare scrittrice. Il matrimonio naufraga a causa della tossicodipendenza del marito e Beverly deve crescere da sola suo figlio Jason. Riuscirà a realizzare il suo sogno? Ovviamente sì, visto che si racconta la vita della scrittrice Beverly Donofrio. Ma a che prezzo? Soggetto molto interessante, non sempre sostenuto da una sceneggiatura convincente. Chi invece convince molto è la bravissima Drew Barrymore, sempre più padrona della scena e dei suoi mezzi talentuosi. Una storia di sogni infranti contro lo squallore della vita di una periferia alla periferia d’America, lottando per se stessi e per chi si ama. Magari non sempre in maniera ortodossa.
(andrea amato)