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Secondo Matthieu

Si comincia con una famiglia di operai e una fabbrica, ma si capisce subito che l’ambientazione proletaria è del tutto estrinseca al film. Anche se inscena licenziamenti e lotta di classe (il protagonista Matthieu vendicherà il licenziamento del padre portandosi a letto la moglie del padrone), ciò che interessa a Beauvois – che ricordiamo attore in
Sotto i tetti di Parigi
e nello splendido ultimo film di Garrel – è il mélo famigliare. Dopo la morte del padre scoppia il conflitto con il fratello, pavido e con ambizioni piccolo-borghesi, fino a una resa dei conti finale che, seppure girata nello stile di Bruno Dumont, si chiude con un abbraccio. Senza anima e senza sangue (a dispetto della volgarità delle allusioni), smodatamente ambizioso fin dal titolo (che allude nientemeno che alla passione di Cristo),
Selon Matthieu
è un film ambiguo e in definitiva disonesto, capace perfino di sprecare un’interprete come Nathalie Baye, cui pure concede due superflui «numeri» da grande attrice.
(luca mosso)

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