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Together

Il regista che già ci inflisse nel 1999
Fucking Åmål
è tornato con un nuovo, ecumenico apologo sulla diversità. Lukas Moodysson narra in
Together
le vicende di una donna che abbandona il tetto coniugale con i due figli, per le violenze subite dal marito, ed entra nella comune socialista del fratello. E già questo definisce la furbizia che sottende l’intera operazione. Da un lato si ricuperano gli anni Settanta – uno dei decenni più di moda nel cinema dei tardi anni Novanta – periodo di formazione per buona parte delle attuali leve registiche. Dall’altro, si adottano gli stilemi affermati e diffusi dai cineasti di Dogma: macchina a spalla, sgranature della fotografia, colpi di zoom insistenti. Le soluzioni di regia e l’ambientazione sono solo apparenti deviazioni per una struttura in realtà irreggimentata dagli scambi dialogici della sit-com, capace di frullare e amalgamare ben spinose questioni: la sessualità infantile, la militanza politica, la scelta omosessuale… Ennesimo capitolo di un’inutile normalizzazione del decennio meno conciliato del Dopoguerra. Non a caso, concluso nel film con una partita a pallone nella neve. Ridateci Beckenbauer!
(francesco pitassio)

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